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Il pianeta americano e le sue lune isolano Cuba, perché?

La tragedia del popolo cubano nell’indifferenza del mondo è una storia ideologica di lacrime e sangue che dura da 70 anni

Marco Antonio Rubio, segretario di Stato degli USA dal 21 gennaio 2025, figlio di migranti di origini cubane e italiane, sostiene l’embargo economico americano contro Cuba.

E sì, è facile dimenticare da dove veniamo…quando poi da migrante si arriva ad avere tra le mani il potere più assoluto, si cerca di sotterrare il germoglio che ci ha generato sino a rinnegare la nostra terra.

L’embargo americano contro Cuba denominato Bloqueo, è stato imposto dagli Stati Uniti a seguito de: “El triunfo de la revolucion cubana” dichiarata da Fidel Castro nel 1959 per descrivere la “lucha por la libertad” contro il dittatore gangsteriano Fulgencio Batista legato alla mafia di Charles ‘Lucky’ Luciano e Santo Trafficante senior e poi a Meyer Lansky e Luigi Trafficante Jr.

Batista, che con il mondo del gioco d’azzardo e le bische creò i ‘giochi dell’Avana’, un’attività criminale molto redditizia.

Correva l’anno 1953, nelle piazze la gente, in condizioni poverissime, sussurrava il canto del ‘guerrilero heroico Che Guevara’ che dall’Argentina sbarcò a Cuba per unirsi alla ‘revolucion cubana’ capitanata da Fidel Castro: “Aprendimos a quererte, desde la historica altura, donde el sol de tu bravura, le puso cerco a la muerte”- imparammo ad amarti, dalla storica altura, dove il sole del tuo coraggio, l’assediò fino alla morte. Testo Hasta Siempre Comandante, di Carlos Puebla Concha, cantautore cubano che raccolse lo spirito del canto popolare dedicato al comandante Che Guevara. Ernesto Che Guevara fu un personaggio scomodo sia per gli americani che per i sovietici, basta leggere le sue idee e posizioni politiche, ucciso si’ in Bolivia da prigioniero con un colpo di mitra (peraltro al cadavere amputarono le mani…), ma quali ombre nascosero il mandante?

Da considerare che il Presidente Batista, prima della sua elezione, guidò il colpo di Stato denominato ‘dei sergenti’ senza avere il consenso popolare, e gli USA ebbero riconosciuto il diritto, costituzionalmente garantito, di interferire negli affari interni di Cuba. Una situazione ritenuta inconcepibile dai cubani che inevitabilmente si ribellarono sotto l’egida di Fidel Castro, e da qui cominciarono le ritorsioni americane di guerra economica.

L’embargo è una misura restrittiva, deriva dal termine spagnolo embargar che significa impedire, e indica il blocco delle relazioni commerciali, il divieto di esportare e importare, il sequestro di navi, può riguardare qualsiasi settore produttivo, anche i farmaci per la salute dei cittadini, finalizzato a colpire a morte uno Stato e la sua economia.

Il blocco economico contro Cuba venne ufficializzato con il Proclama n. 3447 del 1962, ma già nel 1961 gli USA tentarono di colpire Cuba con l’operazione Mangusta, cioè di destabilizzare il governo castrista con sabotaggi e attentati terroristici.

Nel 1962 a Punta del Este, in Uruguay, si svolse l’ottavo ‘Meeting of Consultation of Ministers of Foreign Affairs’ dell’OAS che decretò come pericolo, per le istituzioni democratiche e l’unità del continente, la rivoluzione cubana, e istituì il Comitato Speciale per la Sicurezza contro la sovversione comunista, dichiarando Cuba esclusa dal Sistema Interamericano.

Sempre nel 1962 il Presidente americano John Fitzgerald Kennedy ampliò le restrizioni commerciali varate nel 1960 dal precedente Presidente Dwight David Eisenhower, su tutti gli scambi. Curioso è sapere che poco prima dell’embargo da lui imposto, Kennedy ordinò ai suoi fidati di comperare mille sigari cubani che in seguito non avrebbe più potuto comprare…

I cubani, sentendosi minacciati, chiesero all’Unione Sovietica di installare batterie di missili nucleari sul proprio territorio. Kennedy in risposta ordinò un embargo navale chiamato ‘quarantena’ per evitare ulteriori consegne militari, però il 28 ottobre del ‘62 i missili sovietici vennero ritirati da Cuba, come contropartita i sovietici pretesero che i missili USA collocati in Turchia venissero prelevati. In questo modo il rischio di una guerra fu evitato con un filo sottile di ragionevolezza.

Il 7 febbraio 1963 Kennedy proibì il trasporto di merci americane sulle navi straniere che facevano tappa nei porti cubani.

Nel 1963 con il ‘Trading with the Enemy Act’ si proibì l’esportazione di prodotti, tecnologie e servizi americani a Cuba sia direttamente che attraverso Paesi terzi, e si proibì l’importazione di prodotti cubani in modo diretto o indiretto: inauditamente, fatta eccezione per le opere d’arte. Venne altresì congelato il patrimonio cubano negli USA e imposto l’assoluto divieto di mandare rimesse a Cuba, e rifiutati i viaggi dei cubani verso gli Stati Uniti.

Nel 1996 con la legge Helms-Burton l’embargo si aggrava perché le norme prevedono che gli USA ritirino i finanziamenti verso le organizzazioni internazionali che si relazionano con Cuba e l’annullamento delle importazioni dai Paesi che trafficano con Cuba.

Queste condizioni economiche precarie e instabili vissute dal popolo cubano a seguito dei perpetrati embarghi ideologici che oggi non permettono alle madri neanche di comperare il pane e lo sciroppo per curare la tosse del proprio figlio, sono proseguite fino ai giorni nostri, come diffonde l’Associazione Svizzera-Cuba, sezione Ticino pubblicando la lettera disperata di una donna cubana Ikay Romay che denuncia il crimine causato dagli embarghi.

Il Presidente Barack Obama annunciò l’intenzione di porre fine all’embargo contro Cuba.

Ma seppur con la timida ripresa delle relazioni diplomatiche, nulla è stato fatto.

Con l’elezione del Presidente Donald Trump la situazione è peggiorata, anzi l’embargo è stato rinforzato, e le aziende americane che attualmente vendono i loro prodotti sul mercato cubano rischiano sanzioni pesantissime.

Si commenta da solo l’ordine americano di questi giorni di impedire le forniture di petrolio a Cuba da parte di qualsiasi Paese del mondo per dar modo al Paese di produrre energia, come può essere definito a livello giuridico e umano?

Cuba è uno Stato insulare dell’America centrale, si trova nel bel mezzo del Mar dei Caraibi, il golfo del Messico e l’oceano Atlantico… tre onde sotto la puntina della Florida.

Gli Usa, democratici o repubblicani, hanno da sempre dimostrato grandi mire di possesso dell’isola caraibica: è troppo golosa la posizione strategica di Cuba, un po’ come un grande marshmallow abbrustolito sulla brace da gustare attorno al fuoco.

E la logica della loro tattica è: fai come dico o faccio terra bruciata attorno a te. Ma i cubani non sentono, le conchiglie fanno troppo rumore in riva al mare…

MARIA FRANCESCA MAGNI

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