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E’ difficile di questi tempi riconoscere la dignità, il valore di ogni singola persona e il diritto di ogni individuo di vivere la sua vita come e dove vuole nel rispetto della legge. E’ quasi impossibile parlare di tolleranza, di confronto e di valorizzazione delle differenze. Ascoltare, dialogare, superare i pregiudizi, costruire società aperte all’uomo, alle sue aspettative, al suo primordiale diritto di sperare in un futuro migliore, sono termini banditi dal vocabolario contemporaneo.

Tuttavia, spesso dimentichiamo che non esiste un pezzettino di terra del pianeta azzurro in cui non viva un italiano…e gli USA, che hanno insegnato in passato la democrazia all’UE, sono popolati dai figli dei migranti europei, asiatici, africani…eppure proprio lì, nel cuore della libertà massima, è fiorito l’odio più esacerbato verso gli ‘stranieri’.

Chissà cosa pensarono i popoli indiani quando gli yankee, i migranti europei, presero possesso della terra dei loro padri insediandosi senza permesso scavando zolle e cintando praterie… Tutto ciò è storia documentata, non il racconto di una favola.

Charlie Kirk e Tyler Robinson, la vittima e l’assassino: entrambi repubblicani conservatori, di fede evangelica il primo e mormone il secondo, di buona famiglia agiata pro Trump.

Perchè Robinson ha ucciso Kirk? Un gesto folle, irrazionale, intriso di risentimento e di odio.

“Diffonde la cultura dell’odio” avrebbe dichiarato ai suoi familiari Robinson il giorno prima dell’omicidio di Kirk.

Kirk e Robinson, due giovani rispettivamente di 31 e 22 anni maciullati da sentimenti feroci, alimentati da politiche contro l’uomo da parte di vecchi marpioni spudorati che alle loro spalle tessevano l’odio ideologico all’interno delle scuole per ottenere voti elettorali. Un tempo i vecchi erano saggi, prudenti, miti. Persino le società primitive sceglievano il saggio del villaggio come leader, un capo che sapeva risolvere i problemi e non divideva, parlava di bene e non di odio, infondeva fiducia e serenità.

La scuola non può essere considerata una fucina di voti elettorali, è tutt’altro: è il fulcro del sapere e della conoscenza, dell’incontro e della condivisione, dell’esperienza umana coi pari e dell’accoglienza.

Ma come si fa a permettere di parlare di odio verso l’altro a scuola? Il luogo dove i ragazzi dovrebbero essere educati al rispetto dell’altro?

Chi è l’autorità che ha dato l’autorizzazione al movimento di Kirk di esporre la sua teoria sulla razza proprio a scuola?

E’ necessario abbassare la testa di fronte a questa tragedia. Kirk, un giovane uomo che diffondeva le idee di Trump è stato ucciso da Robinson, un ragazzo con le sue stesse idee politiche che a un certo momento lo hanno portato a compiere il delitto. Forse le parole che ha sentito erano troppo pesanti di disprezzo nei confronti di tanti esseri umani?

Sicuramente l’assassinio è un gesto criminale a prescindere.

Trump ha invocato la pena di morte per Tyler Robinson.

MARIA FRANCESCA MAGNI

1 commento su “Caso Kirk: l’educazione al rispetto”
  1. A proposito di quanto ha affermato ieri la Presidente del Consiglio (che in teoria dovrebbe rappresentare TUTTI gli Italiani, non solo una parte!)
    Ancora una volta Giorgia Meloni parla a ruota libera dimostrando ignoranza (nel senso proprio che “ignora) sull’argomento : paragonare gli anni attuali a quelli del terrorismo degli anni ’70 è veramente un’operazione priva di senso, così come è privo di senso attribuire alla Sinistra un pessimo intervento sui Social di un gruppuscolo di ragazzotti altrettanto ignoranti.
    No, cara Meloni, la Sinistra non odia proprio nessuno, casomai invece è molto preoccupata per la inadeguatezza del Suo Governo, dei personaggi abbastanza ridicoli e fuori misura da cui è composto, dal fatto sempre più evidente che Lei si dimostra slegata dalla realtà, e oltre che una Sinistra odiatrice si immagina un Paese che sta bene, dove l’occupazione va benissimo (soprattutto di quelli che vengono pagati 4 euro all’ora, credo) l’economia è florida e lo sviluppo promettente.
    Ecco, proprio perché non La odiamo Le consiglieremmo invece non solo un bagno nella realtà, fuori dalla propaganda, ma anche possibilmente di farsi spiegare da qualcuno competente (che so, magari un Carlo Cottarelli, veda Lei) come stanno veramente le cose. Farebbe tanto bene sia a Lei che a noi, popolo italiano sempre più piegato ( e “piagato”).
    ENRICO BARONCELLI

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