I primi sono sempre i primi. Le prime esperienze lasciano una impronta indelebile.
Le.prime ascensioni sulle vette si ricordano come pietre miliari, le prime corse velocipedisticbe si ricordano come le prime
sfide di resistenza e avventura su due ruote, e anche le prime corse podistiche si ricordano.
La marcia di resistenzache si tenne il 20 ottobre del 1895 e’ stata una storica competizione podistica di gran fondo organizzata a Milano.

La manifestazione nacque sull’onda dell’entusiasmo della Belle Epoque per le prove fisiche di durata (note all’epoca come prove “di resistenza”) ed e’ documentata dalle cronache e dalle illustrazioni delle riviste del tempo come L’illustrazione popolare dei Fratelli Treves.
L’evento fu bandito e promosso dal quotidiano Corriere della Sera e gestito dal punto di vista tecnico e direttivo dalle storiche societa’ ginnastiche milanesi “Forza e Coraggio” e “Pro Patria”.
La gara si sviluppava su una distanza complessiva di 55 chilometri,e vide una elevata partecipazione, con oltre millecinquecento iscritti.

La partenza ufficiale avveniva nel cuore della citta’ in piazza del Duomo transitando poi per Porta Venezia. Il tracciato si snodava poi fuori dalla citta’ toccando le seguenti localita’ : Ospiate, Caronno, Saronno, Cesate, Desio, Monza, Sesto Loreto (nel 1895 l’attuale zona di Piazzale Loreto non faceva ancora parte del comune di Milano), per poi fare ritorno a Milano con il traguardo stabilito al Rondo’ della Cagnola.
Per l’occasione venne stampato un apposito opuscolo/bifolio di iscrizione con la mappa e il regolamento ufficiale, e venne coniata una celebre medaglia commemorativa in bronzo realizzata dallo stabilimento Stefano Johnson per premiare i partecipanti che portavano a termine la massacrante prova.
Venne stampato anche un diploma di partecipazione in poche copie per i primi arrivati.

Anonimo. Marcia di resistenza. Milano 1895

Diploma illustrato con figure e indicazione di percorso.
Stampato presso lo stabilimento del Corriere della Sera. (Cm.35,6 x 56).

Una rappresenrazione pittorica con al centro Il Duomo di Milano e un gruppetto di podisti.
I primi podisti dell’era moderna, tra la fine dell’ottocento e inizio novcento, correvano indossando pesanti capi rigidi e totalmente privi di tessuti tecnici, dominavano le fibre naturali pesanti (lana o cotone), e spesso utilizzavano indumenti quotidiani o intimo dell’epoca.
La priorita’ non era l’aerodinamica o la traspirabilita’, bensi’ il decoro pubblico e la decenza.
Per le pochissime donne che osavano correre (spesso clandestinamente dato che le era vietato) la situazione era ancora piu’ estrema. Fino ai primi del novecento erano costrette ad indossare gonne lunghe, camicie accollate e perfino corsetti che limitavano drasticamente la respirazione e i movimenti.
La voglia di correre in bicicletta, a piedi, sugli sci non e’mai mancata in tutte le epoche, ma nell’era contemporanea e’ diventato un “business visivo” abbandonando l’evento testimoniato su carta che e’ quello che piu’ rimane nel tempo.

Allegare seguenti immagini fotografiche:

Diploma illustrato a testimonianza della marcia di resistenza. Milano 1895 – Stabil. Corriere della Sera.
(Disegno d’insieme e disegno di dettaglio)

Giancarlo Valera

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