Paolo Berizzi, il giornalista scomodo, a Lecco per presentare il suo libro “Il libro segreto di CasaPound”
Ci sono Giornalisti, comePaolo Berizzi, che come gli agenti delle Forze dell’Ordine sono in prima linea a combattere la violenza e il sopruso mafioso e ideologico estremista. Queste persone rischiano la vita per portare alla luce un po’ di verità e dar modo alla gente di pensare o ri-pensare al proprio sé costruito con le logiche del ‘menefrego’ in rapporto agli altri e alla comunità.
Paolo Berizziè nato a Bergamo l’11 agosto del 1972, si laurea in filosofia all’Università Statale di Milano, da giovanissimo comincia a scrivere per ‘Il Borghese’ e dal 2000 lavora presso ‘La Repubblica’.
Si è occupato di numerose inchieste, vari i temi:contraffazione alimentare, lavoro nero, terrorismo, mafia, criminalità organizzata, narcotraffico, neofascismo…per questo è continuamente minacciato di morte e vive sotto scorta dal 2019.
Nel 2016 il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia sanzionò Berizzi per l’articolo in riferimento a un ‘bimbo di 4 anni che fa il saluto fascista’ pubblicato su ‘La Repubblica’ nel 2015 con la motivazione: “per essersi basato sulle dichiarazioni rilasciate da una sola persona che non hanno avuto alcun tipo di riscontro”.
Il 24 agosto 2020,Veronavenne sommersa da una tempesta violentissima e a seguito di ciò Berizzi scrisse su tweet (poi cancellato), che tale disastro fu dovuto al karma verso i cittadini, da lui ritenuti tutti nazifascisti. Il C.O.G. lombardo ricevette immediatamente una richiesta di espulsione del giornalista, maVittorio Feltri,anche lui un giornalista irriverente, difese pubblicamente il collega pur non condividendone le parole, sottolineandone la bravura…Feltri specificò che l’espulsione di Berizzi sarebbe suonata proprio come l’olio di ricino fascista.
Nel 2021 Berizzi pubblicò il libro “E’ gradita la camicia nera. Verona, la città laboratorio dell’estrema destra tra l’Italia e l’Europa”. Nessuno voleva concedergli una sala per presentare il libro. Nel 2022, dopo numerosi boicottaggi (si legge nella sua biografia), potè presentare il libro ai veronesi.
Nel 2022 Berizzi riportò su ‘La Repubblica’ che a Verona circolava un volantino che pubblicizzava l’apertura di una “palestra di Fascismo” dal nome “Arcobaleno nero”. La Digos indagò sulla vicenda, ma del volantino nessuna traccia…
Il prossimo15 maggio2026 Paolo Berizzi sarà a Lecco nella sede della Camera del Lavoro, per presentare il suo libro “Il libro segreto di Casa Pound”, le rivelazioni di un militante di primo livello dell’organizzazione neofascista italiana più importante degli ultimi venti anni.
“…in queste pagine troverete una sola voce, densa, preziosa come un diamante per la conoscenza collettiva. E’ la voce di un militante neofascista che solleva il velo nero che copre la sua organizzazione e che vi guiderà alla scoperta di un mondo ancora troppo oscuro. Un mondo che ci riguarda tutti, perché il neofascismo – soprattutto quando è sdoganato, sfacciato, protetto e coperto direttamente o indirettamente da chi ha in mano il potere – è pericoloso per la democrazia” Paolo Berizzi.
“La paura, la voglia di raccontare tutto. Ho iniziato a frequentare CasaPound nel 2003. Prima avevo frequentato altri gruppi neofascisti, per esempio Meridiano Zero, quello dove è transitato anche il Ministro Alessandro Giuli. Cercavo un luogo dove incontrarmi con altri fratelli che condividevano un’idea. Sono passati 22 anni e ci sono ancora. Se e quando deciderò di andarmene, so che proveranno a farmela pagare…” E’ l’imput del libro di Berizzi che raccoglie la testimonianza dall’interno di un mondo inaccessibile e protetto, un mondo che ha viaggiato in parallelo con l’ascesa esponenziale delle destre al potere.
La voce del militante storico neofascista di CP descrive la ‘gola profonda’ del palazzo-fortino nel cuore di Roma, quartiere Esquilino, e i misteri che la caratterizzano: la violenza come metodo; i campi di addestramento; i riti pagani-esoterici strumentali al fascismo per sopravvivere, accompagnati da una gestualità militaresca che mira a infondere coraggio nel fragile ‘cuore nero’ di bambù affumicato dei tanti presenti al ‘presente’; e poi noticine sulle donne, gli ordini ai capi e ai capetti; l’esaltazione della razza (quale non si capisce bene visto che siamo tutti meticci), il sistema su cui si appoggia l’architrave di un ‘lungo inganno metapolitico’, la copertura delle istituzioni, i rapporti con i media mainstream, i finanziatori e lo stretto legame di pensiero con la potenza deviata del denaro e del potere occulto dello Stato nello Stato.
Per la prima volta al movimento CasaPound è stato scoperchiato il vaso di Pandora da parte di un ‘fratello’ spaventato e inorridito davanti a tanto male…
MARIA FRANCESCA MAGNI
