Franc-tireurs, o franchi tiratori, sono coloro che avvalendosi della segretezza del voto tradiscono il proprio partito o coalizione e votano per gli avversari politici. E’ un meccanismo che nasce nell’ombra, si perfeziona con parole segrete negli angoli segreti di palazzo, non è imputabile ad alcuno…ma sicuramente alla resa dei conti è leggibile e traspare nel doppio gioco alleato.
E’ successo in passato, è accaduto ora.
Franc significa libero in francese, quindi la locuzione alla lettera vuol dire libero tiratore, ossia al di là dell’appartenenza a questo o a quel partito i militanti si sentono liberi di votare secondo i canoni della nuova amicizia infiltrante, con franchezza appunto, ma di nascosto.
Meno saltimbanchi con le maschere e più uomini con la facce esige la politica del bene comune…non importa se il politico amico cambia idea, ma con lealtà alla luce del sole, e non celato dietro le quinte come tristemente si è notato in questa ultima tornata elettorale a Lecco, dove i cecchini con le cravatte a farfalla di antica memoria hanno fatto centro da sotto gli scranni.
“Er deputato, a dilla fra de noi,
ar comizio ci agnede contro voja,
tanto ch’a me me disse: – oh Dio che noja!
Me lo disse: è verissimo, ma poi
sai come principiò? Dice: E’ con gioja
che vengo, o cittadini in mezzo a voi,
per onorà li martiri e l’eroi,
vittime der pontefice e der boja!
E, lì, rimise fòra l’ideali,
li schiavi, li tiranni, le catene,
li re, li preti, l’anticlericali…
Eppoi parlò de li principi sui:
e allora pianse: pianse così bene
che quasi ce rideva puro lui” La sincerità ne li comizzi, Trilussa
Pusillanimi, pronti in ogni contesto a salvaguardare la convenienza piuttosto che le convinzioni…sono i politici amici del ‘politicamente corretto’.
“Nun c’era un muro senza un manifesto,
Roma s’era vestita d’Arlecchino;
ogni passo trovavi un attacchino
c’appiccicava un candidato onesto,
cor programma politico a colori
pè sbarajà la vista a l’elettori.
Promesse in verde, affermazioni in rosso,
convicimenti in giallo e in ogni idea
ce se vedeva un pezzo di livrea
ch’er candidato s’era messo addosso
cò la speranza de servì er Paese…
(viaggi pagati e mille lire al mese.)
Ma ringrazziamo Iddio! ‘Stavorta puro
la commedia è finita, e in settimana
farà giustizia la Nettezza Urbana
che lesto e presto raschierà dar muro
l’ideali attaccati co’ la colla,
che so’ serviti a ingarbujà la folla.
De tanta carta resterà, se mai,
schiaffato su per aria, Dia sa come,
quarche avviso sbiadito con un nome
d’un candidato che ci-à speso assai…
Ma eletto o no, finché l’avviso dura,
sarà er ricordo d’una fregatura” Doppo l’elezzioni, Trilussa
MARIA FRANCESCA MAGNI
