È morto Francesco Guccini. Ed è una notizia tristissima.

Guccini è stato una voce di casa per milioni di persone.

Ha raccontato Auschwitz e la Resistenza, la rabbia e la tenerezza, Bologna e Pavana, gli amici perduti, le radici, il tempo che passa.

E pur avendo smesso di cantare tredici anni fa, da La locomotiva a L’Avvelenata, da Amerigo a Dio è morto, i suoi brani hanno continuato a camminare da soli, di generazione in generazione, senza bisogno che continuasse a farlo lui.

Aveva un dono rarissimo: partiva dalla propria vita e finiva sempre per raccontare la nostra. I dubbi, le sconfitte, le speranze, gli amori sfiorati, la malinconia che arriva quando capisci che un altro giorno è andato.

Ci ha insegnato che dentro una canzone possono stare un libro, un’osteria, una lotta, un viaggio, una risata, un’intera stagione della vita.

Grazie, Maestrone. Grazie per averci raccontati così bene.

Ci mancherai terribilmente.

da Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*