Certamente, come ha ricordato il Presidente della Comunità Montana Fabio Caneparinel suo saluto introduttivo, il ruolo delle Miniere in Valsssina è sempre stato molto importante, da quella più recente di Barite a Cortabbio, oggetto del secondo convegno annuale tenutosi ieri a Primaluna, a quello antchissimo delle Miniere in Valvarrone e anche ai Piani Resinelli.
Anche per questo molto interesse ha suscitato l’incontro organizzato dalle Guide Minerarie di Cortabbio, diretto dal loro coordinatore Dario Milani, Amministratore della Società Il Grignolo, la società che gestisce le visite turistiche alle miniere.
Anche il consigliere regionale Giacomo Zamperiniè intervenuto, ricordando la grande passione che anima i promotori di queste iniziative, per la conservazione e il ricordo di siti dismessi dal punto di vista produttivo, ma mai dimenticati, e che possono avere un nuovo ruolo dal punto di vista turistico.
Attività da raccontare anche nelle scuole come intermediazione tra le diverse generazioni.
Proprio a proposito di giovanissimi, la maestraElena Capraha presentato il suo podcast rivolto ai bambini, in cui narra la storia di “Fochino“, un giovane minatore alle prese con i problemi della miniera.
Capra ha anche ricordato il ruolo delle donne, mogli dei minatori, e in particolare il “Decalogo dei Minatori”: tra le regole più importanti “conoscere e rispettare la Montagna” , “Non avere fretta e guardare bene dove si mettono i piedi” ” controllare se il luogo è sicuro e la roccia tiene”, “non allontanarsi mai da soli ma controllarsi l’uno con l’altro”” avvisare gli altri se vedi un pericolo r ascoltare chi ha più esperienza di te”, e infine naturalmente “tornare a casa”, la regola più importante.

Elena Capra
Il lavoro nelle miniere era sicuramente pericoloso: ne hanno parlato tre minatori, provenienti da Brescia e dalla Bergamasca, portati a Primaluna daVittorio Tanghetti, l’ultimo concessionario della miniera di barite negli anni 1960-80 , rilevata dal precedente, il bravissimo e rimpiantissimo geologo Pierfranco Invernizzi, che a proposito di pericoli in più di un’occasione ha rischiato di cadere in qualche buca.
Dario Bettinelli,figlio di Angelo, “ol cap de la cava“, ha ricordato diversi episodi interessanti, dei trattorini che gestivano i carrelli pieni di materiale, di come si divideva la barite utile dal materiale sassoso, del ruolo dell’acqua.
Altri episodi interessanti sono stati raccontati dagli altri tre minatori presenti, a proposito di come venivano piazzate le pericolose mine esplosive: quelle nere che erano le prime ad accendersi, ed erano più corte, quelle rosse più lunghe, e infine quelle gialle, che dovevano rallentare l’arrivo delle esplosioni.
Infine si è ricordato di come dovevano essere abili ad arrampicarsi su lunghe scale verticali, portando con sè picconi e badili e altro, senza cadere e farsi male.

Dario Bettinelli
Dopo le esplosioni c’era una pausa di qualche ora, per mandare via il fumo generato, anche con dei potenti ventilatori.
Tanghetti ha anche ricordato il “sistema della candela“: quando una miniera veniva messa all’asta, come è successo anche per quella di Cortabbio, per rilanciare l’opzione di acquisto avevi il tempo dato dal bruciare di una candela. Quando questa si spegneva, il tempo per l’asta era esaurito ! Un modo originale di usare le candele !

Tanghetti (il secondo a destra) e i suoi minatori
Successivamente il prof.Peter Brackdel Politecnico di Zurigo ha illustrato gli siti delle sue vaste ricerche geologiche ventennali sulle Grigne, specificando l’origine Geologica della cosiddetta “Scogliera“.
QuindiSara Epis e Paolo Manentidell’Università degli Studi di Milano hanno parlato del microclima della miniera, quali funghi, anfibi e crostacei vivono nel buio delle gallerie, e infine, dopo aver parlato degli archivi della miniera, è stato proiettato il docufilm“Il Custode di Cortabbio”.

Il prof. Peter Brack
In pomeriggio, dopo la pausa pranzo, la visita diretta alla Miniera di Cortabbio, sempre sotto la guida di Dario Milani.
Insomma , una giornata decisamenete interessante, questo secondo convegno su Cortabbio, che dava anche un accredito ai Geometri presenti all’incontro.
Enrico Baroncelli

