Il viaggio dei Re Magi da Carpesino a Esino Lario sulla via del Barbarossa, tra storia e leggenda
Si racconta che tra il 1162 e il 1164 Federico Barbarossa, dopo aver saccheggiato Milano, rubò le reliquie dei Re Magi che erano custodite nella chiesa di Sant’Eustorgio e le portò a Colonia.
In molti scrissero del lungo percorso che fecero le reliquie dall’Italia alla Germania, tra i tanti: la cronaca del viaggio di Giovanni di Hildesheim…ma…c’è una chiesetta in un piccolo borgo a ridosso delle montagne della Valassina che dividono la provincia di Como dalla provincia di Lecco, sul confine del Comune di Erba, dedicata esclusivamente ai Re Magi per volontà popolare, forse l’unica in Lombardia.
Si presume che il Barbarossa sia passato da Carpesino, abbia scollinato giungendo a Bellagio e si sia imbarcato verso Bellano e Varenna, da lì abbia poi raggiunto la Valsassina e la Val d’Esino, infine la Valtellina. Nonostante le numerose ricerche, nessuno sa con certezza quale tragitto dovettero sopportare le reliquie dei Magi dalla Lombardia al Nord d’Europa.
Comunque sia, oggi, sulla strada Varenna-Esino c’e’ un cartello, collocato a cura dei Diari Storici di Esino, che documenta l’antica via acciottolata, vecchia come il tempo immemore, tracciata nel bosco su un filo di roccia dai popoli migranti che andavano e venivano dal Sud al Nord e viceversa, dismessa nella prima metà dell’800 quando si tracciò una mulattiera più in basso ad un’unica pendenza comoda per i traini tirati dai muli. Anche questa seconda strada è portatrice di un grande evento: la realizzazione dell’ultimo tratto nel 1839 “in onore dell’augusto sovrano austriaco Ferdinando primo, in visita alle province lombarde del regno, e che in quella occasione venne incoronato imperatore nel duomo di Milano nel 1838”.
Si vocifera poi che in ogni luogo toccato dal Barbarossa sia stata eretta una chiesa. E la chiesetta dei Re Magi di Carpesino, per la gente del posto, testimonia il ricordo di quel passaggio.
L’architetto Angela Ciceri, membro del Rotary Erba Laghi fautore del restauro della chiesetta addobbata con delicati presepi di carta, con orgoglio illustra ai pellegrini la ricca storia della chiesetta dei Re Magi dove Alessandro Manzoni era solito andare a Messa con la sua seconda moglie originaria del posto, e Carlo Porta si è sposato.
Con dispiacere Angela Ciceri specifica che l’affresco dell’adorazione dei Magi è stato rubato negli anni ‘70, adesso c’è una sinopia e a fianco una riproduzione dell’originale.
…E dal tempietto cristiano cattolico dei Magi di Carpesino, il filo conduttore sale su su fino a Esino Lario.
Probabilmente da oltre un secolo, gli abitanti di Esino curano e allestiscono la teatralità dell’Epifania a Cres e a Psciac così come descritta da San Matteo: “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da Oriente a Gerusalemme e dicevano: dov’è colui che è nato, il re dei giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo…”, e tutti gli anni si ripete in versioni sempre differenti.
Quest’anno spicca la capanna della natività con la cometa in piazzetta Pio XI, il Papa con gli scarponi che amava Esino e la montagna venuta dal mare, la Grigna.
Il 4 gennaio 2025, grazie all’operosità collaborativa di tutti gli esinesi giovani e anziani, ogni persona che arriva a Esino assiste alla gioia della festa tra ‘l stree risciolaa e i tecc del cà coi cop de jasc che la luna, dallo sperone del monte Croce, lamina d’argento.
I re della terra, per tradizione Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, almeno questa notte, si inchinano davanti al Bambinello che nasce povero, figlio di erranti, eppure Re dei Re, eppure Figlio di Dio: Gesù, il bambino che ha cambiato la storia del mondo.
Storia, leggenda e fantasia si mischiano in un arcobaleno di colori negli occhi dei bambini ridenti con le guance tonde, mentre le note dei canti natalizi suonati dalla Banda San Vittore arrivano dritte al cuore.
…Forse quella notte di 2025 anni fa è andata così: era buio pesto. Il vento aveva sollevato tanta sabbia da coprire persino gli astri. Come ci orienteremo? Si domandavano i Magi. Erano sconsolati. Disorientati. Gaspare consultò un grosso libro con la copertina d’avorio, Melchiorre intrecciò una foglia di palma per potersi riparare dal sole l’indomani, Baldassarre disegnò cerchi e numeri sulle dune…Il tempo passava.
Non sapevano cosa fare. I Re Magi cominciarono a tremare di paura: erano soli, senza armi, attorniati dalle grida dei cani del deserto. All’improvviso videro la pozza dell’oasi diventare un disco d’oro e sopra di essa una cometa gigantesca che camminava nel cielo si fermò su di loro. Era il segno che aspettavano?
Senza rispondersi i Magi ripresero il viaggio senza indugiare, fiduciosi. Guidati dalla cometa giunsero a Betlemme davanti a un bimbo adagiato sulla paglia che piangeva perché aveva fame…si prostrarono ai suoi piedi con doni regali: oro, incenso e mirra tra il raglio di un asino e il muggito di un bue…attorno pecore e pastori.
MARIA FRANCESCA MAGNI
Angela Ciceri descrive la Chiesa dei Re Magi




