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Sono molti i giovani in Italia che fanno uso di sostanze stupefacenti: secondo una ricerca effettuata tra studenti di Quarta e Quinta Superiore, il 40% di loro fanno uso di Cannabis ( i cosiddetti “spinelli”), il 35% di questi ha cominciato ad usarne verso l’età di 14 anni (quindi in Seconda o Terza Media) il 62% tra i 15 e i 17 anni.
E’ anche per questo motivo che il gruppo Famiglia Meraviglia, che ha una sede a Cremeno e una a Bellano, ha deciso di aprire uno “Sportello” di apporto psicologico dedicato ai giovani che fanno uso di “sostanze psicotrope”.
Lo ha annunciato la dottoressa Federica Bolognini, ieri sera al Cineteatro di Pasturo ( e oggi pomeriggio replica a Bellano) nel presentare al pubblico dei genitori intervenuti, non molto numeroso ma attentissimo, il Dr. Edoardo Polidori, già Direttore del Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì e Rimini, Università di Bologna e membro del Direttivo Nazionale della Società Italiana Tossicodipendenze.

Un’ora e mezzo di relazione molto interessante, iniziata con la definizione di “che cos’è una droga“: “La droga è ogni sostanza che modifica la conformazione del cervello, che ne tocca il suo funzionamento”.
Sono tante le droghe, per il professore, e non solo quelle riconosciute (dalla cannabis alla Marijuana, dalla cocaina all’LCD e altro): ma è una droga anche il caffè, che stimola la psiche, è una droga la sigaretta, da cui molti fumatori non sanno allontanarsi anche se sanno benissimo che li porterà al cancro.

Non basta però avere un approccio proibitivo o negazionista: parlare di divieti evidentemente non ha successo, soprattutto quandi si ha a che fare con giovani adolescenti.
E non solo perchè un’altra ricerca ha dimostrato che per loro è molto facile trovale la droga, non solo nella strada ma addirittura a scuola: bisogna cambiare atteggiamento, anche da parte degli adulti, cercando in primo luogo di non perdere mai la comunicazione.
Che futuro hanno i giovani d’oggi ?” si è chiesto Polidori. Molto vago, molto confuso, come è normale che sia , ma oggi funestato dai rischi e dal pensiero della guerra, magari una guerra nucleare che distruggerebbe l’umanità.
I giovani hanno bisogno di un rifugio, anche di sogni , e di viaggiare, di uscire dalla loro casa, dal loro nido, per sperimentarsi e trovare nuove vie. E’ naturale.
E a proposito di cervello il professore, tra uno “stacco” musicale e l’altro (di rock anni Settanta) ha descritto lo sviluppo del cervello in quell’età: “si sviluppa la corteccia cerebrale prefrontale, ma soprattutto il “nucleus accumbens“, cioè ciò che ci dà maggior piacere, e che noi seguiamo a volte dimenticandoci dei nostri doveri”.

E’ un processo naturale, che a volte travolge il giovane adolescente, alla ricerca di un equilibrio sempre più instabile.
“Ma siamo stati tutti così, a quell’età “! Polidori poi invita a distinguere, senza drammatizzare, tra USO – ABUSO o DIPENDENZA.
“Se di queste sostanze se ne fa un uso saltuario è un conto: anzi a volte fanno anche bene. Grandi personaggi del passato, come Freud, Nietsche, lo scienziato che ha scoperto il DNA, hanno confessato di averne fatto uso. Ha sviluppato il loro cervello e ha dato loro nuove idee”. Un altro conto invece è l’ABUSO: usarne troppa e perdere il controllo del proprio comportamento.

Problematico poi quando si arriva alla vera e propria TOSSICO-DIPENDENZA: allora meglio chiedere l’intervento di qualche specialista, come quelli del SERT, che possono dare una mano ( e delle Comunità terapeutiche, come quella di San Patrignano).

Insomma bisogna sapere distinguere: “è un dato di fatto però che la nostra società richiede e fa sempre più uso di droghe: guardiamo ad esempio la vicenda del Presidente del Venezuela Maduro. Il flusso di droga verso gli Stati Uniti (da Venezuela, Colombia, Messico e Sudamerica) è realmente impressionante. Il problema però non è il Presidente Maduro che la vendeva, ma il fatto che gli Stati Uniti la richiedano in tale quantità, che non è certo diminuita con la deposizione di Maduro”.
In conclusione però Polidori invita a cercare sempre la comunicazione con gli adolescenti, a non mettersi mai in una posizione di chiusura:” Amali ed armali”. Amarli per quello che sono, e soprattutto “armarli” non solo di buoni consigli, ma di esempi e insegnamenti morali.
E’ molto difficile, ma bisogna almeno tentarci !

ENRICO BARONCELLI

1 commento su “Serata a Pasturo sui giovani e le Tossicodipendenze”
  1. Saggio articolo, scritto a meraviglia. Anche il paracetamolo, la tachipirina, vengono somministrate in quantita’ elevatissime gia’ dall’infanzia…e abituano all’uso quando si sente dolore…e una mamma davanti alla sofferenza del suo bambino fa di tutto per non farlo soffrire…
    Il dolore fisico dell’adulto ti fa perdere il senso della realta’, vuoi stare da solo, ti lasci andare…il pensiero e’ sempre cupo…per vestirti la mattina hai bisogno che qualcuno ti sorrida, ti trasmetta un po’ di gioia, ti sproni a vivere…qualcuno che ti ricorda: non farci caso…e’ un dolore ‘normale’ lo dicono i medici, gli esami fanno bene…prendi gia’ tante medicine…dai, oggi andiamo a fare questa passeggiata nei prati…hai visto che bello è come stai bene!
    …e poi c’e’ il dolore dell’ anima muto e atroce che attacca gli adolescenti e non solo, e non finisce mai, che riguarda spesso la non accettazione della propria condizione, del proprio io…i ragazzi si sentono continuamente mortificati, umiliati, macinano nella solitudine mucchi di brutture…
    Una desolazione infinita, ma chi ha ancora un po’ di serenita’ ha l’obbligo di metterla al servizio dei sofferenti, giovani e vecchi.
    Credo che i tempi che viviamo acuiscano questo dolore ancora di piu’, in molti cercano di soffocarlo con le droghe…ma dobbiamo con forza prospettare, anche nel nostro piccolo, sempre cose ‘belline’ che non fanno del male e sono alternative al disastro mentale e fisico delle droghe sui nostri ragazzi e sofferenti…

    MARIA FRANCESCA MAGNI

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