Forse volevano salvare solo se stessi, forse volevano salvare il Fascismo(senza più Mussolini) forse invece l’Italia.
Non sono mai state ben chiare le motivazioni per cui i “congiurati” del Gran Consiglio del Fascismo , tra cui il genero di MussoliniGaleazzo Ciano, marito di Edda, che pagò con la vita la sua decisione, votarono l’ordine del giorno Grandi, con cui sostanzialmente si prefigurava la caduta del Governo Mussolini e il ritorno dei pieni poteri al Re d’ItaliaVittorio Emanuele III.

Era il 25 luglio del 1943, una data storica, di quelle che segnano la fine di un’era (ilVentennio fascista) e l’inizio di un’altra : una delle date più importanti della recente storia italiana.

L’aria di “tradimento” però c’era ormai da mesi, dall’inizio di quell'”annus horribilis” per l’ormai declinante “Duce”, nel ventunesimo anno dalla “Rivoluzione Fascista”, la Marcia su Roma del 28 Ottobre 1922.

Troppi i disastri intercorsi in quell’anno: dallatragica ritirata degli Alpini in Russia,tornati indietro miracolosamente nel febbraio del 1943 ma decimati e in condizioni tragiche e disperate, dopo che nel giugno dell’anno precedente erano partiti dalle stazioni ferroviarie italiane con fanfare e bandiere.

La definitiva perdita dell’Impero, sempre nel Febbraio del 1943, quando il Feldmaresciallo Erwin Rommelsi arrese in Tunisia, scappandosene in Germania con un aereo, ma lasciando tutte le sue truppe, l’Africa Korps e le divisioni italiane sopravvissute alla battaglia di El Alamein,a farsi catturare dagli Inglesi (“Dio stramaledica gli Inglesi“, inveiva invano Mussolini).

Mentre voci e sospetti si infilavano sempre più fortemente nel Palazzo, il Duce era tornato in preda alla sua ulceragastrica (probabilmente di origine psicofisica). Sapeva dei complottie delle trame oscure che si svolgevano alle sue spalle, a cui non erano estranei neanche i Tedeschi, che però preferivano pur sempre il Duce in sella, ma faceva finta di niente, evitando comunque ogni discorso dal balcone di Palazzo Venezia e limitando il più possibile le apparizioni pubbliche.

La situazione però divenne insostenibile quando gli Americani, agli inizi di luglio 1943,sbarcarono a Gela, e in poche settimane occuparono l’intera Sicilia(“li ricacceremo sul bagnasciuga”, fu la celebre frase del Duce, confondendosi però con la linea di galleggiamento di una nave). E in ultimo il bombardamento alleato su Roma,la capitale dell’Impero, il centro della Cristianità. che distrusse un intero quartiere, provocando grandi malumori.

Il prestigio del Duce e del Fascismo era ormai crollato: persino il Re, dopo mesi di sollecitazioni, capì che era il momento di fare qualcosa.

L’arresto di Mussolini,proprio all’uscita della casa reale, con il senno di poi forse si poteva evitare: fece di Mussolini un “martire” “tradito”. Forse per paura che il Duce tentasse un altro colpo di Stato, come appunto nel 1922, il Re decise di farlo portare via da un’ambulanza e darlo in custodia ai Carabinieri, portato prima a Ponza, poi all’isola della Maddalena, sopra la Sardegna, e infine sul Gran Sasso.

Ma il Duce, come sappiamo anche dalle sue lettere alla sua amante Claretta Petacci,era ormai completamente annichilito: non aveva più forze nè energie per fare qualsiasi cosa, si sentiva “politicamente morto” (e in effetti lo era, si rendeva conto che la sua parabola era ormai finita) era rimasto passivo nel corso del Gran Consiglio e lo sarebbe stato anche successivamente, prima di essere assoldato, con sua ulteriore umiliazione, dal dittatore nazista Hitler per creare uno “stato fantoccio” come la RSI al servizio dei Tedeschi.

La reazione degli Italiani invece fu estremamente positiva: all’annuncio del nuovo Governo Badoglioci furono feste e spontanee manifestazioni di strada: i busti del Duce vennero abbattuti, le sezioni del PNF improvvisamente abbandonate, molti speravano che fosse finita la guerra, mentre purtroppo invece cominciava la sua fase più oscura e buia, in particolare dopo l’8 settembre.

Fu una festa popolare, l’improvviso ritrovare la libertà perduta.

L’illusione però non durò molto : “la guerra continua” disse Badoglio, per paura delle reazioni dei Tedeschi, che controllavano strettmente le comunicazioni e le azioni dei generali italiani.
Ma era una illusione comunque positiva:il Regime fascista era finito, e non sarebbe mai più tornato come prima.

ENRICO BARONCELLI

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