A inizio Novecento le escursioni e la atttvita’del C.A.I. Milano segnarono il passaggio da un alpinismo pionieristico e d’élite a una pratica piu’ organizzata, culturale e di massa.
Iniziano le grandi escursioni alpine.
Sotto la guida di Mario Tedeschiil C.A.I. Milano organizza il primo esperimento di alpinismo di massa in Europa, l’escursione nazionale alla Cima di Castello e al ghiaccio dell’Albigna con ben 800 partecipanti, in collaborazione con il Corriere della Sera e gli Alpini.
Negli anni immediatamente successivi (tra il 1912 e il 1914) il modello fu replicato con escursioni collettive di grande risonanza alCervino e al Monte Rosa (mille partecipanti), al Cadore e al Cevedale.
Ma il salto di qualita’ lo vediamo con l’escursione alpina e patriottica all’Etna, documentata da un raro opuscolo.
Club Alpino Italiano – Sezione di Milano
Grande escursione Alpina Nazionale all’Etna m. 3274 sotto l’alto patrocinio diS.M. il Re e con il patrocinio dell’Ente Nazionale per le Industrie Turistiche e del “Corriere della Sera”.
Vacanze Pasquali 14-24 aprile 1922.
In 8° (24 x 17 cm), 16 p. n.n., ill.
Tip. L. Bonfiglio Milano – Via Antonio Scarpa, N.9.
Alla copertina posteriore lo stemma della Sicilia che raffigura al centro la trinacria (o triscele), un antico simbolo composto da una testa di donna con serpenti e spighe, circondato da tre gambe piegate.
Il presidente della.sezione del C.A.I. di Milano, On. Francesco Mauro, cosi’ introduce l’escursione: “per il vivo desiderio di cementare ognor piu’ i sentimenti unitari che legano in un fascio di energia e di aspirazioni le diverse regioni d’Italia, il nostro Sodalizio ha pronosso e organizzato la Grande Escursione Nazionale Alpina all’Etna, che si chiudera’, nel ritorno, all’ Altare della Parria, in Roma”.
La partenza da Milano a Napoli – imbarco sul piroscafo per Palermo.
La quota di iscrizione per i soc del i C.A.I. L. 750, per i non soci L.775.
Essendo l’escursione dedicata specialmente all’elemento studentesco, la quota per gli studenti ridotta a L.650
Veniva richiesto un equipaggiamento indispensabile per l’escursione sull’Etna.
Giovedì 20 aprile 1922. Alla mezzanotte partenza dall’accampamento – Marcia notturna per il piano del Lago e per la casa Etnea: arrivo alle 5.30 al Cratere dell’Etna – (m.3274) per assistere al grandioso spettacolo del levar del sole – Visita al Cratere. Discesa fino arrivo all’accampamemto del Vallone di Calanna (m.997).
Un numero preciso dei partecipanti non e’ disponibile, ma il gruppo era molto numeroso.
Ma che ci incanta oltre al monte Etna (anticamemte chiamato Mongibello, in dialetto siciliano Muncibbeddu), e’ la migrazione primaverile degli uccelli
La Siciliarappresenta uno dei punti naturali e un’area di sosta (stepping stone) piu’ importanti al mondo per milioni di uccelli migratori che ogni anno viaggiano tra l’Africa e l’Europa.
Roberto Sava nell libretto – Lucubrazioni della flora e fauna dell’Etna– stampato a Milano nel settembre 1844, descrive questo magico momento:
“Innumerevoli schiere di augelli, riuniti in falangi e componenti lunghi triangoli, per attraversare piu’ agevolmete i piani dell’aria, tutti lieti e festosi, dalle rovine di Tebe e di Mensi, da’ campi di Mitilene, muovono verso di noi. Le aride sabbie dell’Africa ci mandano le loro ricercate quaglie, mentre i picchi, le rondinelle, i cuccioli, lo strillozzo, i beccafichi, le tortore, la vaga allodoletta, il gentile ed esile capinero si alzano nell’atmosfera e dirigono a’ nostri paesi il volo al dolce accordo de’melodiosi loro gorgheggi: e l’usigniuolo, che segue onora la primavera intorno alla terra, dalle amene e ridenti pianure del Delta, da’ boschi di rose dall’Oriente, solo si affida al venticello che destasi sulle spiagge dell’Asia, ed attraverso l’immenso seno de’ mari per rallegrare queste contrade colla melanconica sua armonia”.
Questo libretto che l’autore offriva agli amici, lo conferma il foglio inserito prima dell’occhietto (esemplare n., offerto a, nel di’, da R. Sava), riporta anche un bellissimo capilettera inciso da Eleuterio Basile (Milano 1814-1877), importante incisore e xilografo del XIX secolo, noto principalmente per le sue incisioni su legno destinate all’editoria e alla cartografia, di cui ha collaborato alla realizzione di importanti opere.
I suoi lavori venivano spesso firmatti con il cognome per esteso Basile, oppure con i monogramma E.B. o B.E.. Ha lavorato spesso a quattro mani con l’incisore Francesco Ratti, siglando le opere come Ratti e Basile.
Le meraviglie dell’Etna, la rotta millenaria degli uccelli che attraversano lo Stretto di Messina, ci invitano a una
nuova affascinante escursione alpina e ornitologica.
Allegate seguenti immagini fotografiche:
Copertina dell’opuscolo informativo del Club Alpino Italiano Sezione di Milano, 1922
Schizzo itinerario dell’ascensione all’Etna.
Capilettera inciso da Eleuterio Basile, in Roberto Sava, Lucubrazioni della flora e della fauna dell’Etna, 1844.
Giancarlo Valera


