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Negli ultimi giorni a Lecco sta tenendo banco la questione della previsione di edificazione delle
aree agricole in località Cavagna, inserita nella Variante al piano urbanistico (PGT) discussa
recentemente dagli organi amministrativi comunali. Sulla questione si è sviluppato un articolato
dibattito, peraltro ancora in corso, nonché la raccolta firme proposta dall’Associazione Giuseppe
Bovara, con la quale viene richiesto lo stralcio delle possibilità edificatorie previste.

A tale riguardo il Coordinamento “DIFENDIAMO LA MONTAGNA”, senza entrare
nell’interlocuzione meramente politica che sta al centro del suddetto dibattito civico, intende
esprimere la propria forte preoccupazione per le edificazioni previste nella Variante al PGT in
discussione. Sostiene inoltre l’azione dei soggetti della società civile che chiedono lo
stralcio delle edificazioni previste, la cui maturazione di diritto, proprio perché acquisita nel
tempo, non può non essere ricontestualizzata alla realtà urbanistica attuale della città. Lecco
presenta un indice di edificazione già fin troppo elevato anche in considerazione del contesto
paesaggistico di grandissimo pregio nel quale si trova.

E’ necessaria un’attenzione ancora più marcata che altrove alla tutela del territorio e una correlata grande sensibilità verso le sue peculiarità ambientali, che sono parti integranti e ineludibili dell’anima e dell’identità cittadina.
In tal senso, aree peri-urbane come quella di Cavagna, geomorfologicamente indispensabili alla
percezione non solo estetica del paesaggio montano di Lecco, rappresentano tanto territori rurali
storicamente identitari, quanto una cerniera ambientale di valore profondamente culturale, che
congiunge la parte urbanizzata cittadina al suo contesto geografico e dà valore alla relazione che li
rende un unicum paesaggistico di grande pregio. Da millenni questa fascia pedemontana, di cui
Cavagna fa parte, è zona agricola ed è stata fondamentale per l’economia rurale di Lecco: vi erano
insediamenti umani fin dall’età del Bronzo e presenta numerosi siti dal grande potenziale
archeologico, in fase di studio, che un intervento edificatorio potrebbe compromettere e
distruggere.

Anche per questo Cavagna era da tempo destinata a zona di verde pubblico non edificabile,
come da precedente PGT, il che rende la Variante in discussione ancora più opinabile. Intervenire
in ambiti del genere, anche se venisse fatto con tutte le cautele del caso, significa mettere in
pericolo l’integrità ambientale e culturale del paesaggio cittadino, generando di conseguenza un
rischio, se non già un vero e proprio danno concreto, tanto al territorio quanto alla comunità che lo
vive e vi si relaziona. Inoltre, un intervento come quello previsto, rappresenterebbe un precedente
– ennesimo, visti i numerosi casi al riguardo che la cronaca cittadina ha registrato – che porrebbe
potenzialmente a rischio le altre aree similari del territorio comunale peri-urbano.

Tali aree rappresentano un patrimonio collettivo di valore inestimabile, che impone per dovere e diritto collettivi, politici e civici, la massima tutela possibile, per il bene della città e di tutta la sua comunità
urbana.

COMITATO DIFENDIAMO L AMONTAGNA

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