Claudio da più di un mese indossa sempre la stessa maglietta: una normalissima maglietta blu,a maniche corte, sempre più lisa e sporca, perchè non sa dove andarla a lavare.
Un mese fa, era il 1 luglio 2026, un fabbro senza cuore mandato dall’Agenzia immobiliare che aveva messo in vendita la sua casa a Introbio, ha suonato il campanello, lo ha invitato ad uscire, ha cambiato le chiavi di casa, e Claudio si è trovato improvvisamente fuori dalla porta , con la sua valigia e con il suo cane, quello che abbaia sempre davanti al Consorzio.

Dove andare ? Fatti suoi. Il fabbro se ne è andato e per Claudio è cominciato il precipizio nel gorgo dell’Inferno.

In realtà lo sapeva già da un anno, che quel momento sarebbe arrivato: da quando quella casa, il cui mutuo lui non poteva più pagare perchè aveva perso il lavoro, e quindi lo stipendio, era stato incassato dalla Banca creditrice, che aveva rilevato la sua abitazione e l’aveva messa all’asta. Un affarone per gli acquirenti: una casa che valeva almeno tre volte tanto, era stata venduta per appena 20.000 euro circa, a due giovani sposi.

I quali non avevano fretta, ma l’Agenzia immobiliare si: sfruttando quindi le nuove regole sugli sfrattivarate dal Governo Meloni (che, come sappiamo, è sempre dalla parte dei più poveri !) al povero Claudio è stato presentato il cartellino rosso dell’espulsione, e con la sua valigia e il suo cane si è trovato da un momento all’altro in mezzo alla strada, come il “Servitore” di Goldoni, quello che aveva pestato il piede alla “vergine cuccia” (il quale però almeno una casa ce l’aveva).

A differenza di questi non si è messo però a chiedere l’elemosina per strada, pur non avendo nè un soldo nè un tetto sopra la testa: ma ha chiesto aiuto, andando a dormire per le prime notti in una piccola macchina utilitaria, concessagli da una sua amica impietosita dalla sua vicenda (molto piccola per lui, che oggettivamente ha una certa stazza) e che però lo ha riparato da un temporale violentissimo che proprio quella notte si era scatenato.

Ha chiesto aiuto al Comune di Introbio, ai Servizi Sociali: ma la presenza di un cane era un problema. Al Comune gli hanno prospettato la soluzione di andare a dormire e a mangiare alla Caritas di Lecco,ma senza il cane, che per lui è come un figlio, e che avrebbe dovuto essere lasciato ad un canile.

Claudo non ha accettato: o anche il cane o niente.

Lo hanno mandato allora quindici giorni in un albergo di Calolziocorte :passava le giornate girellando alle Meridiane di Lecco.
Poi altri quindici giorni in un altro alberghetto di Piona.
Poi basta, perchè il Comune aveva finito i soldi e l’assessore voleva preservare il suo “tesoretto“.

Quindi ad agosto Claudio è tornato a Introbio, al punto di partenza, col suo cane, il suo povero zaino, e la sua maglietta.
E’ tornato a dormire nella utilitiaria.
In attesa che qualcuno gli faccia qualche altra proposta, a lui e al suo cane !

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