I Papi contestati. Troppa dottrina su povertà, ingiustizia sociale e…intelligenza artificiale, fa male ai potenti
E’ doloroso leggere critiche empie pubblicate su noti giornali rivolte ai Papi più recenti della nostra storia solo perché hanno osato criticare le guerre e l’ingiustizia sociale.
E’ assai curioso che questi premurosi cristiani tralascino Papa Giovanni Paolo II, considerato il loro Buon Pastore, quando invece è stato il Papa che più e più volte si è rivoltato contro i potenti in favore dei poveri.
Forse dalla loro volevano far figurare almeno un Papa, ma il Papa da essi scelto fu fedele alla linea di pensiero dei suoi predecessori ed è continuata coi suoi successori.
Non c’entra nulla il comunismo con l’attenzione verso gli ultimi e i diseredati. La Chiesa non può ignorare il coro dolente di chi chiede aiuto e che rivela strazio e lacrime…Considerando oltremodo che l’annunzio di nuove angustie, nuovi bisogni e nuove miserie riguarda il presente del tempo che si vive, quindi è sempre diverso. Dunque provvedere e soccorrere nel momento della necessità umana sono principi cardini di carità religiosa per il cristiano, oltre che civile.
Papa Paolo VI: “la comunità umana ha bisogno di giustizia...man mano che la società avanza…emergono le discriminazioni, forse che queste discriminazioni, riscontrate tra le classi dei cittadini e tra le nazioni, non mettono la pace in gravissimo pericolo? Insomma, per parlare chiaramente, la nostra carità verso i poveri che sono nel mondo e il cui numero è incalcolabile deve essere più sollecita, più efficace, più generosa”.
‘Il Papa dovrebbe badare al disastroso abbandono delle chiese, parlare di anima e peccato mortale, di salvezza, non di migranti, povertà, e iniquità nella distribuzione della ricchezza…e adesso ci mancava proprio la prima Enciclica di Papa Leone XIV che parla di IA…’ sostengono con vocione imperioso coloro che si reputano gli eletti del Signore.
Strano discorso per un cristiano: quindi la coscienza personale e collettiva è avulsa dalla realtà? Credere vuol dire biascicare preghiere a memoria davanti all’altare con l’abito della festa e poi andare a casa di Azzeccagarbugli strizzando l’occhiolino a Don Rodrigo?
Addirittura questi pii cristiani arrivano ad abiurare il Concilio Vaticano II che sottolineò la specifica dimensione della carità della Chiesa cattolica.
“sull’esempio di Cristo, ad andare incontro soprattutto ai più poveri…così pure la Chiesa circonda d’affettuosa cura quanti sono afflitti dall’umana debolezza, anzi riconosce nei poveri e nei sofferenti l’immagine del suo Fondatore, povero e sofferente, si premura di sollevarne l’indigenza, e in loro intende servire a Cristo” Lumen gentium, 8.
Come si fa a ordinare a un Papa di pregare il bene per la salvezza dell’anima col rosario in una mano e stringere con l’altra la mano sporca di odio, di sangue, di ingiustizia, del potere?
Voglio ricordare che Gesù è morto assassinato e crocifisso sulla croce per non aver accettato questo magnifico imbroglio.
“Guai a coloro che fanno decreti iniqui e scrivono in fretta sentenze oppressive, per negare la giustizia ai miseri e per frodare del diritto i poveri del mio popolo, per fare delle vedove la loro preda e per spogliare gli orfani” Isaia 10,1-2.
Qualcuno è portato a pensare che la ricchezza sia la giusta ricompensa riservata all’uomo timorato di Dio, ammesso che esista…, e che la povertà sia la giusta punizione per chi rifiuta l’istruzione sapienzale. Di chi e quale? Quella della religione cattolica è una visione lontana anni luce da questo catechismo.
Ma con questo stratagemma il povero rimarrà tale nei secoli dei secoli in un girone di ingiustizia perversa infarcita di morale.
I Papi Giovanni Paolo II e Francesco I hanno enunciato la povertà evangelica descritta negli antichi testi, ossia l’amore più grande per i poveri e gli oppressi: Dio è provvidente, si china sulla sofferenza umana per risollevare da essa quanti ne sono afflitti.
E Papa Leone XIV è partito proprio da qui, tenendo nella coppa delle mani il cuore pulsante della carità evangelica che condivide la sofferenza degli ultimi, e promuove la crescita integrale di ogni persona umana in un contesto inumano come propina l’intelligenza artificiale che sostituisce l’uomo, già problematico essere orientato alla sopraffazione del povero. Guai allora se l’IA venisse usata per distruggere, diseguagliare, sopprimere, umiliare, e non per costruire una pace giusta per le vite preziose di tutti.
Quindi l’Enciclica di Papa Leone XIV sull’IA ‘Magnificat Humanitas’ che verrà pubblicata il 25 maggio 2026, anniversario della’ Rerum Novarum’ di Leone XIII, è una necessità impellente per il cristiano, metaforicamente rappresenta la borraccia d’acqua che asseta durante il difficile cammino spirituale sulla conoscenza di ciò che lo attende: un robot che parla al suo posto.
Ecco che allora la buona parola arricchisce la conoscenza del povero, la povertà diventa ricchezza e la consapevolezza virtù.
Non è abbastanza recitare giaculatorie davanti a una candela accesa per essere buoni cristiani come qualcuno insiste a far intendere col motto: ‘le masse sono ignoranti e plasmabili…il Papa è tenuto a paventare l’Inferno pauroso ai disubbidienti e il Paradiso ai poveri che eseguono i comandi dei pochi che detengono il potere e che godono privilegi immeritati sulle zappe della povertà, materiale e spirituale, e dell’indigenza…dei moltissimi’.
Diventa impellente conoscere i valori della carità cristiana, allo scopo di custodire la persona umana in ogni tempo, a partire da un presente sempre più tecnologico che sicuramente ci aiuta a vivere meglio, ma che se orientato al male e all’ingiustizia può portare alla disfatta dell’uomo, povero e…ricco e potente.
MARIA FRANCESCA MAGNI
