Bollette: nel decreto mancano misure che riducono i costi in modo stabile

Per molte famiglie e imprese lecchesi la bolletta è diventata una voce pesante, mese dopo mese. IlDecreto Bollettecontiene alcuni interventi utili nell’immediato, ma non affronta la questione decisiva: come ridurre i costi in modo stabile, senza vivere di proroghe e correttivi.

Azione propone una scelta concreta: mettere a gara leconcessioni idroelettriche e geotermichein scadenza, con un contratto a due vie, come già avviene per molti impianti solari ed eolici. È una misura di buon senso: se una risorsa pubblica produce energia a costi bassi, quel vantaggio deve arrivare anche a chi paga.

Produrre energia con le grandi centrali idroelettriche e geotermiche costa circa 30–35 €/MWh. Con una gara, il prezzo si collocherebbe verosimilmente sotto i 60 €/MWh. Significa poter contare per 20–25 anni su oltre 50 TWh a un prezzo stabile e contenuto, invece di continuare a vedere quell’energia valorizzata di fatto tra 130 e 140 €/MWh.

Il problema è che oggi una parte dell’idroelettrico finisce soprattutto nelle ore in cui il prezzo è più alto. Così un vantaggio che esiste “a monte” non si traduce in bollette più leggere per famiglie, negozi, artigiani e piccole imprese. Cambiare le regole serve esattamente a questo.

Secondo le stime di Azione, questa modifica porterebbe un risparmio netto di circa 4 miliardi di euro l’anno, ogni anno, per 20–25 anni. Altri almeno 2 miliardi l’anno si possono ottenere riportando a livelli più coerenti i margini delle attività regolate e in concessione, come distribuzione e trasmissione dell’energia. In totale, circa 6 miliardi l’anno di risparmi strutturali: non un intervento una tantum, ma un cambio di passo.

Molte misure del decreto, invece, restano legate a interventi temporanei e a platee ristrette. E così il rischio è sempre lo stesso: che il peso continui a ricadere su quel ceto medio che non chiede scorciatoie, ma fatica sempre di più a far quadrare i conti.

Azione chiede che il Governo inserisca nel percorso del decreto, o nel primo provvedimento utile, gare sulle concessioni in scadenza e regole più equilibrate sulle attività regolate, così da trasformare davvero il prezzo dell’energia in un vantaggio concreto per tutti.

La domanda, alla fine, è semplice:vogliamo continuare con interventi temporanei o vogliamo introdurre misure strutturali che riducano davvero il costo dell’energia per famiglie e imprese?

ELEONORA LAVELLI

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