L’ultima frontiera della privatizzazione della sanità è quella di consegnare la gestione di strutture pubbliche direttamente a cooperative private.

L’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano ha infatti affidato, con un appalto da oltre 19 milioni di euro, la gestione totale di tre ospedali di comunità (realizzati con i fondi del PNRR) a cooperative private.

Non si tratta di un caso isolato: solo in Lombardia sono ben nove le ASST che hanno dovuto appaltare a cooperative esterne la gestione dei nuovi ospedali territoriali per consentirne l’apertura rispettando la scadenza del PNRR.
(ndr:anche a Introbio la nuova Casa di Comunità sarà affidata a una cooperativa)

Le case e gli ospedali di comunità avrebbero dovuto rappresentare una svolta per rafforzare la sanità territoriale, contribuire ad alleggerire le liste d’attesa e garantire finalmente un’assistenza più vicina alle esigenze dei cittadini, invece le stanno trasformando nell’ennesima occasione di profitto per i privati.

Ormai non esito a definire la privatizzazione del nostro Servizio Sanitario Nazionale un’emergenza nazionale. È necessario adottare delle misure strutturali per invertire questa tendenza.

ANDREA CRISANTI

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