Festa della Repubblica Italiana 2026, inchiesta sul lavoro casalingo 80 prima
Il 2 giugno del 1946, 25 milioni di cittadini italiani furono chiamati a scegliere a suffragio universale, con le donne per la prima volta al voto dall’unità d’Italia del 1861, tra Monarchia e Repubblica.
Il ‘Re di Maggio’ Umberto II, che regnò per 34 giorni in Italia dopo l’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III avvenuta il 9 maggio 1946 a seguito dell’esito del plebiscito referendario del popolo italiano che segnò la vittoria della Repubblica con il 54,3% dei consensi, partì per il Portogallo e non fece più ritorno.
E’ curioso che le celebrazioni del 2 giugno della festa della Repubblica iniziarono solo nel 1948 e che la parata militare risalga al 1953. E sarà una casualità, o l’auspicio di una buona stella, ma la bandiera italiana è nata proprio il 2 giugno…del 1797 nella Repubblica Cispadana.
Nel 1977 la Festa venne soppressa e spostata alla prima domenica di giugno per non perdere una giornata di lavoro…Fu il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che con la legge n. 336 del 20 novembre 2000 reintrodusse la festività del 2 giugno come momento di identità, coesione nazionale e orgoglio collettivo, per celebrare “i valori della democrazia, della Costituzione e la nascita dello Stato repubblicano avvenuta nel 1946”.
Per festeggiare la Repubblica Italiana oggi non sfilano più i carri armati in via dei Fori Imperiali a Roma, forse gli antichi monumenti si sono imposti con tutta la loro bellezza imponente contro i pesanti mezzi da guerra, brutti e cigolanti che ne minano le fondamenta. Il Presidente della Repubblica ogni anno da allora, alla presenza delle più Alte cariche istituzionali, depone all’Altare della Patria una corona d’alloro al Milite Ignoto in memoria di tutti i caduti senza nome, senza casa, senza storia, una carezza di memoria ai tanti morti non identificati a cui nessuno ha mai posto un fiore.
L’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per onorare gli 80 anni della Repubblica Italiana ha voluto allestire fuori dal Quirinale, e non dentro il palazzo, un grande palco con artisti e sportivi affinché il popolo italiano faccia festa fianco a fianco coi linguaggi più nobili dell’unità nazionale. Oltre alle migliaia di concerti, cori, fanfare, mostre, rimembranze…in tutta Italia, il 2 giugno sarà la piazza la vera protagonista della festa degli italiani col tricolore negli occhi, perché è la Festa della Repubblica Italiana.
…nel 1949 per festeggiare la Repubblica ecco che…(forse la donna contava ancora qualcosa)
il CIF Centro Italiano Femminile lanciò una grande inchiesta nazionale allo scopo di conoscere l’opinione della donna italiana sul lavoro casalingo, anche in ‘difesa del nucleo familiare affidato preminentemente alla donna’: chiunque intenda partecipare all’inchiesta deve far pervenire ai Consigli Provinciali CIF entro il 15 maggio 1949 la parte II del presente modulo debitamente compilata…tutte le partecipanti potranno intervenire a riunioni e dibattiti illustrativi che il CIF promuoverà in ogni sede…all’inchiesta è collegato un concorso per la premiazione delle risposte migliori. Per avere diritto a partecipare al concorso occorre versare lire 15, oppure unire un francobollo di eguale valore…
I premi per le vincitrici appartenenti al CIF sono i seguenti:
1° premio una macchina per cucire
2° premio un taglio di lana per cappotto, un taglio di seta per vestito, sei paia di calze naylon
I premi per le vincitrici non appartenenti al CIF sono i seguenti:
1° premio un servizio di piatti
2° premio un servizio completo di alluminio per cucina
Ai Consigli provinciali CIF saranno attribuiti dei premi con il seguente criterio:
a) una macchina per maglieria al Consiglio provinciale che, in rapporto alla popolazione, avrà raccolto il maggior numero di risposte;
b) materiale per l’attrezzatura di una sala di taglio al Consiglio provinciale che, in rapporto al numero dei Comuni, avrà raccolto il maggior numero di risposte nel maggior numero di Comuni.
Questionario stampato in 2.500.000 copie nel 1949 dalla ditta Fratelli Pozzo di Torino in attività dal 1816:
1) alla donna è più accetto il lavoro domestico o il lavoro fuori di casa (fabbrica, impiego, libera professione ecc,)?…………….per quali ragioni?…………..
2) quali svantaggi morali e sociali, a tuo giudizio, pesano sulle famiglie nelle quali la madre resta occupata per molto tempo fuori di casa?……………..
3) quali tra le faccende domestiche ti costa più fatica e perché?…………….
4) quali disturbi ti provoca il lavoro casalingo (edema agli arti, varici, reumatismi, disturbi della vista, stanchezza, anemie, senso di angoscia, neuropatie, ecc.)?……………….
5) per rendere meno gravoso il tuo lavoro e più comoda la vita dei membri della tua famiglia come vorresti che fossero costruiti e disposti gli ambienti della tua casa?……………
6) hai tu ricevuto nozioni di economia domestica e di puericoltura?……….In caso negativo quali difficoltà hai incontrato nel governo della casa e nell’allevare i figli?………….Credi che sia utile includere l’insegnamento di queste nozioni nel programma scolastico o avresti altra forma da suggerire?………………..
7) hai calcolato il valore economico della tua attività casalinga?………….vuoi provare a fare un calcolo mensile del tuo contributo al bilancio domestico, tenendo presente il lavoro strettamente casalingo (bucato, stiro, rammendo, ecc.), e le attività affini (lavoro di maglieria, ripetizione ai figli, ecc.)?………………..
Dopo 80 anni, per le donne di 60 anni con le anche rotte, con alle spalle una vita di lavoro domestico e con non meno di 35 anni di lavoro fuori casa, è stata confezionata la ‘bella’ legge dalle Signore e dai Signori dalle tasche piene e dalle parole vuote, con la quale le donne si ritrovano a subire l’umiliazione della condizione di mendicanti ante guerra…proprio in casa…
MARIA FRANCESCA MAGNI


