Un intero paese che per due giorni si mette in mostra” , una “manifestazione profondamente legata alla cultura e alla storia di Premana”, sono molti i giudizi entusiastici sulla due giorni premanese, che sicuramente è una“manifestazione identitaria”, come ha detto il consigliere Zamperini.
Ricordo laI edizione del 2003(quando molti degli attuali figuranti non erano nemmeno nati, oppure erano giovanissimi) e quelle successive (devo avere ancora un po’ di foto del 2007 su qualche mio vecchio computer).
Sono più di 20 anni che questa manifestazione, all’inizio annuale poi diventata biennale, mobilita e coinvolge l’intero paese.
Le prime volte, e non esagero, siamo tutti rimasti veramente a bocca aperta: non si era mai vista una cosa del genere, fu realmente uno shock !
Successivamente hanno tentato una qualche imitazione altri paesi (mi sembra Cortenova) e anche in Brianza (mi sembra Merate): vestire per un giorno i panni dei nonni ,ma con risultati decisamente non all’altezza di quelli di Premana.
Che cos’è che allora rende unica nel suo genere questa manifestazione ? Sicuramente la vasta partecipazione e l’entusiasmo di tutti, dietro a una formidabile Pro Loco (all’epoca guidata da un gruppo di bravissime ragazze come Ramona).
Però, c’è un però, che era venuto a galla proprio dopo qualche anno di ripetizione della manifestazione ottobrina: il pericolo della ripetitività, del “deja vu”,di qualcosa che a lungo andare non sorprende più come all’inizio.
Per questo era diventata biennale.
Io allora vorrei allora fare una proposta ai bravissimi amici di Premana: una proposta che avevo già fatto qualche anno fa, e che mi piacerebbe tenessero in considerazione.
Per evitare proprio il “deja vu”, perchè non variare l’orizzonte temporale di riferimento ? Non solo la fine Ottocento – inizi Noveento,ma calarsi proprio in altri periodi storici non meno importanti la storia Premanese.
Per esempio si potrebbe proporrePremana nel periodo tumultuoso dei Promessi Sposi, cioè ilSeicento: la calata degli Alamanni, dei Lanzichenecchi, del francese Duca di Roano (distruggitore di fucine) nonchè della Peste.
Si potrebbe immaginare unDon Rodrigo(e altri nobili) signorotto a Premana, e persino unInnominato(trasferito da Calolziocorte a Premana !).
QuindiNobili, popolani, araldi e soldati armati di alabarda e archibugiche passino per le vie del paese.
Un altro periodo storico da prendere in considerazione potrebbe essere ilMedio Evo: un elemento di discussione potrebbe essere il ruolo di Premana nelleguerre del Quattrocento tra Milano e Venezia.
Da che parte stavano i premanesi ? Dalla parte dei Duchi Visconti o da quella della Repubblica Serenissima, dove in realtà avevano il cuore (e gli affari) ?
Allora durante la manifestazione potrebbero girareuomini con le armature di ferro e gli spadoni, e anche qui inventare luoghi simbolici (con l’aiuto magari della musica del MedFestdel bravissimo Angelo Rusconi).
Naturalmente insieme alla manifestazione potrebbero essere previsti incontri e convegni culturali, presso l’ottimo Museo di Premana, su quel periodo storico, con la partecipazione di storici locali.
E infine si potrebbe parlare diPremana nell’età Romana,in cuiuomini togati e centurionipassino per le vie del paese,
alcuni sul “triclinium“, ricordando che la possibile origine del nome di “Promane” potrebbe essere “Pro (deis) Manibus” , cioè gliDei Mani,la vera religione e divinità a cui credevano gli antichi Romani, cioè le statuette dei propri antenati, chiamati in aiuto ai confini dell’Impero. Ciò spiegherebbe anche la profonda spiritualità religiosa che da sempre pervade questo paese, e che si manifesta in particolare durante la Processione del Corpus Domini.
Certo, per fare queste cose bisognerebbe investire qualcosa in costumi storici e in scenografie, per riempire strade e sentieri : ma se si facesse l’effetto sarebbe ancora più unico e sorprendente.
Sarebbe un momento di alta cultura unico ed entusiasmante: i panni dei nonni potrebbero sempre essere utili (l’abbigliamento popolano dei lavoratori alla fine non è cambiato molto nei secoli) ma insieme a loro si presenterebbe qualcosa di veramente originale.
Sono convinto, solo voi di Premana potreste farlo.
Io, nel mio piccolo, sarei più che disponibile a collaborare.
Pensateci !
Enrico Baroncelli
Nelle foto sotto:il Catasto Teresiano di Premana dell’anno 1773


