Preoccupazione per il consolidarsi di pulsioni populiste, estremiste e sovraniste che, pur provenendo da polarità diverse, finiscono spesso per convergere su parole d’ordine xenofobe e filoautoritarie, con effetti di destabilizzazione del tessuto democratico e sociale. È questo uno dei messaggi centrali del documento approvato oggi dal Comitato Esecutivo Confederale della CISL, che ha condiviso e fatto propria la relazione della Segretaria Generale Daniela Fumarola, arricchita dai contributi emersi nel dibattito.
L’Esecutivo rileva come il quadro del lavoro, delle imprese, delle tecnologie e delle catene del valore sia attraversato da trasformazioni rapide e spesso disordinate, intrecciate con profondi mutamenti geopolitici e demografici. Lavoratori, pensionati, giovani e famiglie avvertono sempre più la sensazione di una crisi permanente, senza una direzione chiara né garanzie sufficienti sul futuro. Si incrina così quella promessa sociale che aveva accompagnato la crescita del Paese nel dopoguerra, secondo cui ogni generazione avrebbe potuto vivere meglio della precedente.
Di fronte a questa regressione, la CISL ribadisce il proprio impegno a contrastare tali derive anche sul piano culturale, rilanciando l’umanesimo della dottrina sociale della Chiesa, come indicato dall’enciclica Magnifica Humanitas, promuovendo risposte concrete e mantenendo aperto il dialogo con tutte le forze disponibili a lavorare per una maggiore coesione del Paese.
Il Comitato Esecutivo Confederale esprime quindi pieno sostegno alla piattaforma unitaria definita da CISL, CGIL e UIL il 17 giugno scorso e presentata alle principali associazioni datoriali per un nuovo accordo quadro sull’aggiornamento delle regole della rappresentanza e della contrattazione collettiva.
Per la CISL il valore della piattaforma va ben oltre il perimetro delle relazioni industriali. Essa dimostra che è possibile costruire risposte condivise nell’interesse generale, rafforzando il dialogo sociale e offrendo soluzioni solide e responsabili, lontane dalle sterili contrapposizioni e dalle scorciatoie legislative.
L’Esecutivo sottolinea con soddisfazione come la piattaforma recepisca pienamente il quadro concettuale elaborato dalla CISL, a partire dalla posizione unitaria di contrarietà all’introduzione del salario minimo legale. Viene inoltre confermata la validità dell’architettura contrattuale delineata, che riconosce il ruolo centrale dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e introduce, in tutti i CCNL, specifici strumenti di verifica annuale del recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni.
L’Esecutivo considera strategica una definizione sempre più puntuale dei trattamenti economici minimi e complessivi (TEM e TEC) attraverso la contrattazione collettiva, quale condizione per orientare gli incentivi alle imprese, assicurare criteri certi di equivalenza contrattuale negli appalti, contrastare il dumping e impedire che la concorrenza continui a scaricarsi sulla qualità del lavoro.
Grande rilievo viene attribuito anche al riconoscimento della partecipazione dei lavoratori, nelle forme previste dalla legge 76/2025, come leva strategica per governare le transizioni digitale, ambientale, demografica e organizzativa.
L’Esecutivo esprime inoltre apprezzamento per il riconoscimento della formazione come diritto universale, permanente e portabile lungo tutto l’arco della vita lavorativa, quale condizione essenziale per affrontare le transizioni senza subirle.
Di fronte a questa deriva, la Cisl rilancia l’umanesimo della dottrina sociale della Chiesa indicato dall’enciclica ‘Magnifica Humanitas’e ribadisce l’impegno a costruire risposte concrete, nel dialogo con tutte le forze disponibili a lavorare per la coesione nazionale.
