” A quest’ora starà ammirando se le sue opere sacre (statue di Madonne , crocefissi ecc.) nella cui esecuzione era un artista corrispondono come probabile alla realtà dell’altra vita, e che lui ha anticipato nel suo profondo spirito”.
Così Don Antonio Fazzini ha detto, celebrando la Messa per il funerale di Leonello Caddeo, in una Chiesa parrocchiale di Pasturo davvero gremita non solo di parenti, ma di moltissimi amici che Nello aveva, e anche un gruppo di cantori sardi che hanno intonato preghiere nel dialetto originario dell’isola.
Nel ricordare quindi il consolante precetto cristiano della Resurrezione, e della vita oltre la vita, il Prevosto ha insistito anche sul lato artistico e geniale dello scultore sardo.
“Ci ha lasciato tante testimonianze della sua arte”, che rimangono a imperitura memoria, oltre al suo ricordo di amico di tutti affabile e ben disposto ad aiutare il prossimo: quasi tutti i gruppi di solidarietà in Valsassina, dal Centro Soccorso alla Protezione Civile, lo hanno visto tra i primissimi promotori.
La grande affluenza al suo funerale svoltosi a Pasturo ne è la prima testimonianza: grande partecipazione e commozione di tanti – non solo la moglie e i parenti, a cui mandiamo anche le nostre personali più sentite condoglianze, ma anche amici – per l’ultimo addio a un personaggio che pur non essendo nato in Valsassina vi aveva piantato ben salde radici e relazioni.
ENRICO BARONCELLI





