NelCantico dell’universo,il santo poeta loda tutte le creature del cielo e della terra, l’acqua, il fuoco, il vento…forze ed esistenze interdipendenti, e infine Francesco dà voce all’uomo, ripiegato sull’illusione dell’autosufficienza indipendente dal Creato.
“Laudato sì, mi’ Signore, per
quelli ke perdonano per lo
Tuo amore,
e sostengo infirmitate e
tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno
in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati”.
‘Quelli ke ‘ sono i ‘piccolini’ di cuiSan Francescosi reputava il più piccolino, coloro che si riconciliano con la Creazione: perdonano, soffrono, cercano la pace; la loro presenza nel campo dei carciofi o in mezzo alle lepri dalle orecchie lunghe si smarca dall’autoreferenzialità, essi fanno parlare la sinfonia della natura e…la rispettano, perché il Creato rispecchia l’armonia della vita umana, animale, vegetale, compresi i sassi apparentemente inanimati…’quelli ke’ non sono quindi gli intelligenti, i belli, i forti, ma gli umili, quelli che sanno sostenere e custodire il piccolo mondo naturale che ci ospita.
Ma…l’uomo non guarda più un altro uomo alla maniera umana, men che meno vede gli abitanti che vivono nei boschi e nei mari con sguardo conciliante.
Francesco, ne la regola non bollata FF69, ricorda che il Signore “ci ha creati, redenti e ci salverà per sua sola misericordia; Lui che ogni bene fece e fa a noi miserevoli e miseri, putridi e fetidi, ingrati e cattivi…” mettendo in evidenza il nostro limite e la nostra somma ignoranza che oltrepassa i confini della decenza, nella logica spietata della brama di potenza, del vantaggio, dell’interesse, del piacere senza capo né coda.
In questo contesto dove può trovare spazio il cardellino?
Occhi non umani guardando il risveglio di unamarmottaai primi raggi del sole si stupirebbero, nondimeno ammirando le stelle ‘pretiose et clarite et belle’ e lo scorrere dell’acqua di un torrente ‘utile, umile e casta’; invece lo sguardo dell’uomo onnipotente è duro nei confronti dei ‘piccolini’ e della natura che non parla il suo linguaggio, così l’uomo ‘che basta a se stesso’ vorrebbe ridurre persone e Creato allo stato di cose, ritenute varianti viventi non degne di parola su questa terra, così il più delle volte rientrano nel mirino di una schioppettata morale o fisica.
E’ vero che la caccia è un’attività millenaria che nasce con l’uomo, purtroppo però la mancanza di ragionevolezza, moderazione, conoscenza, e rispetto per la flora, la fauna e l’ambiente naturale fanno sì che la caccia agli animali selvatici sia paragonabile a una rete di sterminio, considerando poi l’abbondanza di carne d’allevamento sulle nostre tavole.
PersinoGiacomo Leopardi, davanti al mistero della natura con il ‘Canto notturno di un pastore errante nell’Asia’ solleva una domanda: “E io che sono?”. Ma solo i sommi, al cospetto della Natura, sanno porsi l’interrogativo e rispondere di conseguenza.
Eppure è di oggi il nuovo disegno di legge del Governo italiano sulla caccia n. 1552 presentato dai senatori Malan, Romeo, Gasparri e Salvitti esponenti della coalizione di Governo, già approvato al Senato e ora all’esame della Camera che aumenta lespecie cacciabili, allunga i calendari venatori e amplia le aree in cui si può sparare alla selvaggina. Anna Kaisa Itkonen, la portavoce dell’esecutivo dell’Unione Europea lo ha spiegato a Bruxelles.
Secondo molti osservatori, il disegno di legge italiano viola la Costituzione italiana che all’art. 9 recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”
e all’art. 41 dispone: “L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.
Inoltre il ddl sarebbe in netto contrasto con diverse direttive europee sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Se dovesse passare la norma anche lo stambecco e l’oca selvatica diverrebbero cacciabili.
Sarà un caso, ma non molto tempo fa, Donald Trump junior, figlio cinquantenne di Donald Trump senior, era in possesso di un regolare permesso turistico regionale per l’attività venatoria in un’area della laguna veneziana, attestano i difensori, quando ha sparato a un’anatra. Ma Donald jumior è stato denunciato per aver sparato a una casarca, un’anatra selvatica molto rara in Europa, presente esclusivamente in un’area protetta tutelata dall’Europa.
Mentre sui crocicchi dei sentieri di montagna si sente dire: ‘si fanno affari d’oro implementando la produzione di armi per sparare agli animali selvatici, la richiesta c’è, quindi il problema esiste solo per gli ambientalisti, poi c’è l’indotto con la linea del trucco e parrucco che frutta parecchio denaro. In sostanza l’ampliamento della caccia crea un mercato enorme che incrementa i profitti. Scusa se è poco, lo butti via?” ’ sostengono i bracconieri.
I cacciatoristanno zitti, sanno che la legge n. 157 del 1992 dal titolo ‘Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio’ parla di protezione invece il ddl n. 1552 del 2026 sostituisce il termine con gestione della fauna, in pratica la caccia, sganciata da uno studio coordinato e da una regolamentazione nazionale, diverrebbe strumento di equilibrio ecosistemico.
E’ davvero ragionevole? O è solo una questione di voti?
La riforma mira al cuore dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) il cui parere non sarà più vincolante, le Regioni potranno decidere come meglio credono riguardo al prolungamento della caccia e a ‘chi’ dare la caccia.
MARIA FRANCESCA MAGNI
