Non molti visitatori, almeno per adesso, ma comunque molto interessante l’esposizione della lunga storia della Chiesa di San Michele a Introbio, effettuata dal prof.Marco Sampietro.

Prima di entrare nella chiesetta, situata su un poggio davanti al paese, e al di là del torrente Acquaduro (come ricorda ancheParide della Torre, nel suo libretto cinquecentesco), vicino a cui c’era anche un mulino e una fornace, Sampietro ha ricordato che la chiesa è diventata parrocchiale di Introbio nel 1406, taccandosi da Primaluna.

Ma probabilmente è stata costruita intorno al 1200 (è citata nel “Liber Sanctorum Mediolanensis“): il campanile addirittura è forse di epoca romana, trattandosi probabilmente di una torre di avvistamento che iRomanicreavano tra un accampamento e l’altro, per controllare il territorio.

Gliaffreschi,restaurati a metà degli anni ’80 del ‘900, sono in gran parte del Quattrocento o del Cinquecento.

A sinistra dell’ingresso della Chiesa, il cui archetto introduttivo è stato voluto dall’indimenticabile parrocoDon Arturo Fumagallinel 1935, vi sono i quadretti dell “area votiva per grazia ricevuta“in cui c’è di tutto.

Dal sopravvissuto a un naufragio in mare, che ringrazia la Madonna, ma soprattutto un paio di quadretti storici, risalenti al1762, che ringraziano per non essere stati travolti dalla famosafrana di Gero e Barconedi quell’anno.

Lebalaustre in marmoinvece sono della metà del Settecento, quando molte chiese (anche in Brianza, come a Molteno, mentre a Olginate vi è addirittura la traccia di un fossile) se ne dotarono di uguali, sotto l’arcivescovado del CardinalePozzobonelli.

Le cappelle laterali invece sono del 1631, il periodo della “peste manzoniana”.

La “Navata trionfale“, sopra l’altare, invece è stata installata nel 1780. Gli affreschi riguardano la “Madonna delle Grazie” ( a sinistra dell’ingresso) o momenti della vita diSan Giovanni Battista.
Un affresco però poco visibile a sinistra dell’altare riguarda una “Madonna con bambino“, mentre a destra dell’altare è disegnata una importante processione (che aveva incuriosito il Cardinale di Milano Schuster) che riguarda probabilmente una supplica per preservare Introbio dagli attacchi di un lupo che all’epoca viveva nei paraggi, terrorizzando la popolazione.

In alto sulla sinistra, il quadro di “San Michele”, “il padrone di casa” ha osservato Sampietro, che è stato spostato dall’altare alla navata sinistra per disegnare un grande crocifisso.

Interessante anche l’altare in legno, che è stato trasferito da Lezzeno sempre a fine Settecento : i Lezzenesi si dotarono di un altare in marmo, e quello in legno lo donarono agli Introbiesi.

Proprio perché in legno, ci sono scritte interessanti sul lato destra (per chi guarda) risalenti alle compagnie di soldati della Repubblica Cisalpina o diNapoleone,che per qualche anno usarono la chiesa come base per il loro accampamento.

Insomma, una storia molto lunga e complessa, che poche chiese in Valsassina hanno.
La Giornata del FAI è proseguita sabato pomeriggio con la visite aVilla Migliavaccae alMuseo dell’Elettricità.



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