Un momento della manifestazione nazionale degli edili contro le morti sul lavoro indetta dai sindacati Cgil Cisl Uil in piazza Santi Apostoli, Roma, 13 novembre 2021. ANSA/ANGELO CARCONI

UN’ALTRA VITA SPEZZATA SUL LAVORO.

Con profondo dolore e grande rammarico esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia del giovane operaio di 27 anni che ha perso la vita nel cantiere della SS36, a Colico.

Non ci sono parole che possano colmare un vuoto come questo.

Ogni infortunio.

Ogni morte sul lavoro.

È una sconfitta per tutta la società.

Non è fatalità. La sicurezza deve essere una priorità assoluta, sempre.

❗Non si può continuare a morire mentre si lavora.

❗Non si può accettare che il lavoro diventi un rischio per la vita.

❗Non si può arretrare di un solo passo sul diritto alla salute e alla sicurezza.

Chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità.

Il lavoro deve dare dignità, non togliere la vita.

📌Perché ogni vita persa è una ferita che riguarda tutti.

CGIL LECCO

Anche il consigliere provinciale delegato al LavoroAntonio Leonardo Pasquinisi rammarica per la morte del giovane operaio sul cantiere della Ss 36:

“Esprimiamo il più profondo cordoglio e la sincera vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi del giovane lavoratore che ha tragicamente perso la vita mentre era impegnato in un cantiere legato a un’opera pubblica di fondamentale importanza per il nostro territorio.

Di fronte a vicende come questa, il nostro pensiero va innanzitutto alla persona e ai suoi cari, colpiti da una perdita incolmabile. In un momento di così grande dolore resta il rammarico per una vita spezzata troppo presto.

Questa tragedia ci richiama ancora una volta alla necessità di non abbassare mai la guardia sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e dell’incolumità di ogni lavoratore deve essere una priorità assoluta e richiede il massimo impegno, attenzione e responsabilità da parte di tutti”.

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