Mai ho sentito un giudice, un pubblico ministero, un poliziotto o un carabiniere, un professore, un maestro, un educatore, un medico, un soldato, un padre di famiglia…sostenere ciò che ha dichiarato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio: “vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti” ed essendo il sistema carcerario minorile “in questo momento in sofferenza”, dopo attenta riflessione all’interno del Governo si è giunti alla conclusione che occorre ‘”l’ampliamento della capienza degli istituti penali minorili e la possibilità di destinare ai giovani detenuti alcuni settori delle carceri attualmente riservati agli adulti”.
Chi giudica i minorenni o arresta i minorenni non è mai contento, chiede aiuto a tutte le agenzie educative prima di imputare penalmente un ragazzo, perché le Istituzioni e le Forze dell’Ordine vengono da una storia fatta di servizio, di totale dedizione verso i principi costituzionali per accorgersi, sempre, del punto in cui si trovano.
Ogni giorno, chi ha il potere, dovrebbe affidarsi alla teoria della giustizia, non del giustizialismo.
I nomi delle vittime di questa logica di giustizia supponente verranno scritti nel pianto silente degli ultimi: e’ semplice tradire un ragazzo senza futuro e tradire la pace sociale senza progetto, basta imporre una legge che provoca paura, sconforto e rassegnazione per la povera gente che china la testa, come da copione.
Attraversiamo le giornate inseguendo il tempo che scivola via e ci impedisce di afferrarlo, abbiamo il fiatone…eppure la corsa continua, ci dà la sensazione di essere vivi, importanti, anche bravi per riuscire a combinare tutti i ruoli; così al tempo interiore non è permesso di vedere e di sentire chi e cosa ci sta intorno, sparisce, mentre quello esteriore non ci dà tregua…ci fa diventare ciechi, e sordi…ma corriamo, corriamo…se ci fermiamo c’è il rischio di vedere e di sentire il lamento dei bambini, è troppo straziante, meglio correre: la corsa per la medaglia da aggiungere al nostro medagliere diventa il nostro confortevole rifugio.
Oh quanto siamo gagliardi! Oh quanto siamo devoti alla causa del popolo che domanda punizioni esemplari!
Ma far rispettare la legge non significa riempire le carceri di minorenni, ma far comprendere ai giovani il valore della regola che li rispetta,a cominciare dall’esempio di coloro che dettano legge.
…quando la casa si svuota, il lavoro rallenta per l’età, e la malattia incalza spietatamente, ci si deve fermare per forza. C’è tanto silenzio: nessuno ci chiama, nessuno ha bisogno di noi. In quel momento siamo obbligati a vedere e a sentire il nostro limite: un pensiero confuso, una fragile ombra di parole malvagie rovesciate sul tempo che corre e che ormai è passato.
Al tempo che tace non rimane che ascoltare l’ipocrisia antica e un pugno ‘duro’ pieno di niente…
MARIA FRANCESCA MAGNI
