Gli Amici Redattori della Rivista ‘Cerchio Aperto’ del Centro Diurno ‘Il Cerchio Aperto’ del Dipartimento Salute mentale e delle Dipendenze ASST Lecco, con passione descrivono i mille colori della bellezza pubblicando il loro ultimo lavoro intitolato: ‘Bellezza’.
Ancora una volta le Vostre riflessioni e i Vostri racconti arricchiscono chi Vi legge, e lancia messaggi preziosi sull’esperienza della vita nel bene e nel male.
Del Paradiso ci sono rimaste solo le stelle, i fiori e i bambini
Comincia così il saggio ‘Polvere di Stelle’ di Pietro Benaglio, citando una frase di Dante Alighieri.
“…è proprio da bambini che si inizia a scoprire il bello del mestiere di vivere e si è presi dallo stupore per la realtà” dice Pietro “ la bellezza è strettamente connessa alla bontà e… bellezza e umanità sono intimamente collegate” . La sua fanciullezza è stata costellata da esperienze significative e incontri intensi con persone grandi: lo scultore e pittore Luigi Cammi, l’attrice Irene Papas, lo studio del greco, le poesie di Ovidio, i corali di Bach, le liturgie della sua chiesa ortodossa nella basilica greca di San Teodoro a Roma e a Sanremo nella chiesa ortodossa russa, dove “il canto di più uomini dal vocione profondo si mescolava alle fumate di incenso…”.
“i greci, nella loro splendida civiltà” conclude Pietro “univano sempre bello e buono e persino i romani che conquistarono con la forza la Grecia furono catturati dalla bellezza che aleggiava nelle statue e nei templi…E’ proprio vero, come dice Dostojevski, che sarà la bellezza a salvare il mondo. Penso che questo messaggio sia ancora più valido se guardiamo alla tremenda epoca in cui viviamo”.
Aida e Max, gli educatori, ribadiscono “all’interno dei nostri progetti riabilitativi per la salute mentale, sollecitiamo le persone, durante qualsiasi attività: giardinaggio, arte, musica, sport, artigianato…a percepire le sfumature di colore, profumo, calore, suoni e rumori e l’armonia di tutte queste sensazioni…” In pratica il pensiero creativo argina ansia e pensieri ridondanti e lui, il quotidiano che stringe la gola e fa tanto male, sparisce tra le crete e i pastelli che danno forma
al potenziale creativo che valorizza ognuno di noi e abbatte il muro del pregiudizio.
“La bellezza intesa come arte, natura e civiltà, mantiene vivi curiosità e senso critico. E’ un percorso che insegna a vedere oltre, nutrendo l’anima e lo sguardo. Se si insegnasse la bellezza alla gente, si fornirebbe un’arma contro l’omertà” Peppino Impastato.
Stefano Rodella scrive: “La bellezza della fotografia, uno sguardo che diventa emozione”. Stefano è un fotografo che dipinge la realtà con le sue emozioni “la fotografia è molto più di un semplice scatto. E’ un modo di guardare il mondo, un linguaggio silenzioso capace di raccontare storie, di fermare il tempo e far rivivere emozioni”. Stefano è convinto che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, per questo esistono mille sfumature di bellezza, tante quante sono le persone che osservano una foto. Spesso le foto che guardiamo sono confuse, vengono scattate più cose contemporaneamente e il risultato è un pastrocchio, invece le foto di Stefano definiscono nitidamente i profili dei soggetti ripresi, dà l’impressione che usi una luce bianca delicata, una tecnica solo sua, per far risaltare l’azzurro di un martin pescatore, il rosso di uno scoiattolo e la tenerezza di una papera e del suo pulcino che dormono sul prato…
“Gioia nella creatività” è il titolo del pensiero di Cristina Ferretti. “Il dono della creatività espressa con le mie mani parte dalla pittura, dal togliere la vecchiezza ad un mobile restaurandolo fino al creare abiti e sandali…non c’è attimo in me che non sia abbondante in fantasia…”. Cristina prova immensa gioia quando realizza qualcosa che prima non c’era con il suo estro e le sue mani e tra le forme e i colori ideati dalla sua mente trova la bellezza del vivere.
Intenso il suo quadro ‘Abissale’: abissi della mente o abissi del mare? Un tripudio di blue e bluetti, strisce armoniche nere puntinate di giallo sembrano stelle di mare che illuminano i meandri bui dell’abisso, e nel mezzo di una colata di verde intravedo un uomo che guarda in alto, come sospeso tra la vita e la morte mentre una sirena, in disparte sul filo della scia, sta a guardare una macchia nera enorme che digrigna i denti e vorrebbe rompere quell’ampolla verde, ma non ci riesce perché un cordone verde con la testa luminosa la ferma…
Silvia W. esalta la bellezza del suo gatto Miao di 17 anni che ha trovato nei pressi della sua vecchia casa a Lecco. Con “Universo gatto” Silvia descrive i gatti: “i gatti hanno un’eleganza naturale insita che li eleva nel corso della storia a figure mitiche dai poteri magici…nell’antico Egitto il gatto era simbolo di fertilità, fortuna e guardiano contro il male. Era associato a divinità come Bastet e Ra, tanto da essere mummificato dopo la sua morte e di essere punita la sua uccisione”. Silvia ama il suo gatto, e riscontra nei movimenti fluidi del suo piccolo amico una aspetto di raffinata bellezza. “Il gatto instaura con gli umani un legame di profonda lealtà e amorevolezza…i gatti sono animali affascinanti che apportano grandi effetti benefici sia sul corpo che sulla psiche dell’uomo che ha la fortuna di averli come amici e compagni fedeli di vita”.
“Un quadro, una storia di famiglia” è il racconto di Luigi Milani. Come un foglio di carta assorbente, la natura morta gialla, marrone e rossa di un quadro appeso al muro di casa, è stato impregnato d’inchiostro dalle gioie e dai dolori della sua famiglia. “Ogni volta che il mio sguardo incontra le sue forme e i suoi colori mi vengono alla mente ricordi ed emozioni legate all’infanzia e i momenti trascorsi con i miei cari. Da quando sono nato è lì…ci sono stati momenti in cui dominava il buio e la disperazione…e poi altri in cui ho riscoperto l’importanza di tante piccole cose”. Luigi fa memoria di quando la maestra lo chiamava affettuosamente ‘Luigino’ e lo invogliava a giocare con gli altri bambini mentre lui indietreggiava, si isolava sempre di più e faceva fatica ad apprendere, ma la ‘mano forte’ di suo fratello maggiore fu propizia per sentirsi considerato e meno solo…”Guardare questo quadro è come riscoprire alcuni aspetti della vita ed imparare a dare importanza a ciò che prima davo per scontato”. Il quadro, silenziosa presenza fissa nella vita di Luigi rappresenta “la bellezza di ritrovare la speranza, la fiducia e la resilienza”.
Le “Poesie” di Elena Rigamonti sono confidenze di bellezza regalate al suo Diario.
“Caro Diario, oggi è stata una bella giornata…ho incontrato una persona di una bellezza spettacolare. Portava un paio di tondi occhiali…aveva gli occhi verde pino…portava i capelli color corteccia…aveva persino le lentiggini…” e poi la sensibilità di Elena si riempie di bellezza anche nella sua foto di un fior di ciliegio che accompagna il finale:
“Ho pensato alla bellezza…così fragile e celata, così diffusa, così diversa, così confusa…
La bellezza è qualcosa di particolare, più la cerchi più tende a scivolare. La bellezza non è avere i capelli biondi o corvini. E’ qualcosa per cui più fai buone azioni più ti avvicini. E’ brillare negli occhi che vedi, è donare tutto ciò che possiedi. Essere belli significa apprezzare le piccole cose, è raccogliere e regalare un mazzo di rose. Insomma essere belli davvero, è cercare con speranza la luce anche se vedi tutto nero”.
Vittoria B. con il suo “Leone e Morricone, fruttuosa collaborazione” riassume la storia del film western all’italiana dal 1964 quando nelle sale cinamatografiche uscì il Film “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone e Ennio Morricone. Commenta Vittoria: “le ardite ed innovative riprese cinematografiche del primo sono meravigliosamente impreziosite dalle creative e rivoluzionarie composizioni musicali del secondo”.
Vittoria è affascinata dalle colonne sonore di Morricone in cui il fischio del vento che solleva paglia secca e quello di un treno lontano, il tintinnio degli speroni, lo scricchiolio dei sassi sotto gli stivali a punta dei cowboy, gli spari, il fumo, la stella dello sceriffo che cade, il suono improvviso di un carillon…il silenzio, diventano i veri protagonisti della scena. Sono due le rappresentazioni di cui Vittoria ne cita la bellezza, una riguarda ‘C’era una volta il West’: …il canto delle cicale rassicura una famiglia in un “paesaggio assolato, agorafobico ed inquietante”, quando il canto si interrompe bruscamente col volo agitato dei fagiani, padre e figli avvertono il pericolo, ma i banditi sono già lì…”un pathos reso ancora più indimenticabile dalla colonna sonora magnifica che si stampa sul volto del ragazzino più piccolo…”; l’altra riguarda il film ‘Il buono, il brutto e il cattivo’: “…un sole desertico, sghignazzanti cornacchie, un immenso anfiteatro di 4.000 tombe ci imprimono un micidiale senso di solitudine. La colonna sonora ‘Ecstasy of gold’ aumenta ed incalza il ‘brutto’ in una corsa sempre più forsennata e vorace” verso l’oro nascosto in una tomba…
“Questa scena” dice Vittoria “mi comunica che inseguire l’effimero ed i beni materiali serve solo a nascondere a se stessi che si sta anelando a qualcosa di più spirituale, assoluto e mistico: togliendo la lettera elle alla parola gold, tutto cambierebbe”.
“La morbidezza di un vestito, il calore di un tocco, la dolcezza dello zucchero, il profumo intenso del caffè…il ritmo prudente di un bastone…la sorpresa di un incontro…” inizia così l’emozionante storia richiamata da Chiara Lombardi con “Veil, lo sguardo dell’altro”: c’è un Lui, poliziotto gentiluomo, e una Lei di rara bellezza nel manga Veil di Kotteri (Ikumi Fukuda).
L’ambientazione è una città che fa pensare alla Belle Epoque. “Le diverse texture dei tessuti e lo scintillio dei gioielli sono resi con pochi ma accorti tratti di pennino e l’autrice, anche se questo manga è a colori, dimostra tutta la sua bravura nell’utilizzo dei neri e dei bianchi, importantissimo per questo fumetto” sostiene Chiara nell’esaltare la bellezza senza tempo di questa storia dove ci sono spazi vuoti da riempire con la fantasia, e ombre che danno tridimensionalità alle scene, mentre i disegni sono impressioni di non finitezza, schizzi di istanti fugaci.
Per Chiara leggere Veil “è come entrare nelle pasticcerie…ogni capitolo è un’esperienza unica, è la pausa al centro della giornata e non si sa mai quale momento della vita di questa coppia verrà esplorato” e aggiunge “per me la bellezza è nello sguardo dell’altro…proprio come Lui di Veil quando inizia a vedere diverse sfumature della sua vita quotidiana grazie all’incontro con Lei…Bellezza quindi è saper trovare nuovi modi per guardare il mondo…”.
Paola Giovine esplora la bellezza citando musica classica e narrativa nel suo saggio “La bellezza rubata”. Segue le vicende di Cecilia, l’orfana protagonista del film ‘Primavera’ di Damiano Michieletto tratto dal romanzo di Tiziano Scarpa ‘Stabat Mater’. “Nella Venezia del 1716 la musica poteva essere chiave di emancipazione femminile…suonare non era solo istruzione, ma opportunità per lasciare l’orfanotrofio e convolare a nozze…per Cecilia però non è la prospettiva di una vita migliore, ma la passione per la musica a spingerla a suonare. Di questo se ne accorge Antonio Vivaldi”. Per Chiara ascoltare i concerti per violino di Vivaldi “suscita sensazioni sfaccettate…dal ciclo della vita naturale alla condizione della donna. Il primo movimento mi ricorda il risveglio della natura e l’arrivo delle rondini…la musica segue anche il mio cambiamento interiore.” Un po’ come Cecilia che scoprendo la musica rinnova la sua identità fino a spingerla a cercare significati nuovi da dare alla sua vita. “…la gioia trionfante della Primavera che porta pienezza, si contrappone alla paura di perdere questa emozione effimera suscitata dal secondo movimento. Questa consapevolezza che la gioia nel tempo può svanire ci fa rendere conto della sua bellezza unica e di quanto sia importante coglierla in ogni istante del nostro quotidiano”.
Grazia Amici Redattori di Cerchio Aperto, con tutto il cuore. E’ una fortuna poter leggere i Vostri scritti dal sapore umano di persone vere.
Complimenti per la grafica, la copertina e le foto.
MARIA FRANCESCA MAGNI
