Alla fine dell’ottocento prima della nascita delle grandi classiche odierne (come la Milano-Sanremo o il Giro d’Italia) l’Unione velocipedistica italiana organizzava corse su strada che raccordavano i principali centri della Lombardia.

I percorsi ad anello o a tappa toccavano frequentemente le citta’di Milano e Pavia..

Nello specifico il 1896 è un anno cruciale per lo sport italiano e per le cronache milanesi: il 3 aprile di quell’anno nasce a Milano la Gazzetta dello Sport, che comincia subito a seguire e promuovere attivamente i raduni e le.corse velocipedistiche lungo gli itinerari lombardi.

La Gran Corsa Lombardia, Milano-Lodi-S.Angelo Lodigiano-Pavia, si svolge il 24 maggio 1896 su un  percorso di 70 km.

I corridori partivano da Milano, transitavano da Lodi, scendevano verso S.Angelo Lodigiano e tagliavano il traguardo a Pavia.

Il tracciato ricalcava parzialmente i vecchi collegamenti stradali e tranviari dell’epoca della pianura padana.

Allora le biciclette venivano testate su distanza fissa (spesso frazioni di 60,70 o 100 km), per verificare la resistenza sia dei materiali (telaio e principali pneumatici tondi), sia degli atleti che correvano su strade prevalentemente sterrate, polverose e battute da carri.

Di questa Gran Corsa pionieristica, non conosciamo Il numero dei partecipanti  e i nomi dei primi classificati, abbiamo pero’ avuto modo di vedere un diploma d’onore, un documento stampato che celebra l’impegno di chi ha portato a termine la competizione sportiva.

Foglio sciolto, illustrato a colori (25 x 41 cm)

Gran Corsa Lombardia – Milano -Pavia-S.Angelo-Lodi Kilometri 70

Diploma d’onore con medaglia…Conferito al Sig… della…Categoria compiendo Il percorso in ore…

Il Comitato….La.Giuria.

Milano, li, 24 maggio 1896.

In basso a sinistra nome dell’editore di stampa: Milano, Officine G.Ricordi & C.

Illustrato con gli stemmi comunali, disegno del percorso, e un gruppetto di corridori con sullo sfondo uccelli in volo e arbusti spontanei.

Foglio non compilato, probabile fondo di magazzino rimasto in giacenza presso l’editore.

Un diploma di corsa velocipedistica e’un prezioso documento storico e collezionistico. Rappresenta l’epoca d’oro dei pionieri del ciclismo italiano, a cavallo tra la nascita dell’Unione Velocipedistica Italiana (UVI) nel 1885 e la fondazione del Touring Club Ciclistico italiano nel 1894.

La grafica di questi documenti del periodo Umbertino, solitamente in stile Liberty/ Art nouveau, rispecchiano il gusto dell’epoca, ricca di decorazioni floreali, volute geometriche, allegorie della modernita’ e della velocita’.

Spesso raffigurano la Dea alata che incorona il ciclista, oppure un atleta in sella a un bicicletta (la classica bicicletta con le ruota anteriore gigante), o la prima bicicletta moderna con telaio a trapezio (“a diamante”).

Non e’ raro che i comitati organizzatori commissionassero i disegni a importanti illustratori o pittori del tempo.

Il nostro diploma di grande formato, stampato con la tecnica della litografia non reca la firma dell’illustratore, ma potrebbe essere stato disegnato da Adolfo Hohenstein, collaboratore prima, e poi direttore artistico dal 1889 delle Officine grafiche Ricordi.

Questi preziosi cimeli del ciclismo storico sono molto fragili a causa della tipologia della carta acida di fine secolo e degli inchiostri utilizzati suscettibili di sbiadimento, e’ di conseguenza un piacere trovarli e ricordarli.

Allegate seguenti immagini fotografiche:

Gran Corsa Lonbarda, diploma d’onore. Milano 1896.

(Particolare), Gruppo di corridori.

Giancarlo Valera

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