“Già il fatto che siano qui così tante persone – ha concluso l’incontro sul Decreto legge sullla cacciaAntonino Morabito,responsabile di Legambiente – in pieno Luglio, quando tanti sono andati al mare, vuol dire che c’è molto interesse e molta attenzione su questo tema”.

E in effetti era piena lasala convegni della CGIL di Lecco, per un incontro in cui erano presenti diverse forze ambientaliste, coordinato daMichelangelo Morganti, ricercatore del CNR : l’argomento era ilDecreto Legge sulla caccia,approvato a giugno dal Senatoe che adesso deve passare alla Camera, che praticamente stravolge in senso molto negativo la vecchialegge 157 del 1992, quella che per molti anni, pur spesso modificata, ha regolato i diritti-doveri dei cacciatori.

“In quegli anni – ha ricordato ancora Morabito – sotto il Governo Andreotti, c’era una certa sensibilità sul tema animalista: solo due anni prima si era svolto unreferendumaddirittura perabolire la caccia,e ben 18 milioni di italiani avevano votato a favore della abolizione”.

“Si era capito cioè che gli animali hanno una propria sensibilità, intelligenza, sono in grado di soffrire e di gioire, come dimostrano per esempio i nostri amici cani. Ma anche gli animali selvatici devono essere trattati con più rispetto ed attenzione”.

Questo nuovo DL invece stravolge le regole: “Chi sull’onda del caso Roggero afferma che è lecito sparare a chi entri armato sulla tua proprietà, sappia che c’è qualcuno che può farlo legalmente in ogni momento” ha dettoLuigi Parea, Guardia Venatoria della LAC, nel suo appassionato intervento.

“E ciò in base a una legge promulgata addirittura nel 1942, in età fascista, firmata dal Re Vittorio Emanuele III, una legge che voleva abituare gli Italiani alle armi e alle sparatorie”.

Sugli argomenti del DL si è soffermataGiovanna Corti, avvocatessa e Presidentessa delWWF di Lecco.
“Nella proposta di legge non c’è più il termine “protezione” della fauna selvatica, ma “gestione“, da parte dei cacciatori, che sarebbero i garanti della Biodiversità e dell’ ecosistema” (risate in sala).

“ll DL modifica la percentuale del terreno che le Regioni devono dedicare allearee protette e demanio forestale: finora era il 30% al minimo (poteva diventare anche il 40 o 50 %) con la nuova legge invece il 30% diventa il massimo.
Inoltre le Regioni dovranno giustificare queste aree, specificando la presenza di specie animali protette e definendo quali sono, senza però alcun studio e ricerca sul merito.”

“Il controllo del territorio, e della fauna selvatica, viene praticamente affidato ai cacciatori”.

Sull’importanza di unaseria ricerca scientifica,prima di decidere quali specie siano in eccesso e quali no, si è soffermatoLello Bazzi,Presidente del CROS di Varenna.
” La gestione faunistica – ha detto – deve fondarsi su dati e su un monitoraggio reale, non così ad occhio, come farebbero i cacciatori”.

” La caccia può essere coerente con la conservazione della natura, ma solo se pianificata secondo criteri scientifici” : quindi non si chiede più l’abolizione della caccia (purtroppo) , ma una sua regolamentazione seria compatibile con la natura.

Un esempio portato è quello degliuccelli migratori: ” Oggi la situazione è drammatica – ha ribadito ancora Parea. “La protezione sui migratori non è stata applicata (ogni cacciatore ne uccide a centinaia spesso senza rispettare alcuna regola) e la Regione Lombardia ha fortemente diminuito il numero deivalichisu cui non si può sparare : dovevano essere almeno 475, sono diventati 42 grazie a una legge apposita firmata dal senatore della LegaCalderoliper favorire la caccia nel Bresciano.Il risultato: 33 milioni di uccelli migratori abbattuti dal 2023. E’ così che i cacciatori tutelano l’Ambiente !”

Sugli elementi politici di questa vicenda si è soffermato il SenatoreTino Magni, di Alleanza Verdi Sinistra (che ha organizzato l’incontro): “ci sono delle lobbies molto precise – ha detto Magni – che sostengono i cacciatori, e che hanno interessi economici rilevanti, sia per la produzione di armi che per gli accessori. Questo Governo li sostiene e li foraggia, c’è alle spalle un disegno assolutamente ideologico di cui il Governo è responsabile. Noi tenteremo di fareostruzionismoin Parlamento, ma il rischio è che facciano passare questa legge con un voto di fiducia, come hanno fatto già moltissime volte”.
“Motivo in più permandare a casa prima possibile questo Governo disastroso!” ha concluso Magni, ex sindacalista della FIOM di lungo corso.

Anche ilcalendario venatorio, che finora rispettava il periodo della riproduzione e dellle migrazioni, sarà probabilmente peggiorato.
I relatori hanno infine ricordato che laraccolta firme contro questo DLè arrivata a mezzo milione di firme: si può ancora firmare online oppure presso la CGIL, per cercare di dare un segnale contro questa deriva di violenza contro la Natura e contro la nostra civiltà.

ENRICO BARONCELLI

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