Prima analisi delle Comunità Montane (UNCEM) sull’utilizzo del PNRR soprattutto in Montagna.

Uncem ragiona da tempo sull’efficacia dello strumento. Nel marzo scorso, i dati raccolti dall’Unce attra-
verso un sondaggio avevano evidenziato una situazione di diffuso affanno amministrativo: solo il 28%
dei Sindaci si dichiarava certo di concludere i progetti nei tempi previsti, a fronte di un altro 28% che se-
gnalava l’impossibilità di rispettare la scadenza e di un 14% ancora fermo alla fase delle gare d’appalto..

Le criticità strutturali emerse nel corso dell’ultimo quadriennio, come evidenziava in tale occasione il
Presidente Nazionale Marco Bussone, risiedono principalmente nella mancanza di strumenti aggrega-
tivi istituzionali — venuti meno dopo il depotenziamento di Province e Comunità Montane — che ha
costretto gli 8.000 comuni italiani a muoversi da soli. Questa frammentazione dei finanziamenti, spesso
allocati a livello di singolo campanile anziché inseriti in una programmazione di rete intercomunale,
ha spinto i piccoli enti a dipendere totalmente da consulenze esterne. A ciò si aggiunge la complessa
sostenibilità futura delle opere realizzate: l’assenza di adeguate risorse nei bilanci correnti per il recluta-
mento del personale rischia infatti di compromettere l’effettiva operatività e gestione — anche fiscale e
finanziaria — di strutture come asili nido, scuole e case di comunità di nuova costruzione

l giudizio “bene ma non benissimo” fa riferimento a questa vostra percezione?
Attraverso il PNRR sono stati fatti interventi anche molto intelligenti, penso alle case di comunità o agli
asili nido. Ci sono altri elementi che lo sono stati molto meno, come il Piano dei Borghi, di cui avevamo
evidenziato fin da subito l’inefficacia. Ormai, però, siamo arrivati a una fase in cui serve a poco o nulla fare critiche. Ricordo che nel lontano 2020 ho passato l’estate a fare conferenze interministeriali per gli affari europei analizzando quello che allora era lo “svuotacassetti” dei Ministeri. In estrema sintesi, quando a giugno 2020 arrivò la notizia della disponibilità di 190 miliardi per il PNRR, ogni Ministero iniziò a tirare fuori progetti rimasti nei cassetti.

L’analisi delle Comunità MOntane qui sotto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*