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…da qualche giorno Hitler aveva ricevuto da Roma degli avvertimenti; gli era stato detto che il suo alleato dell’Asse si sarebbe tirato indietro al momento cruciale dell’attacco contro la Polonia…

Storia del Terzo Reich, William Shirer, volume primo.

…la lettera di Mussolini colpì il Fuhrer come un fulmine a ciel sereno.

“…se la Germania attaccherà la Polonia e il conflitto rimarrà localizzato, l’Italia porgerà alla Germania qualsiasi assistenza politica ed economica che le verrà richiesta. Se la Germania attaccherà la Polonia e gli alleati di questa nazione inizieranno un contrattacco verso la Germania, Vi informo d’anticipo che sarà opportuno per me non prendere l’iniziativa in operazioni militari, dato l’attuale stato della preparazione bellica italiana…nondimeno il nostro intervento può avere luogo senza indugio se la Germania ci invierà immediatamente le forniture militari e le materie prime necessarie per resistere all’attacco che la Francia e la Gran Bretagna dirigerebbero principalmente contro di noi…”

Così, se da un lato Hitler poteva contare sulla neutralità benevola dell’URSS, dall’altro lato l’Italia, legata alla Germania dal Patto d’Acciaio, si ritirava.

Hitler commentò: “gli italiani si stanno comportando proprio come nel 1914”, figura nelle testimonianze dei suoi gerarchi.

Belgio, Olanda, Lussemburgo, Finlandia, Norvegia, Danimarca, gli Stati Uniti e tutte le democrazie settentrionali d’Europa, compreso il Papa, lanciarono un commovente appello per la pace…per quanto questi appelli fossero nobili nella forma e negli intenti davano, secondo Shirer presente a Berlino in quei giorni carichi di tensione prima dello scoppio della guerra, un senso di patetica irrealtà, come se tutti vivessero su Marte o comunque su un pianeta diverso da quello del Terzo Reich e non si rendessero conto di cosa veramente stesse avvenendo a Berlino: i tedeschi, salvo poche eccezioni, erano pronti a seguire Hitler ciecamente, dovunque e comunque, senza curarsi della morale, dell’etica, dell’onore e tanto meno della concezione cristiana dell’uomo.

Fu disdetto il grande raduno nazista a Tannenberg e annullato il Congresso annuale del partito nazista a Norimberga, chiamato da Hitler ‘il Congresso della pace’. Il governo nazista annunciò che avrebbe avuto inizio il razionamento dei generi alimentari, del sapone, delle scarpe, dei tessili e del carbone. Fu allora che il popolo tedesco comprese che la guerra era vicina.

…i berlinesi assistettero all’ininterrotto passaggio attraverso la città delle truppe dirette a est, trasportate da camion, furgoni e ogni altro tipo di veicolo che si era potuto racimolare…

A Berlino, gli intellettuali potevano eccome rendersi conto come la stampa, sotto la guida esperta di Goebbels, ingannasse l’ingenuo popolo tedesco completamente isolato.

Annotava nel suo diario Shirer: “ero rientrato in Germania dopo una breve licenza trascorsa a Washington, New York, Parigi, e dopo aver comperato in Svizzera un fascio di giornali…mentre tutto il resto del mondo è convinto che la pace sta per finire per colpa della Germania, che è la Germania a minacciare la Polonia, qui in Germania, nel mondo creato dai giornali locali, si sostiene esattamente il contrario. I giornali nazisti affermano che la Polonia disturba la pace europea, la Polonia minaccia di invadere la Germania.

-Polonia attenzione! Ammonisce nel titolo la ‘Berliner Borsen Zeitung’, e aggiunge: risposta alla Polonia, pazzi sanguinari contro la pace e la giustizia in Europa!

-e il titolo di ‘Der Fuhrer’ il quotidiano di Karlsrhue è: Varsavia minaccia di bombardare Danzica – agitazione incredibile della megalomania polacca”.

Nel frattempo Mussolini compilava, con le Forze Armate, una lista da inviare a Hitler di quanto era necessario all’esercito italiano per una guerra di 12 mesi:

7 milioni di tonnellate di petrolio

6 milioni di tonnellate di carbone

2 milioni di tonnellate di acciaio

1 milione di tonnelate di legname

600 tonnellate di molibdeno

400 tonnellate di titanio

200 tonnellate di zirconio

150 batterie antiaeree

e tanto altro…

praticamente il Duce chiedeva l’impossibile al Fuhrer per svignarsela dai suoi impegni verso il Terzo Reich.

Mussolini il fascista scriveva a Hitler il nazista, e viceversa (pag. 867-868-869-870 del libro storico di Shirer):

“Fuhrer! non vi avrei inviato questo elenco o, almeno, esso avrebbe contenuto un numero minore di voci se avessi avuto il tempo per accumulare riserve e accelerare i tempi dell’autarchia…”

“Duce!, io comprendo la vostra situazione e vi chiedo soltanto di tenere impegnate le forze anglo-francesi mediante efficace propaganda e opportune azioni militari dimostrative…”

“Fuhrer! …assumerò l’atteggiamento da voi suggerito. Oso insistere, non certo per considerazioni di carattere pacifista, estranee alla mia natura, ma nell’interesse dei nostri 2 popoli e dei nostri regimi, sull’opportunità di venire a una soluzione di carattere politico…”

“Duce!ho ricevuto la vostra comunicazione circa il vostro atteggiamento definitivo. Rispetto le ragioni e i motivi che vi hanno indotto a prendere questa decisione. L’essenziale è però che almeno fino all’inizio della lotta il mondo non sappia dell’atteggiamento che l’Italia intende adottare. Così vi chiedo vivamente di sostenere la mia lotta psicologicamente, con la stampa o altri mezzi. Vorrei anche pregarvi Duce, di costringere, se possibile, la Gran Bretagna e la Francia, a tenere impegnate una parte delle loro forze armate…Devo chiedervi un grande favore Duce, potete aiutarmi mandandomi dei lavoratori italiani, sia per l’industria che per l’agricoltura…”.

Il Duce, fino alla fine della sua dittatura proclamata il 25 aprile del 1945, seguitò ad essere assillato dalla meschina parte da lui svolta in quel momento drammatico e in quelli venuti dopo. Certo, batteva ancora i tacchi degli stivaloni coi piedi sudati e maleodoranti, allungava il braccio nonostante le iniezioni di parecchie sostanze…tra le quali oppio o fentanyl, ogni 6 ore nel collo, digrignava la mascella…e quando era solo, davanti allo specchio, faceva le prove del ghigno più duro per presentarsi alle folle, si gloriava dei suoi motti pitturati sui muri con la molta…Inneggiava la belligeranza per sentirsi forte, e deciso, e autoritario, e grande, ma era solo un nanetto cattivo che pensava di essere furbo usando il bastone blandito da uomini in cerca di quadra e che vedevano la soluzione dei loro problemi nell’ordine del pugno duro minuziosamente organizzato nelle campagne e nelle città… In realtà, il Duce con il suo ‘menefrego’ e i suoi ‘presente’, affascinava i derelitti per metterli a servizio del suo potere e in quello dei suoi altrettanto furbi altolocati.

Il vento fascista italiano sposò l’aria nazista tedesca guidata da un saltimbanco disperato e malvagio per rafforzare la propria dottrina, con l’intento di raggiungere gloria e onnipotenza nei secoli dei secoli…

Mussolini odiava i deboli, cioè coloro che non usavano la forza bruta per parlare e agire, e…da non credere, la pastasciutta che rendeva deboli…

Ma è assai probabile, come il Fuhrer, che odiasse l’anima di se stesso, quella dell’uomo comune.

MARIA FRANCESCA MAGNI

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