Ill.ma Redazione,

come avete riferito sul vostro sito, venerdì scorso si è tenuto presso la Carozzi di Pasturo il convegno denominato “Valsassina. Territorio come sistema vivo”, un «confronto sul valore del territorio come motore di sviluppo dedicato a identità locale, imprese, comunità, turismo e reti di collaborazione» con la partecipazione di numerose figure istituzionali invitate a «promuovere il confronto aperto e trasversale, orientato a rafforzare la consapevolezza del valore del territorio e a stimolare nuove prospettive di collaborazione.»

Un evento sicuramente interessante, come altri dello stesso genere, ma dei quali ormai risultano invariabilmente evidenti i limiti, non solo formali. A partire dagli orari nei quali vengono spesso organizzati, che impediscono a molte persone interessate ai temi trattati ma con responsabilità professionali ineludibili e improrogabili di partecipare.

Le considerazioni offerte dai vari relatori, per come ne avete riferito, sono state interessanti ma non certo nuove: pare che si tenda sempre a più a ripetere le solite cose, in tali consessi, senza che vi sia un reale confronto sulle idee e sui principi – forse perché non ci può essere un confronto autentico ove emerga la sostanziale uniformità delle considerazioni espresse – e ciò senza dubbio denota pure una evidente assenza di visioni differenti e alternative riguardo lo sviluppo delle montagne, a fronte invece della consueta riaffermazione di modelli già in essere, anche qui senza una discussione sulla loro reale efficacia.

Il solo Presidente di Confcommercio Lecco,Fabio Dadati,ha dimostrato di saper elaborare uno sguardo più lungo, attento e sensibile tanto alle novità quanto ai rischi che interessano lo sviluppo di territori come la Valsassina, seppur restando legato con le considerazioni espresse all’ambito di propria competenza – il commercio, appunto.

Nel convegno si è parlato di “comunità”, ma a quanto si rileva dalla vostra cronaca la comunità della Valsassina, nel sensocivicodel termine, era assente. Lamatrice espressamente economicadel convegno ha peraltro rimarcato chiaramente, pur senza volerlo, come lo sviluppo economico “istituzionalizzato” guarda sempre molto poco ai territori e alle comunità locali, puntando sempre a fare “numeri” senza realmente esaminare ilbenessere vitale quotidiano degli abitanti(se non considerandoli comeclientidi beni e servizi offerti), i loro bisogni basilari, la loro relazione culturale con i territori che, inutile dirlo, solo in parte è economica (e non lo è per nulla nella sua componente identitaria).

D’altro canto,del tutto assente è stata anche l’ecologia,evidentemente ritenuta ancora una volta un ambitooppostoall’economia quando invece l’equilibrio tra le due componenti – facce della stessa medaglia – è uno degli aspetti fondamentali per lo sviluppo realmente sostenibile, equilibrato e consolidato nel tempo di un territorio, tanto più se di montagna, e del benessere di chi vi abita.

Infine è strano che a rappresentare le istituzioni politiche sia stato chiamato Mauro Piazza quando il rappresentante più consono al convegno sarebbe stato Giacomo Zamperini, in forza del suo incarico di Presidente della Commissione speciale per la valorizzazione e tutele dei territori montani di Regione Lombardia.

Insomma, poste tali osservazioni, e riflettendo in generale su questi incontri sempre molto formali e sovente poco sostanziali – nonostante i temi interessanti dissertati, ribadisco – torna a sorgere vivido il dubbio sucosa servano realmente, se come detto non c’è un reale confronto con le comunità, una interlocuzione articolata tra istituzioni e società civile, tra soggetti privati e rappresentati della componente pubblica locale, tra economia e ecologia, tra uomini e montagne. Si saranno proferite belle parole e annunciate ottime idee che, una volta ancora, lasceranno il tempo che avranno trovato e terranno le comunità distanti, lontane nella loro quotidianità tanto spesso citata ma poco o nulla compresa e realmente supportata.

Grazie per l’attenzione e la considerazione che riporrete in questo mio scritto e per il costante, importante lavoro di informazione che proponete quotidianamente.

Buon lavoro e buona giornata.

Luca Rota
http://www.lucarota.it/
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