I voli degli uccelli tra laghi e monti. La grande frenesia di tutti i giorni ci rende incapaci di cogliere aspetti legati alla natura.

Viaggiando per campi, boschi, luoghi alpestri, sulle sponde di fiumi e laghi, si possono notare nel susseguirsi delle stagioni voli sempre diversi degli uccelli.

Gli uccelli nascondono il mistero della  straordinaria capacita’ di orientamento  durante la migrazione.

I presagi degli uccelli sono l’ornitomanzia, una antica pratica di divinazione  basata sull’osservazione del volo e del canto degli uccelli.

Nelle valli di montagna delle Alpi Orobie, sui laghi di Como e di Novate Mezzola, l’identificazione degli uccelli con l’attribuzione di un nome dialettale, e l’osservazione dei diversi comportamenti di volo servivano da strumento di studio per la popolazione locale, nei tempi passati, durante il periodo della migrazione.

Paolo Lanfossie’ stato Il primo a stilare un elenco degli uccelli di Lombardia nel 1835 coi -Cenni sull’ornitologia lombarda-, seguito dal comasco Maurizio Monti e dal sacerdote Luigi Arrigoni, fratello dello storico della Valsassina Ingegnere Giuseppe Arrigoni, che nella seconda edizione delle Notizie storiche della Valsassina stampate nel 1889, ha aggiunto un catalogo degli uccelli della Valsassina.

Un libretto sintetico ma pieno di notizie che merita una menzione speciale e’ il Catalogo ornitologico della provincia di Como e della Valtellinastampato a Como, in pochi esemplari da donare agli amici, dalla Tipografia C.Franchi, e ristampato dal comune di Dervio in 200 esemplari il 1 marzo 1990.

L’autore,Erasmo Buzzi, dottore, medico a Dervio, studioso di ornitologia, dedica questa sua fatica al Rag.Carlo Andreani,autore del libro –La pieve di Dervio-, e nobile signore di Corenno Plinio. 

Trasferitosi poi a Lucerna, Il Buzzi muore nel 1894.

Vediamo alcunipresagi degli uccelli,oggi quasi del tutto dimenticati.

I Civettoniin truppa sono segnali di bel tempo. Potete assicurarvi del tempo sereno quando i Corvi si raggruppano e gridano a piena voce, quando la Cornacchia grida sul mattino, Il Pipistrello  alla sera al cader del sole forte del suo buco e vola dappertutto, le Gru volano in alto e stanno molto tempo senza discendere, gli uccelli acquatici si allontanano dai fiumi o dal lago; sara’ pure bel tempo quando le  Lodole e le Rondini si innalzano alte, ne si curano di scendere.

Altro segnale viene dato dall’Airone: quando gli insetti spariscono, allorche’ l’Airone che si pasce di quegli, vola assai in alto,  e’ un segnale di siccita’.

Ricordiamo a coloro che si dilettano nelle scienze naturali che sono soliti a  peregrinare per valli e monti due piccoli uccelli bellissimi, divenuti rari a vedersi dalle nostre parti.

Francolino di monte-, Tetrastes Bonasia-, abitatore della Alpi, vive nei boschi piu’ folti d’abeti e di faggi. “Il francolino e’ diventato  tanto raro fra noi, che c’e’ quasi da farsi le meraviglie quando se ne vede qualcuno”.

Zigolo delle Nevi– Plectrophenax nivalis – specie accidentale per le provincie di Lecco e Sondrio. Predilige.gli ambienti aperti con vegetazione rara. Sono poche le segnalazioni, le ultime certe risalgono al 2004 Lago di Pusiano, e al 2017 Monte Cornizzolo.

Il sogno di volare come gli uccelli, di lasciare questa terra di guerre e carestie, di viveri liberi d’animo, come cercava e desiderava la poetessa Antonia Pozzi(1912-1938), che osservava di frequente Il volo degli uccelli nella piana di Pasturo ai piedi della.Grigna Settentrionale,  rimane un desiderio inespresso dell’essere umano.

Voli. 

Pioggia pesante di uccelli/su l’albero nudo;/cosi’ leggermente vibrando/di foglie vive/si veste/.

Ma scatta in un frullo/lo stormo,/l’azzurro febbraio/con la sera/sta sui rami/.

E’ gracile il mio corpo/spoglio ai voli/dell’ombra/.

19 febbraio 1935.

Allegate seguenti immagini fotografiche:

Zigolo delle Nevi. Photo credits: Alberto Nava.

Etude de martin-pecheur, 1871.

Aquarelle et gouache sur mine de plomb, sur papier velin;  25,8 x 21.8 cm

The Ashmolean Museum, Oxford. Remis  par John Ruskin a la Ruskin Drawing School.

La Tortora dal collare -Streptopelia turtur-, ha nidificato su di un albero all’interno di un giardino di proprieta’.

Photo credits: Raffaella Galante.

Giancarlo Valera

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