Chi ha un figlio adolescente o, come nel mio caso, un “nipotino” di 14 anni (continuo per abitudine a chiamarlo “nipotino” ma ormai è molto più alto di me) in realtà lo aveva capito da un bel pezzo.
Qualcosa si è rotto, nel patto generazionale, quel patto che lega giovani e adulti, quel “patto sociale”, per dirla alla Rousseau, che scandisce i ritmi della vita.

Si è rotto in maniera irreversibile ? Spero di no, spero proprio sia recuperabile, ma certamente sarà faticoso.

E ancora una volta la Presidente del Consiglio Melonisbaglia completamente: non è un discorso politico, quello che sviluppano gli adolescenti con la loro violenza : qualche simpatia casomai ce l’hanno per l’estrema destra, con una rivalutazione completamente fuori dalla Storia (che hanno studiato piuttosto poco, perchè alle Scuole Medie hanno fatto solo “casino” ) di figure tragiche come Hitler e Mussolini.

Ma sarebbe sbagliato mettere sul piatto considerazioni politiche: si tratta di un discorso sociologico, quasi esclusivamente sociologico.

E sarebbe sbagliato anche dare lacolpa alle famiglie:certo, molti di loro vengono da famiglie spezzate, cioèdivorziate, dove perciò quasi sempre è mancato il ruolo delpadre,che tradizionalmente dovrebbe essere colui che insegna ai bambini le regole della convivenza civile.

Ma anche nelle famiglie “normali” ( se esistono ancora) quei poveri genitori devono lavorare entrambi per tirare avanti e pagare le bollette, spesso con lavori sottopagati, come ormai quasi tutti, di fronte a un’inflazione sempre crescente: poco tempo rimane loro per curarsi dell’educazione dei figli.
Che crescono per lo più quasi allo stato brado, in balia di se stessi e delle proprie pulsioni.

Certo, molti sono “stranieri di seconda generazione“, nati e cresciuti in Italia, che però spesso nega loro la cittadinanza, in base a leggi assurde di decenni fa (la Bossi-Fini per esempio).
Sono sentiti ancora come “diversi”, e questo acuisce ancor più la loro rabbia.

Poi, a mio parere, sono cresciuti guardando dei videogiochidavvero intollerabili, con cui fin da bambini hanno simpatizzato, in cui vengono glorificati i criminali e acquisisci maggior punteggio se spari a un poliziotto.

Icellularipoi: in Franciaadesso li hanno vietati ai minori di 14 anni, ma ormai è tardi, i buoi sono già usciti dal recinto.
Perciò eccoli lì, chiusi nel loro mondo, sempre a guardare sempre il cellulare e refrattari a qualsiasi contatto con gli adulti, i vecchi e disprezzabili “boomers“.

C’è una via d’uscita a questa situazione ? Non a caso, anche inValsassina, alcune organizzazioni benemerite già da qualche tempohanno sottoposto il problema(compreso l’uso di droghe leggere) all’attenzione pubblica (soprattutto il Centro Famiglia di Cremeno).
Ma di certo non basta. Occorre ragionare e cercare di capire quale strada si può imboccare –la via autoritaria certo non è sufficiente,anzi sarebbe controproducente – per tentare di raddrizzare chi si è messo su una “cattiva strada”.
Si cercano soluzioni.

Enrico Baroncelli



in calce:le foto degli scontri avvenuti ieri in Piazza Duomo a Milano, fotografati dal nostro collaboratore Giancarlo Valera

1 commento su “Maranza senza speranza ?”
  1. Carissimo Enrico,
    beh, se non altro i recenti pasticci di piazza ti hanno dato lo spunto per dire che “ancora una volta la presidente del Consiglio sbaglia completamente”.
    Però in quello che tu affermi vedo poco di utile quando citi un teorico “patto generazionale “? “ si tratta di un discorso sociologico” e le colpe delle famiglie , i videogiochi , i cellulari…..
    sono tutti argomenti che conosciamo e che vengono abbondantemente usati nei convegni, in TV eccetera, con risultati che non sono riusciti ad evitare vetrine rotte, poliziotti pestati, minorenni fuori di testa.
    Io continuo a chiedermi se invece del lassismo una maggiore fermezza nel pretendere il rispetto delle regole avrebbe dato migliori risultati durante gli scorsi decenni in cui non governava la Meloni , ma tanti teorici illusi.

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