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Il Rinascimento periodo di.guerre, periodo di.passaggio all’uso massiccio di armi da fuoco e artiglieria pesante.

Periodo di dominazione maschile,  ma che ha visto sbocciare rare pregevoli menti femminili.
Vittoria Colonna (1490-1547 nella foto) e’ stata una delle poetesse e intellettuali piu’ influenti del Rinascimento italiano, nota come Marchesa di Pescara. Figura chiave della cultura del cinquecento, fu ammirata per la sua lirica amorosa e spirituale. Fondatrice del “petrarchismo sacro” e intima amica di Michelangelo Buonarroti. La sua opera celebrava inizialmente l’amore coniugale per il marito defunto, per poi evolversi verso una profonda spiritualita’ e tematiche religiose riformatrici.

Il suo coinvolgimento in ambienti religiosi riformati valse l’appellativo di eretica.

Pubblica per la prima volta nel 1538 le Rime.

Nel 1539 escono due edizioni corrette, vediamo delle due la piu’ rara a trovarsi.

Rime della Divina Vettoria Colonna Marchesana di Pescara, di nuovo ristampate, aggiuntovi le sue stanze, e con diligenza corrette.

M D  XXXIX

In-16° (14 x 9 cm), [48] carte. Edizione copiata linea per linea, attribuita alla tipografia veneziana di Niccolo’ Zoppino, corsivo, romano, segnatura (A-F8) F8 bianca.

Dedica a carta  A2r ad Alessandro Vercelli e Philippo Perogallo.

Alla carta F7v: il registro, A B C D E F.  Tutti sono quaderni.

Carta A3r:

Scrivo solo per sfogar l’interna doglia,

Ch’al cor mandar le luci al mondo Sole,

E non per giunger luce al mio bel Sole,

Al chiaro spirto, a’ l’honorata spoglia.

Carta F2r

Canzon tra vivi qui fuor di speranza

Va sola, e di ch’avanzi

Mia pena ogn’altra; e la cagion puo’ tanto

Che m’e’ Nettar’ il fuoco, Ambrosia il pianto.

Versi sublimi, tristi in ricordo di una persona cara scomparsa.

E in tempi di guerre di conquista, di genocidio, di ecocidio, di domicidio, giovani donne di Gaza, si rifugiano, a volte poco prima di morire nella poesia, quella bellezza incantevole che sfugge alla crudelta’ umana.

Vogliamo omaggiare l’estremo eroismo riportando alcuni versi scelti di loro poesie estemporanee.

Hend Joudah (1983). Nata nel campo profughi di al-Bureij a Gaza.

Cosa significa essere poeta in tempo di guerra?/ Significa chiedere scusa,/chiedere continuamente scusa, agli alberi bruciati,/agli uccelli senza nidi, alle case schiacciate,/alle lunghe crepe sul fianco delle strade,/ ai bambini pallidi, prima e dopo la morte/e al volto di ogni madre triste,/o uccisa!.

Nima Hassan. Poetessa e scrittrice nata a Rafah.

Una madre a Gaza non piange/raccoglie la paura, la rabbia e le preghiere nei suoi polmoni,/e attende che finisca il rombo degli aerei,/per liberare il respiro.

Dareen Tatour (1982). Poetessa e fotografa nata a Raineh, citta’ araba.

I vostri proiettili sono mortali/

E nell’inchiostro della mia penna c’e’ vita/le vostre armi saranno annientate/ e la poesia rimarra’ viva.

Heba Abu Nada (1991-2023) Biochimica e poetessa cresciuta a Gaza. Muore il 20 ottobre 2023 a Khan Younis uccisa da un bombardamento israeliano.

Il suono che sentiamo e’ il suono della morte che/ci ha superato per scegliere altri.

(…) Chi sente il suono del razzo sopravvive./

Siamo ancora vivi fino a nuovo avviso.

Il domicidio a Gaza e’ sotto gli occhi di tutti, il 70% di infrastrutture civili e abitazioni distrutte, l’ecocidio e’ totale, non crescerà’ piu’ un filo d’erba nella Striscia di Gaza, e Il genocidio piu’ lento di prima continua inesorabile.

Come sopravvivere giorno dopo giorno nella Striscia di Gaza e’ anche difficile solo pensarlo, come e’ difficile resistere quando il mondo si gira dall’altra parte.

Piera Badoni (1912-1989), poetessa.

E’ subito detto un anno/ma un anno e’ fatto di mesi/e i mesi sono fatti di giorni/e i giorni sono lunghi da vivere/son faticosi da vivere/uno per uno/senza nemmeno un tuo segno/felicita’, che pure esisti/.

Allegate seguenti immagini fotografiche:

Rime di Vittoria Colonna: Il Registro.

Esplosioni nella Striscia di Gaza

Thob abito tradizionale, indossato nei giorni di festa dalle donne palestinesi.

Giancarlo Valera

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