Mercosur, cosa nasconde il libero scambio con l’UE?
L’accordo commerciale denominato Mercosur (Mercado comun del Sur, Mercato comune del Sud) tra UE e i Paesi dell’America latina: Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, non ha ottenuto il consenso unanime dei Paesi dell’Unione Europea perché Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno votato contro, e il Belgio si è astenuto.
L’ Italia, dichiaratasi contraria fin dall’inizio della trattativa, ha detto sì all’ultimo momento.
I negoziati sono iniziati nel 1999, nel 2024 è giunta l’intesa. Saranno cancellati i dazi del 91-92% degli scambi commerciali che costano alle aziende italiane 4 miliardi l’anno. In pratica sarà facilitata l’esportazione di auto, macchinari, prodotti chimici e farmaci…in aggiunta c’è la possibilità di fare offerte per appalti pubblici, mentre per i Paesi del Mercosur verrà ampliata la vendita in Europa di carne, riso, mais, zucchero...In sostanza, dicono gli esperti, di tutti i prodotti agricoli latino-americani che oscureranno gli agricoltori europei in quanto i prezzi dei prodotti UE sono molto più alti, dovendo sostenere costi notevolmente più alti.
Gli agricoltori europei sono delusi e protestano coi trattori nelle grandi città.
Pare che il 17 gennaio 2026 Ursula von der Leyen sarà in Paraguay per la firma dell’accordo provvisorio, poiché il trattato commerciale di libero scambio dovrà essere votato anche dal Parlamento UE. La Polonia ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri temono l’inefficacia delle norme di salvaguardia dei prodotti agricoli italiani e il rischio dell’invasione del mercato soprattutto delle carni a basso costo provenienti dai Paesi del Mercosur.
La situazione vela un altro neo sulla pelle della tattica commerciale: lo scambio tra maggiori fondi PAC Politica Agricola Comune finanziati tramite il bilancio europeo suddivisi tra: sostegno diretto agli agricoltori e sviluppo rurale, con il consenso all’accordo Mercosur. Pare che l’Italia abbia votato favorevolmente l’accordo Mercosur proprio per questa ragione, cioè ottenere la disponibilità di un budget PAC maggiore in cambio del consenso.
Invece per diversi imprenditori italiani, tra i quali Fiorenzo Rigoni Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, il Mercosur apre a nuovi scenari internazionali con la possibilità di difendere Indicazioni Geografiche nei mercati con il ‘Made in Italy’, salvaguardando l’immagine dei prodotti e contrastare con maggior efficacia i tentativi di classificarli con ‘nomi generici’ senza alcun legame con i territori di produzione, a discapito di specialità italiane riconosciute e apprezzate in tutto il mondo.
Tuttavia nel settore agricolo, ma anche nella società civile, avanzano molte riflessioni sulla possibilità che l’accordo di libero scambio Mercosur incentivi lo sfruttamento animale, la deforestazione, l’export di prodotti ad alto impatto climatico…
In realtà l’import-export latinoamericano ed europeo è già un fiorente scambio di merci: oggi l’80% delle importazioni di carne bovina da parte dell’UE proviene dai Paesi del Sudamerica per un totale di quasi 300mila tonnellate l’anno…e il 90% della farina di soia importata in Europa arriva dai Paesi Mercosur per un totale di circa 14milioni di tonnellate (46% dal Brasile, 40% dall’Argentina, 3% dal Paraguay…).
E il nuovo accordo Mercosur-UE non specifica la regolamentazione del legame imprescindibile tra industria della carne e della soia con la deforestazione e lo sfruttamento animale nelle aree del Sudamerica.
MARIA FRANCESCA MAGNI
