…e lacrime di mestizia rigano i volti dei genitori impotenti davanti all’ennesima intossicazione alcolicadel loro figliolo di neanche 14 anni…
I soccorsi di questa estate della Croce Rossa di Lecco e Provincia sono numerosi e allarmanti, più della metà riguardano minorenni in stato di coma etilico…
Soprattutto quando è vacanza, nei fine settimana, nei giorni ferragostani che permettono ‘danze’ sfrenate, i nostri ragazzi dagli 11 anni in poi non bevono più aranciata o succo di mela con gli occhi lucidi di meraviglia, neanche davanti all’eclisse solare semitotale: un evento astronomico straordinario che è ritornato il 12 agosto 2026 dopo decenni, purtroppo in Valle eclissato dal temporale…
Con la vista annebbiata dal fumo e dall’alcol chissà cosa avrà visto questa nostra gioventù bruciata davanti a un cielo pieno di nuvole nere, forse si sono persi senza emozione o forse hanno provato un brivido di paura nel sollevare l’ennesimo calice…
ma non c’è festa senza sballo…
Se poi nelle bevande hanno aggiunto le droghe, l’inibizione è stata assicurata e pareti immaginarie istoriate da motti che parlano di sentimenti imperituri quali: fai ciò che vuoi, non pensare, goditela, presto sarai vecchio…danno la sicurezza di aver ottenuto lo scopo.
Basta leggere i dati ufficiali dei prelievi nelle fognature di Lecco nei giorni di festa. E poi, quante sono le funeste stragi sulle strade? E i crimini commessi dai minori? Troppi perché una comunità possa reggere così tanto malessere. Manca la testimonianza buona dell’adulto.
Per i bambini e i ragazzi l’alcol fa male, al pari della droga: riduce l’attenzione, crea disorientamento e dipendenza, lo dicono i medici, eppure…
M.B. è un’infermiera. Ha trascorso la sua vita a dedicarsi alla cura di qualcuno: in casa, al lavoro, sulle strade a lei riservate dal destino. La incontro nei boschi natìi.
M. si occupa principalmente degli anziani, ma la sua preoccupazione sono i giovani, che osserva, con cui parla.
“C’è un problema enorme che ammazza i ragazzi, oltre alla droga: è l’alcol.Tra le nostre montagne e in riva al lago i ragazzi bevono superalcolici come bere un sorso d’acqua…l’altro giorno, alle sei del mattino mentre mi recavo al lavoro, ho visto due ragazzi giovanissimi tanto ubriachi da non reggersi in piedi. Li ho guardati entrare in un bar di Bellano e ordinare vociando un ‘amaro’, poi hanno tentato di uscire, ma sono caduti a terra e…Questa scena mi frulla nella testa e mi fa stare in pena per loro e per le loro famiglie.
A questo disastro si aggiunge il ‘tiro alla fortuna’ con le macchinette e le schedine del ‘toto qualcosa’: ragazzini, mamme, papà e nonni spendono una fortuna nell’illusione del colpaccio della vita per diventare ricchi.
Ahi, ahi…C’è un problema educativo di fondo che ci riguarda tutti, giovani e anziani, e i genitori hanno bisogno di aiuto” scrolla il capo M.
“Sono stata invitata a una festa di compleanno qui in Paese, ebbene il papà è arrivato con una bottiglia di spumante: ‘evviva le bollicine!’ hanno gridato i bambini. ‘E’ per i bambini’ ha precisato il padre, per voi grandi c’è dell’altro…E sono molte le narrazioni di questi esempi: bevine un pochino, prova, immergi la lingua… Tanti ragazzi imparano in famiglia a diventare ‘beoni’ o tossicodipendenti, e tanti imparano dall’esempio degli adulti che parlano dai pulpiti…”
Magari nei piccoli Paesi di montagna come i nostri, la situazione è diversa…
“Macché! E’ una tragedia umana che devasta le città, i paeselli e i paesotti. Io non ho paura di raccontare la verità. Credo di avere nel DNA lo spirito garibaldino del mio avo che soprannominavano ‘il Garibaldi’ perché ha partecipato alla spedizione dei Mille…vedi questo pascolo in mezzo al bosco? E’ stato lui a renderlo un prato strappato al bosco all’età di 21 anni, quando è tornato a casa, per dare modo alla famiglia di procurarsi il fieno per la mucca. Un tempo ogni famiglia possedeva una mucca, era considerata un inestimabile tesoro da cui trarre il latte, l’oro bianco per vivere.
E ricorda: paese piccolo, grande inferno”.
E in questa notte agostana le lacrime di San Lorenzo dalla volta celeste sono rotolate sul corpo freddo di un ragazzo italiano di appena 18 anni colpito alla schiena da tre coltellate da un coetaneo italiano: ubriaco? drogato? Perché i nostri ragazzi sono così aggressivi, prevaricatori, cattivi e scontenti?
E’ mai possibile che non ci sia un politico che tenti di dare una risposta sensata per salvare i ragazzi dalla rovina?
…ragazzi che arrivano da ambienti rotti, logori e violenti, senza orologi e timore per l’anima…
