Prima le montagne di Valsassina.La Valsassina e’ arrivata prima di tutti ad ospitare i pionieri dello sci.
Le prime esercitazioni con gli sci a inizio del novecento si svolgevano alPiano di Biandino.
Le notizie sono scarse sulla prima competizione con gli sci.
1906.18-19 marzo -Piano di Biandino.
1° Egidio Castelli, 3° Pietro Zola.
Nel1907il 10 di marzo ai Piani di Bobbio si svolge laCoppa Pro Valsassina, fondo-salto discesa e incoraggiamento.
Nel1908incominciarono le gare alPialeral
5 -6 gennaio. Pialeral -Gare Sociali di Campionato, fondo e incoraggiamento.
Il 15 marzo l’importante Coppa Pro Valsassina: fondo-incoraggiamento-salto-discesa.
1909. 14 marzo -Pialeral-Gara Sociale di Campionato, dove oltre al fondo e incoraggiamento, assistiamo a una curiosa gara di salita e discesa senza bastoni di km.2, primo classificato Rogner Otto, 2° Zoia Pietro 3°Rollier Rodolfo.
Nel 1911 al Pialeral la Coppa Valsassina.
Nel.1913 prime gare del Campionato italiano al Piano dei Resinelli nella sola disciplina fondo.
Nel 1914 si ritorna al Pialeral per il Campionato sociale dii fondo, e si prosegue con le gare negli anni successivi al Pialeral e al Piano dei Resinelli, con un ritorno a sorpresa il 26 aprile 1923 alla Conca di Biandino per la Gara Valsassina di Fondo.
Il 22 marzo dello stesso anno gara ai Piani di Bobbio, Coppa Gargenti.
Nel 1929 si svolge ai Piani di Bobbio ilCampionato Milanesedi fondo sezione maschile e femminile, e da qui in avanti Bobbio diventa il sito sciistico piu’ utilizzato per le competizioni.
Uno dei motivi della scelta degli sciatori per i Piani di Bobbio e’ stato certamente il Rifugio Savoia costruito nel 1926 dalla SEM (Societa’ Escursionisti milanesi).
Ilrifugio Savoiaun elegante costruzione di tre piani in muratura con un vasto sottopiano per il deposito di sci. Ha centotrenta posti per il pernottamento divisi fra camerette con letti e saloni con cuccette. Senza dubbio uno delle migliori costruzioni dell’epoca in fatto di rifugi alpini. Si accedeva da Barzio con una marcia di circa 2 ore, e dopo la fatica, si poteva ammirare la splendida vista sule pareti dello Zuccone di Campelli, del Pizzo Pesciola, del Pizzo Barbisino, dei Denti di Mugoff.
Per dirla comeEugenio Fasana:.
“se la Pialeral si puo’.dire il paradiso terrestre dei nostri sciatori, il piano di Bobbio si puo’ dire il paradiso…celeste.per lo sport.degli sci”.
Allora l’ideale della montagna era puro, senza prevenzioni, veramente mistico nella sua essenza.
Una gita alPizzo dei Tre Signorivoleva dire percorrere a piedi 32 chilometri di strada rotabile e superare un dislivello di circa 1700 metri in 20 ore circa, compresi i riposi.
Il pratico impiego dellabiciclettaaveva agevolato ascensioni alle Grigne, al Legnone, ai monti del bergamasco specie per opera dei precursori come il dott. Porta e Luigi Colombo corridore di pista ma anche un buon arrampicatorie, in questo modo avevano risolto il quesito degli orari ferroviari, recandosi direttamente in bicicletta da Milano alla base delle montagne che dovevano scalare.
Il connubio bicicletta e arrampicata diventa sempre piu’ di tendenza nei primi decenni del novecento.
Nel 1918 la Marcia Ciclo-Alpina Erba-Canzo-Corni di Canzo patrocinata dalla Gazzeta dello Sport ebbe pure un esito inaspettato, e cosi’ a fine anno la terza Marcia Popolare invernale Abbadia-Monte Coltignone-Capanna S.E.M. Resinelli con discesa a Ballabio e Lecco (450 partecipanti).
Vengono ideate da associazioni alpinistiche in particolare C.A.I., S.E.M., Societa’ Alpina Operaia di Lecco, e societa’ Ciclo-Alpine, leMarce Alpine di 24 ore:
8 notte e 9 giugno 1895 – Itinerario: Lecco – Bonacina – Boazzo – Bocchetta d’Olino – Culmine S. Pietro – Zucco di Marsino – Pian di Bobbio per le guglie di Campelli – Passo del Toro – Cima di Cam – Val Biandino – Introbio -Lecco.
22 notte-23luglio 1899 – Itinerario: Morbegno – Albaredo – Passo S.Marco -Ca’ S.Marco – Passo Bomina – Passo Verobbio – Lago di Pescegallo – Alpe Tronella – Lago delle Trote – Bocchetta di Trona – Passo della Tazza – Biandino – Introbio – Lecco
Partecipanti 105 divisi in tre categorie di marciatori, i quali si mettono in corpo rispettivamente 24, 20 e 16 ore di montagna.
Oggigiorno la soluzione per raggiungere la Valsassina e le valli orobiche nei week-end e’ mettersi in macchina e affrontare ore di coda: sono proprio finiti i bei tempi di una volta.
Allegate seguenti immagini fotografiche:
Alpinisti sciatori disegno di E. Fasana.
La prima capanna Pialeral al Grignone, inaugurata nel 1907-8.
(Disegno del pittore Vincenzo Castelli).
Il rifugio Savoia ai piani di Bobbio, costruito nel 1926.
(Impressione del pittore Umberto Brambilla)
Giancarlo Valera


