Ieri, mercoledì 17 giugno, il Senato italiano ha ripreso l’esame delDdl 1552, il controverso disegno di legge sulla cacciache da settimane sta alimentando uno scontro sempre più acceso tra il Governo e il mondo ambientalista. Un Ddl con il quale si intende stravolgere le regole sulla caccia:più mesi per sparare, aumento delle specie cacciabili, meno aree protette, fucili anche in spiaggia e nei boschi, migliaia di uccelli catturati rinchiusi a vita in gabbia, meno libertà di vivere in natura. È senza alcun dubbio una legge pericolosa che mette a rischio animali già vulnerabili e trasforma la natura in un campo di tiro, oltre che essere anticostituzionale e contraria a numerose leggi nazionali e europee.
Contro la legge si sta mobilitando larga parte della società civile, delle associazioni di tutela ambientale nonché il mondo della scienza:dieci organizzazioni scientifiche hanno sottoscritto una lettera alle più alte cariche dello Statodenunciando i rischi che la riforma comporta per la biodiversità, il rispetto del diritto europeo e il ruolo della scienza nei processi decisionali. Secondo i firmatari,il provvedimento rappresenta un grave arretramento del sistema di tutela della fauna costruito negli ultimi trent’annie, come ho accennato, rischia di compromettere principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, dalle normative europee e dalle evidenze scientifiche oggi disponibili.
Io, che non sono mai stato contro la caccia regolamentata con sensatezza ma che di contronon posso non essere radicalmente contrario a una legge così spaventosa e incurante della più elementare tutela della Natura– del cui ambiente facciamo parte anche noi, evidentemente i nostri governanti se lo sono scordato – a fronte di un tale Disegno di legge mi chiedo:ma come si può essere così scriteriati? Come si può manifestare così tanta incuria, insensibilità, menefreghismo, meschinità verso l’ambiente naturale? E a che pro, poi? Per la “lobby” dei cacciatori (una pratica che nel giro di qualche anno si estinguerà)? Per quella delle fabbriche di armi e munizioni? O solo per mere ragioni ideologiche e strumentali?
E, siachiarissimo, personalmente non ne faccioper nullauna questione politica di parte. Perché se è chiaro che l’attuale Governo, con i suoi sodali, ha palesemente da tempo l’obiettivodismontareil più possibile le tutele ambientali in vigore, dall’altra parte non ho sentito così spesso dichiarazioni di segno differente e, soprattutto,azioni concreteper garantire e accrescere quelle tutele. Anzi.
D’altro canto sonofermamente convintoche, come l’ambiente naturale èun patrimonio inestimabile dituttie fondamentale per la vita di chiunque, in primistuttinoicome persone e cittadini abbiamoil diritto e il dovere di schierarci a difesa della nostra Natura e di fare massa criticaal fine di influenzare qualsivoglia parte politica in tal senso, contrastando e fermando provvedimenti così scriteriati e pericolosi.
Non è una questione di questo o quel Governo, dell’una o dell’altra parte politica ma, soprattutto, è una questione dicoscienza civica, di intelligenza, di rispetto verso il mondo in cui viviamo, di dimostrarci veramenteSapiens.Di umanissimo buon senso, insomma.
LUCA ROTA
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