North Atlantic Treaty OrganizationNATOè un’alleanza militare intergovernativa per la difesa, quindi non per dichiarare o incentivare la guerra.
All’indomani della seconda guerra mondiale, per evitare alle future generazioni l’orrore dei massacri di migliaia di giovani vite sui campi di battaglia, fu firmato il trattato istitutivo della Nato, dettoPatto Atlantico,il 4 aprile 1949 a Washington.
L’organizzazione ha sede centrale a Bruxelles con un bilancio di oltre mille miliardi…
Gli Stati membri Nato sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia, Ungheria.
Nel 2024 la Nato ha riconosciuto la Bosnia-Erzegovina, la Georgia e l’Ucraina come aspiranti membri. 18 Paesi, tra i quali la Russia, partecipano al programma di ‘Partenariato per la pace della Nato’ e altri 19 Paesi sono coinvolti in programmi di dialogo. Come la Palestina e l’Iran?
Alla scuola elementare si insegna che dialogo vuol dire riconoscere la dignità dell’altro, ascoltare, ed essere disposti al confronto che sicuramente non significa ‘ti uccido se non fai come ti dico di fare’.
Eppure in questi anni bislacchi diversi potenti stoici, denigrati da potenti più potenti, pur di stare dalla parte della forza bruta hanno subito più e più umiliazioni con un largo sorriso sulle labbra…
L’alleanza, definita ‘sistema di sicurezza collettivo’, dispone della ‘Nato Response Force’ e delle forze armate dei paesi membri per un totale di 3,5milioni di soldati, la spesa militare combinata costituisce oltre il 60% del valore nominale globale e, i leader dei Paesi Nato, hanno deciso di raggiungere l’obiettivo di spesa militare del 2% del proprio PIL (prodotto interno lordo o ricchezza annuale nazionale).
Il nocciolo della questione è che la Nato esiste perché gli Stati europei, dopo la guerra, temevano una possibile aggressione da parte dell’Unione Sovietica,oggi Russia. Pertanto l’Europa decise che l’unica strada percorribile era quella di unire le proprie risorse militari coalizzandosi creando un fronte unico di mutua difesa militare. Gli europei, per essere ancora più protetti, ritennero fondamentale poter disporre anche dell’assistenza militare degli Stati Uniti, gli unici che possedevano un arsenale di armi nucleari.
Da considerare che gli USA basavano la loro politica estera sull’isolazionismo, principio enunciato dal Presidente americano George Washington. Ma lo scenario politico americano post conflitto riconsiderò questa posizione nel 1947 col Presidente Truman, facendo leva sul contenimento ‘dell’espansione comunista’. Cominciò così la guerra ibrida al comunismo in ogni angolo della terra, imputando all’US, Russia, di essere la patria del comunismo.
Fu così che nell’aprile del 1947 venne attuato ilPiano Marshallcon il quale gli USA si impegnarono ad aiutare la ricostruzione degli Stati europei promuovendo il proprio modello economico.
Infine con la ‘risoluzione Vanderberg’ del 1948 il Senato statunitense permise al Presidente in carica di associare gli Stati Uniti a accordi con Paesi esteri fondanti sulla reciprocità e sull’autodifesa.
E il sistema di mutua difesa occidentale fu completato con la firma del Patto Atlantico l’anno successivo nello Studio Ovale della Casa Bianca sottoscritto da: Usa, Gran Bretagna, Canada, Francia,Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Portogallo, Italia, Norvegia, Islanda, Danimarca.
“Le parti concordano che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o in America settentrionale, deve essere considerato come un attacco contro tutte e di conseguenza concordano che, se tale attacco armato avviene, ognuna di esse, in esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto della Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti attaccate prendendo immediatamente, individualmente o in concerto con le altre parti, tutte le azioni che ritiene necessarie, incluso l’uso della forza armata, per ripristinare e mantenere la sicurezza dell’area Nord Atlantica” art. 5 del Trattato.
Difesa quindi, non aggressione di altri Stati per ragioni di onnipotenza religiosa, etnica, politica, o per interessi di mercato…
MARIA FRANCESCA MAGNI
