Chiunque utilizzi i mezzi pubblici a Lecco oggi, nel 2026, si trova davanti a un paradosso grottesco:
• Da un lato: salendo sul bus, si può pagare la corsa singola accostando una carta di credito contactless ai nuovi validatori elettronici.
• Dall’altro: se un cittadino senior di 68 anni desidera sottoscrivere o rinnovare un abbonamento, è costretto a una trafila d’altri tempi: stampare moduli cartacei da internet e mettersi in coda fisicamente allo sportello di Piazza Bione.
Com’è possibile che la digitalizzazione si sia fermata a metà strada? Per capire dove nascano i ritardi di un sistema che penalizza gli utenti, bisogna fare un passo indietro e ascoltare chi quel cambiamento lo aveva intercettato e pianificato dieci anni fa.
Tra il 2015 e il 2018, la giunta guidata dal sindaco Virginio Brivio e supportata da figure tecniche di rilievo pose le basi per la rivoluzione della mobilità lecchese. Sotto l’impulso del mio assessorato, in sinergia con la visione strategica del dottor Cappello, venne avviato il progetto della bigliettazione elettronica.
La filosofia era chiara, moderna e meritocratica per le tasche dei cittadini: “più viaggi, meno spendi”, un sistema tariffario integrato capace di premiare la fedeltà all’uso del mezzo pubblico attraverso la tecnologia.
A distanza di quasi una decade, le infrastrutture tecnologiche acquistate con i soldi dei contribuenti sono a bordo dei mezzi, ma la macchina amministrativa e gestionale di Linee Lecco ha fallito nell’implementare l’ultimo miglio digitale: l’attivazione dei profili tariffari e la vendita degli abbonamenti online.
Il ritardo strutturale dell’azienda di trasporti lecchese solleva un interrogativo spontaneo: la governance ha davvero le competenze necessarie per guidare la transizione digitale?
A gettare un’ombra sulle modalità di gestione della partecipata emerge un retroscena emblematico avvenuto circa tre anni fa, durante una delle procedure di rinnovo dei vertici societari:
1. In qualità di ex assessore che aveva firmato i primi passi della bigliettazione elettronica, avanzai formalmente la mia candidatura alla presidenza di Linee Lecco tramite PEC, per mettere a disposizione della città un solido bagaglio di esperienza amministrativa, la conoscenza profonda della macchina comunale e la memoria storica dei progetti industriali dell’azienda.
2. La risposta della politica locale fu il silenzio, seguito dal sistematico scarto del mio profilo.
La selezione non premiò il merito, la competenza tecnica o la continuità di una visione strategica. Ancora una volta, nella spartizione delle partecipate, a prevalere fu la logica dell’appartenenza e dell’allineamento politico.
Il risultato di queste scelte politiche è sotto gli occhi di tutti:
• Confronto regionale: Mentre i treni regionali permettono di applicare lo sconto “Senior” del 20% direttamente dal display di uno smartphone, Linee Lecco costringe i suoi utenti storici alla burocrazia fisica.
• Tariffe bloccate: Le tariffe urbane per gli over 65 restano rigidamente ancorate ai prezzi pieni, privando la terza età di agevolazioni automatiche che in altre città d’Italia sono la normalità da anni.
La bigliettazione elettronica avviata nel 2015 avrebbe dovuto proiettare Lecco nel futuro. Nel 2026, invece, i cittadini pagano il prezzo di una gestione che ha preferito le bandiere dei partiti all’efficienza del servizio.
Ezio Venturini
Già Assessore all’Ambiente e ai Trasporti del Comune di Lecco
