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La questione del cicloescursionismo montano sta diventando sempre più “calda” (non solo climaticamente!) nel dibattito sul turismo in montagna, soprattutto per come l’attività viene di frequente imposta: a suon di innumerevoli nuove “ciclovie” – le quali non sono altro che vere e proprie strade, chiamiamole come si deve – spesso costruite in luoghi naturali ancora intonsi oppure distruggendo vie rurali storiche, a fondo naturale ma in certi casi con selciati secolari. Il tutto inneggiando alla “valorizzazione”, all’ecosostenibilità e al turismo “green”: è vero, il cicloescursionismo formalmente lo sarebbe, “green”, ma non certo in queste modalità: https://wp.me/p1E5a2-fd4

Ecco ad esempio, nelle immagini, la nuova ciclovia con la quale tra Lecco e Ballabio, nella valle del Torrente Grigna e a monte della località Sant’Egidio, si vuole «recuperare la viabilità storica» e realizzare la «valorizzazione identitaria» dei percorsi secolari che dalla città lariana salgono verso la Valsassina: una nuova strada larga quasi 3 metri, dunque formalmente adatta anche al transito motorizzato in base alle normative vigenti, quando la precedente mulattiera a fondo ghiaioso aveva una larghezza di circa 1,60 metri, che non solo sta incidendo pesantemente sull’ambiente naturale in loco (la zona non è intonsa, anzi, ma non nel tratto interessato dai lavori: le immagini sono molto eloquenti) e sta pure tagliando e distruggendo in più punti il percorso storico. Che sono – percorso storico, ambiente naturale, boschi, montagne – un patrimonio collettivo, è bene rimarcarlo dacché spesso ce lo scordiamo.

Ne scrivo oggi con molte più immagini significative (e tornerò di nuovo sul caso specifico nonché sul tema generale prossimamente) sul blog, qui: https://wp.me/p1E5a2-fd4

LUCA ROTA

Aggiungono commenti interessanti gli istruttori della North N Line // MTB Instructors // Trail Builder

Come appassionati e professionisti della MTB, riteniamo doveroso esprimere pubblicamente le nostre forti perplessità riguardo ai lavori in corso sul tratto Passo del Lupo – Bonacina, inseriti nell’ambito del progetto “Transorobica Orientale – Lotto 2”, promosso dalla Comunità Montana.

Da anni operiamo sul territorio del Lario con l’obiettivo di promuovere una rete sentieristica accessibile, sostenibile e condivisa, favorendo la pratica della mountain bike come strumento di valorizzazione del territorio, del turismo outdoor e della frequentazione consapevole della montagna. Nel corso del tempo abbiamo collaborato con enti, associazioni e professionisti, maturando competenze specifiche nella realizzazione e manutenzione dei sentieri dedicati alle due ruote.

Fin dalle prime interlocuzioni con il progettista avevamo manifestato la necessità che questo intervento fosse sviluppato attraverso un confronto concreto con i soggetti che quotidianamente vivono e mantengono questi percorsi. Avevamo evidenziato l’importanza di preservare il carattere originario del sentiero, mantenere una tracciatura coerente con il percorso storico e garantire una percorribilità efficace anche per le mountain bike, in particolare nei tratti in salita.

Purtroppo tali indicazioni sembrano non essere state recepite. Inoltre, non vi è stato alcun aggiornamento o coinvolgimento delle realtà interessate durante le fasi operative, e i lavori sono stati avviati senza che fosse possibile effettuare un confronto tecnico sul risultato finale atteso.

Le opere realizzate fino ad oggi evidenziano criticità che destano seria preoccupazione. Le pendenze introdotte appaiono eccessive e difficilmente compatibili con una percorrenza sostenibile in mountain bike. Alcune modifiche al tracciato si discostano sensibilmente dalla linea originaria del sentiero, alterandone le caratteristiche storiche e naturali senza apportare evidenti benefici in termini di fruibilità. Emergono inoltre dubbi sull’effettiva sostenibilità dell’intervento nel lungo periodo e sulla sua capacità di resistere ai fenomeni erosivi che inevitabilmente interesseranno i tratti più ripidi.

La nostra posizione non nasce da una contrarietà preconcetta al progetto, bensì dalla convinzione che un intervento su un sentiero debba essere progettato e realizzato secondo criteri consolidati di sostenibilità e fruizione. Da anni condividiamo infatti la filosofia e le linee guida di IMBA IMBA Italia (International Mountain Bicycling Association), punto di riferimento internazionale per il trail building sostenibile.

Secondo tali principi, un sentiero ben progettato deve:

• integrarsi con la morfologia naturale del terreno;• mantenere pendenze sostenibili e compatibili con l’utilizzo previsto;• garantire un corretto drenaggio delle acque per prevenire erosione e degrado;• limitare gli impatti ambientali e gli interventi invasivi;• preservare il carattere e l’identità del percorso originario;• risultare accessibile, sicuro e piacevole per gli utenti;• ridurre al minimo le necessità di manutenzione straordinaria nel tempo.

Alla luce di quanto osservato, riteniamo che l’intervento attualmente in corso si discosti significativamente da questi principi fondamentali. Ci preoccupa in particolare il fatto che i lavori sembrino essere stati eseguiti senza il coinvolgimento di figure specializzate nel trail building per mountain bike e senza una reale conoscenza delle esigenze di chi utilizza quotidianamente questi percorsi.

Il rischio concreto è quello di consegnare alla comunità un’opera che, anziché rappresentare un miglioramento della rete sentieristica, venga percepita come l’ennesimo intervento realizzato senza una visione organica, senza ascolto del territorio e senza un adeguato confronto con le competenze specifiche presenti localmente.

Siamo convinti che la valorizzazione della montagna passi attraverso opere di qualità, condivise e durature. Per questo continueremo a promuovere una cultura del sentiero fondata sulla sostenibilità, sulla competenza tecnica e sul rispetto delle caratteristiche che rendono sunico il nostro territorio.

North N Line // MTB Instructors // Trail Builder

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