Le.”piccole cose” hanno un grande valore, I libretti nati come.strumenti celebrativi di nozze, feste, di azioni meritevoli, o di elogi funebri, si sono trasformati nel tempo preziosi oggetti di memoria, documenti storici e di ritratto sociale.

I nupitalia (chiamati anche per nozze) sono raccolte di scritti o composizioni musicali creati appositamente per celebrare le nozze di importanti personalita’ nobili o aristocratici.

Possono comprendere carmi, poesie, epistolari, orazioni, cantate o sonare dedicate agli sposi.

Ebbero grande successo tra la fine del XV secolo e l’inizio del XX secolo, si tratta di opuscoli, libretti o fogli sciolti stampati in poche copie e destinati come dono a familiari e conoscenti della coppia.

L’encomio  e’ una lode solenne e pubblica espressa da una persona o da una autorita’ autorevole per celebrare una festa importante, una azione eroica, un comportamento lodevole o un particolare merito.

L’Orlando furiosodi Ludovico Ariosto contiene parti encomiastiche dedicare alla famiglia Este, l’Eneide di Virgilio celebra in parte la grandezza di Roma e della Gens Iulia (Augusto).

Ma parliamo in maniera piu’ approfondita di un elogio funebre.

L’elogio funebre e’ un discorso formale pronunciato per tessere le lodi della persona scomparsa evidenziando le sue virtu’ e le sue opere in vita.

La famiglia della persona scomparsa poteva  decidere di fare stampare alcune copie da lasciare a memoria.

Copertina anteriore. In memoria del Cav. Dott. Giuseppe Casella il 24 febbraio 1891.

Frontespizio. Parole pronunciate sulla salma del Cav. Dott. Giuseppe Casella dal Conte Antonio Cavagna Sangiuliani nel cimitero di Laglio il 21 febbraio 1891.

Como Tipografia e libreria ditta C.Franchi di A.Vismara, 1891

In-Folio, (29 x 20 cm), 7 p.

Copertina posteriore, stampato al centro simbolo composto dalla lettera M e un vaso.

Il simbolo composto dalla.letrera M e un vaso (o urna) racchiude una precisa combinazione allegorica dell’iconografia classica e cristiana, ideale per la struttura di un elogio funebre 

La lettera “M” (monogramma di Maria o Memento). Nella tradizione cristiana la “M” rappresenta il monogramma dela Vergine Maria intesa come protettrice delle anime nel passaggio all’aldila’ e simbolo di immenso valore materno (la Mater dolorosa). In un contesto piu’ laico la M abbreviata rimanda al concetto di Memento (ricordo, memoria) o alla parola stessa “Morte” (usata storicamente per indicare il decesso).

Il vaso (o urna cineraria). Il vaso e’ ereditato dall’antica tradizione greco-romana e rappresenta la metafora del corpo umano inteso come contenitore temporaneo dell’anima. Nell’arte sacra il vaso (specialmente se colmo di gigli o acqua) indica anche la purezza e devozione spirituale.

L’elogio funebre e’ stato pronunciato dal Conte Antonio Cavagna Sangiuliani (1843-1913), possidente che aveva proprieta’ a Laglio e a Torno sul lago di Cono.

Nonno della poetessa Antonia Pozzi(1912-1938), storico, politico impegnato nella sinistra  liberale di Agostino Depretis,  autore di numerose pubblicazioni, di agricoltura, di storia locale, e di una importante bibliografia statutaria uscita in due volumi, purtroppo interrotta alla lettera M; bibliofilo e collezionista con una biblioteca di quasi centomila volumi che dopo la sua morte fu acquistata dall’Universita’ dell’Illinois.

“Quando un uomo consumo’ tutta una vita onorata nel prodigare solerti cure agli infermi, nel servire il proprio paese, con grande cuore, sapiente intelletto, profondita’ di studi e costanza di fede, quell’uomo merita eterna la riconoscenza de’ suoi conterranei.

Ammirevole la sua prontezza nell’accorrere in qualunque luogo ove fosse necessita’ dell’opera sua…Fece della sua casa un gioviale ritrovo di uomini colti, di artisti; riunire e libri preziosi e anticaglie importanti, e prodotti naturali non comuni, tanto giovevoli alle illustrazioni del nostro luogo…Era spesso guida pratica, colta previdente in quelle lunghe e alpestri escursioni di grosse comitive di amici e di villeggianti…

Salutando nel dott. Casella l’amico affezionato, il patriota integerrimo, il dotto ed illustre medico nostro per mezzo secolo, lo addito ad esempio di infaticabile costanza nel lavoro, di immisurabile affetto ai nostri luoghi, di integrita’ di carattere, di robustezza di proponimenti”.

Lagliopiccolo borgo della sponda comasca del lago di Como, viene ricordato per Villa Oleandra e l’adiacente Villa Margherita, per il soggiorno di Nathaniel Hawthorne e di Ada Negri che nel 1922 compose qui alcune sue poesie,  e per Il Buco dell’Orso.

A circa 648 m. sul versante del monte Colmegnone, Giuseppe Casellamedico condotto di Laglio e di Carate nell’estate del 1841 esploro’ per primo la grotta del Buco dell’Orso, e nel settembre dello stesso anno vi ritorno’ di nuovo col parroco Vincenzo Barelli. Da li’ iniziarono i ritrovamenti di resti fossilizzati dell’Ursus Spelaeus, e nel 1849 si relaizzo’ la presenza di un deposito fossifero, il primo nell’Italia Settentruonale.

Il mondo incantato del dott. Casella non esiste piu’, non esistono piu nemmeno i medici condotti nei piccoli borghi, assistiamo ai funerali collettivi a Gaza, mancano i colti oratori come Cavagna Sangiuliani, non ci rimane che conservare questi preziosi cimeli a stampa.

Allegate seguenti immagini fotografiche:

Frontespizio e copertina posteriore dell’elogio funebre al.dott. Giuseppe Casella.

Carate Urio: “a Boat makers Cottage n.r. Carratta on the Lake of Como. September, 11. 1820.

Litografia, 25,2 x 34,8

Giancarlo Valera

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