Il Times of Israel riferisce che oltre 9mila israeliani hanno firmato una petizione per il riconoscimento dello Stato di Palestina nel prossimo incontro ONU in programma il 22 settembre 2025 a New York, dove Francia, Gran Bretagna, Canada, Australia, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Malta, Andorra…la Repubblica di San Marino (lo Stato indipendente situato in Italia che confina con le regioni Emilia Romagna e Marche) hanno contribuito con Zazim-Community Action, un movimento israeliano composto da ebrei e arabi che lavorano insieme per la democrazia e l’uguaglianza, a dare voce al popolo palestinese che dal lontano 1948 ha subito l’esodo forzato e invoca l’attenzione internazionale sulla sua umiliante condizione di popolo senza terra. Per colpa di chi?
Si legge: “Siamo cittadini di Israele che si oppongono al proseguimento della guerra a Gaza e crediamo nella pace. Invitiamo le Nazioni del mondo a riconoscere la Palestina durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il riconoscimento è un fatto compiuto che è anche nell’interesse di Israele. Esiste una voce israeliana forte e chiara che si oppone a una guerra senza fine e si aspetta un intervento internazionale per porre fine alla guerra e portare la pace”.
…intanto nuovi mezzi corazzati e bulldozer scintillanti di provenienza segreta avanzano nella città di Gaza tra urla e spari, e l’esercito israeliano ha dichiarato che continuerà ad usare una ‘forza senza precedenti’ a Gaza: mezzo milione di abitanti per non morire è stato costretto a lasciare la propria casa con carretti stracolmi di stracci. Bisognerebbe chiedere a quel bambino scalzo, in lacrime, esausto, con la sorellina sulle spalle che camminava sulla strada dell’esodo palestinese dove stesse andando: un’immagine agghiacciante trasmessa dai tg di tutto il mondo.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, in collegamento con il festival Open di Parma ha detto: “bombe sempre più vicine alla parrocchia, le comunicazioni sono problematiche, il cibo scarseggia…c’è un problema di malnutrizione, continuo a dire siete liberi di partire, ma ci sono malati che non possono partire, quindi si resta con loro…noi li sosterremo”.
Il premier Netanyauh ha dichiarato che Israele diventerà una ‘Super Sparta’ e i ministri del suo governo sostengono che Gaza diventerà una ‘miniera d’oro immobiliare’, ciò che sostenne Trump poco tempo fa. Gli USA hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che chiedeva un cessate il fuoco immediato e permanente nella Striscia di Gaza, insieme al rilascio degli ostaggi e alla rimozione delle restrizioni sugli aiuti umanitari.
Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani al Senato ha affermato che ‘riconoscere lo Stato palestinese adesso è inutile’ perché la Palestina non esiste: da una parte c’è Hamas a Gaza e dall’altra l’ANP in Cisgiordania, “non possiamo riconoscere uno Stato palestinese che non riconosca Israele o che non sia riconosciuto da Israele”.
“Penso e ripenso: – che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.
Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.
– O papera, mia candida sorella,
tu insegni che la Morte non esiste:
solo si muore da che s’è pensato.
Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
Chè l’essere cucinato non è triste,
triste è il pensare d’esser cucinato”
L’Oca, o la Differenza, di Guido Gozzano
MARIA FRANCESCA MAGNI
