Si è aperta una discussione sui social dopo un articolo su Morterone apparso sulla rivista Dolomiti.it .
Questo l’intervento del Comune e successivamente, molto interessante, quello di un lettore

MORTERONE, UN PICCOLO COMUNE CHE GUARDA AL FUTURO

Può il Comune più piccolo d’Italia diventare un laboratorio di innovazione per il futuro della montagna?

È la domanda al centro del bellissimo approfondimento che L’AltraMontagna dedica oggi a Morterone, raccontando un territorio che, accanto alla propria storia, alle tradizioni e a un patrimonio naturalistico straordinario, sta sperimentando nuove soluzioni per affrontare alcune delle sfide più importanti delle aree montane, l’AltraMontagna , il Dolomiti.

Energia solare, sistemi di accumulo, mobilità elettrica, connettività, accoglienza turistica e, tra le prospettive più innovative, l’impiego di droni per il trasporto di beni e materiali. Progetti differenti, accomunati da un obiettivo: rendere la montagna più accessibile, migliorare i servizi e creare nuove opportunità, rispettando l’identità del territorio.

L’articolo racconta il percorso sviluppato in questi anni anche grazie all’impegno della Fondazione eV-Now!, che ha scelto Morterone come luogo di sperimentazione, coinvolgendo competenze, aziende e tecnologie e l’appoggio costante del Comune di Morterone.

Ma racconta soprattutto una riflessione che riguarda moltissimi piccoli Comuni italiani: come possiamo creare le condizioni affinché le nostre montagne continuino a essere luoghi da vivere, e non soltanto da visitare?

Ringraziamo il giornalista Samuele Doria e la redazione de L’AltraMontagna per l’attenzione dedicata alla nostra comunità e per aver contribuito a portare questa esperienza all’interno di un dibattito che riguarda il futuro delle aree interne.

📖Vi invitiamo a leggere l’articolo completo:

https://www.ildolomiti.it/…/per-fare-la-spesa-ci-vuole…

Comune di Morterone

Come nota da anni il problema primario non è la “spesa”, ma ben altro.

Esiste una sola strada carrabile mentre i collegamenti con Culmine San Pietro (che garantirebbe in pochi km di giungere a Moggio o in Val Taleggio) non è transitabile neppure a pagamento, mentre quella verso la Valle Imagna presuppone un pedaggio, un mezzo adatto ed un tempo di circa un’ora per 8 km. Così se la SP 63 fosse interessata da problemi, ad esempio la caduta di un masso, a Morterone non potrebbe giungere neppure un’ambulanza e col “brutto tempo” neppure un elicottero … Però, stranamente, ogni altro paese è raggiungibile da più di un accesso e in realtà come Morterone da strade secondarie e passi di montagna (Passo Valcava – Passo san Marco, Passo dello Stelvio, Passo del Tonale). Tutte strade note, frequentate in ogni stagione e grazie alle quali vengono manutenuti i relativi territori.

Invece Morterone deve rimanere nel proprio isolamento? Per andare a Vedeseta o in Valle Imagna (distanti pochi km) è oggi necessario percorrerne 60/70!!!

L’immagine dell’artico ritrae lo Chalet in periodo estivo, mentre per tutti gli altri mesi non è utilizzabile stante la mancanza di idonea copertura etc

Pertanto bel venga l’innovazione, ma la sopravvivenza di una comunità e di un territorio necessitano imprescindibilmente anche strutture e infrastrutture / collegamenti viari etc

Diversamente a breve gli 11 cittadini sempre presenti diminuiranno inevitabilmente.

Simone Nava

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