E mentre il mondo brucia, non una parola per salvare il mondo e le persone
I fumi degli incendi che in questi giorni si sono sviluppati sul Moregallo e nelle Vallette di Premana riempiono l’aria di giorno e di notte nei Paesi della Comunità Montana, ovattati dal velo azzurrognolo che odora di legna bruciata.
Stanotte chissà quante persone hanno fatto fatica a respirare… anche a distanza di alcuni chilometri.
Il clima fa pazzie per colpa nostra: l’acqua del lago viene raccolta dai Canadair per spegnere gli incendi, l’Adda è colmo di melma verde, i laghetti briantei sono allo stremo delle forze per trattenere un filino trasparente di2 atomi di idrogeno e 1 di ossigeno.
E a livello nazionale il quadro è pessimo: i grandi laghi sono in agonia, i fiumi sono in asciutta, e le sorgenti sono scomparse, il suolo è arido e i campi sembrano piane stralunate.
In questo drammatico contesto, non un politico ha parlato di crisi climatica, non un intellettuale ha osato sostenere la necessaria controtendenza al consumo esagerato ed esacerbato, imposto mellifluamente alla gente col sorriso della pubblicità dei denti bianchi…
In più il mutamento del climaassottiglia lo strato più antico dei ghiacciai, il permafrost, dove sono conservati megavirus preistorici. E’ un’ipotesi scientifica, non una trama da tragedia greca, che inquieta gli scienziati. Nel 2016 in Siberiaa causa di un’ondata di calore elevata si è scongelata la carcassa di una renna perita decenni prima che ha liberato spore di antrace, con conseguenze tragiche per la popolazione locale arrivando a causare la morte di un bambino.
Vale la pena ricordare la strage della filiera dellerisaie della Pianura Padana: in meno di 2 anni 42mila ettari (forse di più) coltivabili a riso sono andati perduti secondo l’Ente Nazionale Risi a causa della siccità anomala, alte temperature e precipitazioni ai minimi storici, a ciò si aggiungono i campi seminati pari a 218mila ca, ma non sopravvissuti all’estate…danni devastanti non solo per la coltura del risone, ma per l’occupazione di migliaia di famiglie che, dalla risaia alla trasformazione e distribuzione del riso, lavorano e traggono il loro sostentamento.
La situazione degrada ogni anno in tutto il settore agricolo, dall’allevamento del bestiame alle coltivazioni di ogni genere, latte, frumento, ortaggi, frutta… E proprio perché nessuno dimentichi: l’uomo non beve l’IA, non mangia i computer, ma beve acqua e mangia pane.
Ma sono a rischio anche la fornitura di acqua potabile per la sopravvivenza e il funzionamento delle centrali idroelettriche per la fornitura della tanto agognata energia elettrica.
Intanto le conseguenze della carenza dell’oro blu ricadono sulla povera gente con il rincaro delle bollette e gocciole d’acqua misurate sulla punta della lingua…
Invece i potenti se la spassano, non hanno problemi economici, si permettono il lusso di rubare acqua potabile e poi di tuffarcisi davanti a una folla di bambini assetati (come è avvenuto in Terra Santa poco tempo fa).
Ben rinfrescati, i leader desiderano tornare a giocare alla guerra coi loro amici contro i nemici usando i soldatini veri, e sì perché non c’è gusto con quelli di piombo, e di consumare a piacimento le risorse terrestri. In ultimo, distrattamente, appongono firme su fogli che parlano di pace e rispetto per il Creato (che non è Opera loro, eppur se ne credono i padroni), ma senza comprenderne volutamente il significato: solo per riempire il tempo, dato che non lavorano, né hanno mai lavorato in casa e fuori, e non si sono mai guadagnati il pane quotidiano…e così miliardi di esseri viventi, creature umane comprese, muoiono lentamente…
…ma anche noi siamo Figli di Dio.
MARIA FRANCESCA MAGNI
