Valentina Marcias all’Unitre Valsassina presenta il suo libro “Il silenzio delle streghe di Piuro” il 3 giugno 2026
e chiude le lezioni dell’a.s. 2025-2026 dell’Università della Terza Età Valsassina, quest’anno particolarmente ricche di contenuti ad altissimo livello filosofico ed esperienze umane che, almeno per un momento in Valle, hanno allontanato la disumanità dal cuore.
…tanti anni fa conobbi un collaboratore scolastico di nome Marcias all’Istituto Marco Polo di Colico, magari parente dell’autrice. Lo incrociavo alle 7.30 del mattino quando scendevo dal treno e raggiungevo l’Istituto accompagnata da un folto gruppo di studenti, meravigliosi e ‘disperati’ piccoli uomini…mi sorrideva, mi apriva il portone, mi parlava dei mirtilli del Legnone, mi parlava con orgoglio dei suoi figli…
E va la commozione…e si spegne facendo largo tra i ricordi mentre risalgo con la mente lo scalone e prendo scrupolosamente posto davanti alla lavagna…
Dall’alba dell’Era…le strie abitano sugli alberi dalle foglie rosse quando viene autunno e vagano tra le ombre a intrecciare le code dei cavalli…ma…se non ci fosse l’ombra la luce non risalterebbe.
In realtà, come sostiene Valentina Marcias, lestrierelegate a stare nell’ombra sono donne indipendenti, colte, che conoscono le proprietà delle erbe e guariscono la gente. E ciò dà fastidio all’universo maschile, non è sopportabile, quindi non ammissibile, meglio provvedere a ‘tirare dalla loro parte’ la gente indicando le streghe come creature del diavolo e perciò destinate a morire bruciate vive con fiamme infernali nella pubblica piazza.
Fu così che si inventò l’Inquisizione e il rogo, con una parvenza di processo già processato si bruciarono vive migliaia di donne colpevoli di amare la conoscenza e la libertà, donne che contestavano la prevaricazione, il sopruso, la violenza domestica e comunitaria. Donne che volevano solo vivere in pace.
Chi ha pagato per tutti quei crimini? Nessuno, come sempre, tanto erano donne miserabili che non sapevano stare al loro posto, non capivano il ‘valore’ della sottomissione, come oggi.
Qual è allora il posto della donna? E’ l’uomo che decreta: va bene tutto, anche fare la meretrice o la criminale vista la sua debolezza e predisposizione alla lussuria, l’importante che la donna non alzi la testa, in alternativa sono schiaffoni fino a sopprimerne la vita…
Il manuale inquisitorio ‘Il Martello delle streghe’Malleus Maleficarumdel 1487 spiega le manifestazioni della stregoneria attraverso la superstizione, distingue la magia bianca finalizzata alla guarigione che utilizza la natura senza forzarla e quindi si sottomette all’equilibrio universale, dalla magia nera che sottomette la legge naturale al proprio volere ricorrendo a pratiche manipolative e di coercizione per fare del male. Gli inquisitori, dall’alto del loro potere di vita o di morte, in questo modo legittimavano la caccia e la persecuzione delle streghe bianche e nere…
E sono tante le donne della Valsassina, Val d’Esino, Valvarrone e Riviera che sono state bruciate vive perché ritenute colpevoli di avere siglato un patto col demonio…almeno tante quante sono le documentazioni storiche narrate.
Illusioni, credenze sull’orlo tra la fantasia e la paura mistificata contro le malattie e le avversità?
Nel 1618, dopo una frana aPiuro,Margherita Tognonae sua madreGiovanninavengono accusate di stregoneria, torturate ed esiliate. La stessa sorte tocca ad altre 8 donne innocenti che vengono arse vive.Jacopo Triaca,un servo, viene incaricato di scortare Margherita durante quel viaggio d’esilio che diventa un cammino di tormento e memoria che comprime il petto…
Valentina Marcias, con puntuale penna, ha riesumato la storia vera di una donna valtellinese custode di tradizioni contadine millenarie, che si difende con forza alzando la testa e guardando fisso gli interlocutori negli occhi senza tremare, una donna che non fa un passo indietro davanti all’arroganza del potere…è la storia di Margherita la strie di Piuro, ingiustamente incolpata, umiliata e perseguitata e poi coperta in fretta dal silenzio della memoria…e dal sudario della coscienza.
MARIA FRANCESCA MAGNI
