Pubblico delle grandi occasioni, come al solito quando lo scrittore bellanese arriva a Introbio a presentare i suoi libri, per ascoltare Andrea Vitali,che in un dialogo con Marco Sampietroha presentato le sempre divertenti trame dei suoi racconti.
Nonostante la mezz’ora di ritardo dovuta alla mancanza di un microfono, dopo il saluto della Sindaca, la serata è proseguita piacevolmente, dando la possibilità ai lettori di avere copie firmate dei nuovi libri.
Il primo,I rimedi del dottor Aiace Debouché(pubblicato nel Novembre 2025): il romanzo è ambientato nel febbraio del 1920.
Il protagonista é il trentenne, solitario e ambizioso farmacista Aiace Debouché.
Il problema: analizzando i registri della farmacia appena acquistata, Aiace nota un’altissima e anomala richiesta di lassativida parte dei paesani. Parte quindi una sua indagine: si mette in testa di trovare un rimedio scientifico definitivo per curare la stitichezza di Bellano.
Finisce così per scontrarsi con le abitudini alimentari e i segreti genetici del paese.
L’intreccio:La sua ricerca si complica quando si innamora a prima vista della diciannovenne Virginia ,figlia del droghiere. Il matrimonio, tuttavia, prenderà una piega inaspettata a causa di scheletri nell’armadio dello stesso farmacista.
Il colpo di fulmine
Arrivato a Bellano nel febbraio del 1920 per gestire la sua nuova farmacia, il trentenne Aiace è inizialmente concentrato solo sulla sua carriera e sulla bizzarra missione medica di sconfiggere la stitichezza del paese. Tutto cambia radicalmente quando incontra Virginia, la diciannovenne figlia del droghiere locale. Per lo scienziato scapolo e solitario si tratta di un immediato colpo di fulmine che ne scardina la routine.
La descrizione del dottore ci viene fatta nelle primissime pagine del romanzo, lette da Marco Sampietro, attraverso gli occhi, annebbiati dal sonno del primo pomeriggio, del manovale Serramenti, che alla stazione di Bellano svolge la mansione di porta bagagli: «La frenata del treno lo sottrasse ad un sogno… Fu allora che lo vide. Indistinto, dapprima, vuoi per il fumo, vuoi per la cataratta del sonnellino interrotto dal treno. Stava sul predellino, le braccia lunghe, impettito, pareva alto due metri. Evidente che avesse bisogno di un facchino. Il Serramenti lo fissò come se fosse un’apparizione, un Cristo in croce, pensò».
Aiace Debouché ,varesino di Castellanza, «trentenne, alto, barbuto e fino ad allora insegnante di chimica e fisica», diede una svolta alla sua vita dopo aver letto un annuncio sul quotidiano «La Prealpina» del 20 maggio 1919: era in vendita una farmacia. Lui aveva sempre voluto fare il farmacista e così eccolo contattare l’unico riferimento indicato sull’annuncio, ovvero il notaio Geminetto Carcano con studio in via Bovara 25 a Lecco.
Le trattative furono brevi e già il 19 ottobre il dottor Debouché faceva il suo ingresso nella sua farmacia e soprattutto entrava a far parte della comunità bellanese. Sul lago era arrivato un farmacista coi fiocchi, ma molto discreto, forse troppo per il segretario comunale Verbanio Defabris ,che non riusciva, nonostante il marcamento a uomo, a convincere il nuovo arrivato a far parte del suo circolo culturale e nemmeno a partecipare alla prima di una commedia di cui lui era l’autore.
Un incastro apparentemente perfetto
La frequentazione e il corteggiamento sembrano viaggiare sui binari del successo e del destino per diversi motivi: Virginia è una bellissima ragazza, colta, educata in Svizzera e con forti ambizioni di fare un matrimonio d’alto livello sociale.Il dottor Debouché viene subito visto dall’intera comunità e dal padre della ragazza come un ottimo partito, il migliore sulla piazza bellanese.
L’imprevisto e i conti sbagliati
L’amore e la prospettiva del matrimonio allontanano temporaneamente il farmacista dalle sue indagini e dalle sue aspirazioni di ricercatore. Tuttavia, in perfetto stile Vitali, la commedia nasce dall’imprevedibilità: nel pianificare il proprio futuro sentimentale e istituzionale, l’ambizioso scienziato non ha fatto accuratamente i conti con se stesso.Il legame con la ragazza e il cammino verso le nozze fanno riemergere “scheletri nell’armadio” e problemi personali che l’uomo si trascina dietro fin dalla giovinezza. Saranno proprio queste inaspettate coincidenze a complicare la love story, trasformandola in una vicenda ironica e piena di nodi da sciogliere.
Personaggi secondari:
Virginia :Diciannovenne, figlia del droghiere del paese. Rappresenta l’ideale romantico e il colpo di fulmine per Aiace. Sarà l’elemento scatenante che legherà il destino del farmacista ai segreti di Bellano.Il Droghiere (Padre di Virginia): Commerciante locale che vede di buon occhio l’interesse del nuovo farmacista per la figlia. Il suo personaggio fa da ponte tra la vita privata di Aiace e la comunità bellanese.I Clienti della Farmacia: Un coro di residenti ossessionati dai problemi intestinali. Attraverso i loro bizzarri acquisti e le loro lamentele, Vitali tratteggia la routine e le fisse della Bellano del 1920.
La scoperta iniziale
Tutto comincia in una fredda sera nevosa del febbraio 1920 .Chiuso nel retrobottega della farmacia appena rilevata, il metodico dottor Aiace analizza i registri contabili ereditati dalla precedente gestione. I dati rivelano un’anomalia statistica impossibile da ignorare: la vendita di lassativi in paese è sproporzionatamente alta rispetto a qualsiasi media normale.L’approccio scientifico (e le sue teorie)Da uomo di scienza rigoroso e ambizioso, Aiace non la vede come una semplice coincidenza, ma come una vera e propria emergenza sanitaria e una sfida professionale.
Si mette in testa di formulare il “rimedio perfetto” e definitivo. Per farlo, inizia a indagare privatamente sulle possibili cause, oscillando tra due teorie principali:La tara genetica: Un difetto intestinale ereditario che si tramanda di generazione in generazione tra le famiglie storiche del lago.Il fattore alimentare: Una dieta di paese troppo monotona o legata a specifici prodotti locali.Il legame con la drogheria e la mostardaL’indagine alimentare lo porta dritto alla drogheria di Vespro Bordonera. Qui Aiace scopre due cose che stravolgeranno i suoi piani: la prima è la squisita mostarda locale prodotta dal droghiere (uno dei prodotti più consumati e indiziati per la dieta dei paesani). La seconda è Virginia, la splendida figlia di Vespro.
Il secondo romanzo presentato invece s intitolaIl piede nella fossa,uscito nel Giugno 2026.
Questo libro segna il ritorno della celebre serie dedicata ai casi del marescialloErnesto Maccadò, ambientato nell’autunno del 1931.
Il problema: presso l’Ospedale Umberto I di Bellano,un degente di nome Mentore Carcolati si rifiuta di sottoporsi a un urgente intervento chirurgico. Il ricatto: Il paziente pone una bizzarra e tassativa condizione: si farà amputare il piede, andato in cancrena, solo se questo avrà una degna sepoltura. Se non verrà soddisfatta, se ne andrà a costo di morire e rovinare la reputazione della clinica. Succede quindi il caos: la richiesta manda nel panico il primario (il dottorBombazza) e la caposala (suor Anastasia). Viene persino coinvolto il becchino del paese, Adelio Dilena, che cerca di trarre profitto dalla situazione.
Il maresciallo Ernesto Maccadò si trova inizialmente riluttante a farsi trascinare in questa assurda pretesa ospedaliera, ma la vicenda scatenerà la solita commedia di paese ricca di pettegolezzi e colpi di scena.
La singolare richiesta viene soddisfatta quando si scopre che a Bellano la moglie di Bombazza aveva comprato quella che allora era una novità poco diffusa in Italia, e cioè un “frigidaire”.
Il Dottor Bombazzaé il Primario dell’ospedale Umberto I. È un uomo visibilmente stressato dalla gestione della clinica e va letteralmente nel panico di fronte al rifiuto e al ricatto del paziente Mentore Carcolati.Suor Anastasia: La caposala dell’ospedale. È una figura autoritaria ma preoccupatissima per lo scandalo che la morte del paziente potrebbe gettare sulla reputazione e sulla moralità della struttura sanitaria.
Adelio Dilena :il becchino di Bellano. È un personaggio cinico e opportunista che, fiutando l’odore del potenziale “affare” (la morte imminente di Carcolati), cerca di muoversi dietro le quinte per trarre il massimo profitto economico dalla situazione.
La Clinica e i Paesani: Come in ogni giallo di Vitali, il vero personaggio secondario collettivo è il pettegolezzo del paese, che amplifica ogni mossa del maresciallo Maccadò e trasforma un problema medico in un caso pubblico.
Insomma,come sempre una ricca serie di personaggi divertenti, che con la solita ironia Vitali propone al suo pubblico, numerosissimo anche in Valsassina.
Enrico Baroncelli






