Non si era ancora visto unduplice omicida,condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione, che sfida il Capo dello Stato proprio nel giorno in cui entra in carcere.

Mattarella ha graziato uno scafistache ha ammazzato trenta persone, ha graziatoNicole Minetti. Penso che dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza”, ha sentenziato Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, strumentalizzando e mettendo insieme fatti diversi.

Non lui, che ha tolto la vita a due persone e ne ha ferita una terza, ma il Presidente della Repubblica dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza.

La postura assunta dal signor Roggero è quella di un leader politico, un capo popolo, al quale un regime oppressivo avrebbe ingiustamente sottratto la libertà. Non parla come una persona che ha subito una condanna definitiva pronunciata in nome del popolo italiano, ma come un perseguitato che pretende di processare lo Stato e le sue istituzioni.

Di questostravolgimento della realtà,di questo capovolgimento morale e rovesciamento delle regole e del buon senso dobbiamo ringraziare la destra al governo. Una destra che, ora ha trasformato Roggero in un eroe della legittima difesa, e che da anni diffonde sentimenti di ribellismo antististituzionale, disprezzo per le sentenze, esaltazione della forza individuale come sostitutiva alla legge.

È una destra che pratica politicamente il sovversivismo dall’alto come strumento per costruire la propria egemonia sulla società.

Chi pensava che la destra neofascista, una volta arrivata al governo, si sarebbe normalizzata, fatta moderata e ragionevole, ha commesso un grave errore di valutazione.

La destra neofascista italiana non è diversa dalle forze estremiste che oggi avanzano in molte democrazie occidentali. Condivide con esse il culto della forza, l’aggressione alle istituzioni di garanzia, la costruzione continua di nemici, il rovesciamento tra vittime e colpevoli e la pretesa di alterare la verità dei fatti con la propaganda.

Se questa destra dovesse vincere le prossime elezioni e ottenere, grazie a una legge elettorale costruita a proprio vantaggio, una maggioranza parlamentare artificiosamente gonfiata, potrebbe impadronirsi ancora più saldamente della guida del governo e puntare ad eleggere il prossimo Presidente della Repubblica.

Si produrrebbe così nel Paese una svolta reazionaria senza precedenti nella storia repubblicana: una regressione politica e culturale che finirebbe per calpestare, nella sostanza prima ancora che nella forma, i principi e i valori della Costituzione nata dalla Resistenza.

Occorre l’unità di tutte le forze e di tutti i cittadini democratici per fermare questa deriva ed evitare danni irreparabili al corpo sociale del Paese e alle regole che presiedono alla nostra vita comune.

Questa destra non dispone della maggioranza assoluta dei consensi degli italiani e può essere battuta nelle urne da una grande Alleanza per la Costituzione.

Il richiamo alladifesa della democrazianon riguarda solo i partiti ma deve parlare prima di tutto alle coscienze di ciascuno di noi.

Piero Gobettigiudicò il fascismo non come una parentesi o un corpo estraneo calato improvvisamente sull’Italia, ma come “l’autobiografia della nazione”.Per lui non era una rivoluzione, bensì la continuazione e l’aggravamento dei peggiori vizi nazionali: la passività politica, il conformismo, la disponibilità a obbedire all’uomo forte e il rifiuto della responsabilità individuale.

La storia non si ripete mai nelle stesse forme, ma può fare le “rime”, riproporre gli stessi meccanismi politici e morali. L’analogia non sta dunque nell’identità delle epoche, ma nel ritorno del culto della violenza, nella delegittimazione delle istituzioni, nel vittimismo dei carnefici e dei più forti, nella falsificazione sistematica della realtà.

Ormai persino l’esaltazione della violenza individualee collettiva torna a presentarsi come una soluzione legittima e come una scorciatoia da sostituire alla complessità delle leggi, al confronto democratico e alla responsabilità personale.

Per questo non abbiamo bisogno soltanto di un’alleanza elettorale. Abbiamo bisogno del nostro impegno civile quotidiano come cittadini autonomi, responsabili e disposti a lottare per difendere la democrazia e i valori della Costituzione.

ENRICO ROSSI

1 commento su “Un duplice omicida sfida il Capo dello Stato”
  1. Les Cultures: solidarietà a chi ha manifestato e preoccupazione per la tutela delle libertà costituzionali
    Les Cultures – Laboratorio di cultura internazionale APS esprime la propria solidarietà alle persone che hanno partecipato alla manifestazione di contestazione svoltasi a Lecco lo scorso 27 aprile e che, in questi giorni, sono state raggiunte da pesanti sanzioni amministrative, comminate in applicazione delle recenti disposizioni introdotte dal cosiddetto “Decreto Sicurezza”.

    Come associazione che da oltre trent’anni opera per la promozione dei diritti umani, della partecipazione democratica, del dialogo interculturale e del contrasto a ogni forma di discriminazione, condividiamo le motivazioni che hanno portato molte persone a manifestare contro ogni forma di revisionismo storico, di apologia del fascismo e di legittimazione di ideologie incompatibili con i principi fondanti della nostra Repubblica.

    L’antifascismo non rappresenta una posizione di parte, ma costituisce uno dei pilastri sui quali è stata costruita la Costituzione italiana. La possibilità di affermare pubblicamente questi valori attraverso forme di protesta pacifica è un elemento essenziale di una democrazia matura.

    Per questo guardiamo con forte preoccupazione all’introduzione di norme che rischiano di produrre un effetto dissuasivo sull’esercizio delle libertà costituzionali. Quando l’espressione del dissenso può comportare conseguenze economiche di entità tale da scoraggiare la partecipazione civile, è necessario interrogarsi sull’equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e tutela dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione.

    Riteniamo indispensabile difendere il diritto delle cittadine e dei cittadini ad esprimere pacificamente le proprie opinioni, ci auspichiamo che il confronto pubblico possa svolgersi sempre nel rispetto dei principi costituzionali, senza che il diritto al dissenso venga progressivamente compresso o scoraggiato attraverso strumenti che rischiano di limitarne l’effettivo esercizio attraverso forme di intimidazione.

    Lecco, 20 luglio 2026
    Les Cultures – Laboratorio di cultura internazionale APS

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