“…un autentico educatore non può che essere ottimista, anche se naturalmente non intendo un ottimismo vago, puramente emotivo, sentimentale…perchè l’ottimismo vuol dire avere fiducia negli altri e in particolare avere fiducia nel bambino, nel ragazzo.

Se un educatore è ottimista è portato ad aiutare il giovane a essere anche lui ottimista, cioè a essere orientato verso un modo di vivere che lo veda attivo, consapevole di poter intervenire nella realtà per trasformarla, per trasformarla in qualcosa di migliore…”Piero Bertolini,L’ottimismo dell’educatore.

Piero Bertolini nacque a Torino da famiglia borghese antifascista il 30 aprile 1931 e morì a Bologna il 16 settembre 2006. E’ stato un pedagogista e filosofo dell’educazione italiana. Fu direttore del Carcere Minorile Cesare Beccaria di Milano per 10 anni.

La pratica delloscautismoindirizzò l’adolescente Bertolini verso una forma di civismo responsabile mediante lo sviluppo delle qualità personali, in pratica diventare scout fu un’iniziazione alla pratica pedagogica attiva.

Lenorme di ordine pubblicoapprovate di recente dalla maggioranza di Governo, hanno indotto diverse persone a leggere le vicissitudini pubbliche dei politici in gioventù. E si è aperto il vaso di Pandora.

E’ facile per il potere dimenticare cosa è stato e cosa ha combinato.Violenza e volgarità, maleducazione, sfrontatezza, menefreghismo, odio…pesano come macigni sulla bilancia della verità, mentre la mitezza e la gentilezza, l’empatia, la solidarietà hanno il peso della nocciolina di uno scoiattolo.

E’ doveroso ammettere che l’ingenuità dei popoli viene messa a dura prova: “il mondo è governato da personaggi ben diversi da come se li immagina chi non si trova dietro le quinte…”Benjamin Disraeli, statista inglese.

Tutti nascono con una corona di vita in testa…ma non tutti nasciamo nella ‘casa del mulino bianco’ o nel palazzo del re…

Letragedie familiari, le guerre, la povertà, il degrado ambientale, determinano quel ‘non so che’ di malessere interiore che nessuno sa spiegare con certezza e che spesso induce i ragazzi a violare la legge e a copiare la violenza sceneggiata dai potenti; con la differenza che i potenti sono intoccabili, i minorenni vanno in carcere…

I potenti sono molto scaltri nel creare la ‘fabbrica del consenso’: basta ignorare ogni logica di pensiero umano, dimenticare il proprio passato, e fare i conti con il numero dei voti.

Numerosi padri, madri, e nonni, applaudono al pugno duro: il ragazzo che sbaglia paga, a meno che, come al solito, non sia mio figlio o il “figlio di…”. Poi, quando capita che proprio il loro figlio o nipote, a cui hanno dato tutto quel che potevano, ha commesso un guaio, ecco che questi retti educatori invocano l’ingiustizia della detenzione…ma è troppo tardi.

Per fortuna non tutti i genitori la pensano così, anzi sono preoccupati davanti all’internamento dei ragazzi difficili. La legge che mette i ragazzi ‘ribelli e cattivi’ dietro le sbarre non dà speranza di redenzione, la sociologia lo insegna: quando un ragazzo si sente etichettato si interrompe la comunicazione con il mondo adulto e per anni e anni quel ragazzo sarà irraggiungibile, o addirittura si perderà per sempre tra le immondizie sociali.

Sono moltissimi i ragazzi che stanno male e praticano la regola violenta della strada, ciò vuol dire che il problema educativo è grave e sanguina nell’anima di tutti, ma facciamo finta di non sapere… Pensare di risolvere la questione con l’oppressione non serve, e necessario partire dalle Agenzie educative primarie se si vuole davvero aiutare la gioventù disorientata, ma…è più facile usare la gogna, troppo complicato il ragionamento, meglio fare come un tempo quando il padre-padrone o il maestro prendeva la cinghia e…giù botte.

Siamo tornati a questo punto?

Il nuovo sistema sociale propinato va verso la realizzazione di una sorta di controllo autoritario globale, con l’obiettivo di creare cartelli tra le classi egemoni al vertice per manipolare la mente della popolazione attraverso compiacenti mezzi di informazione. Oggi è martellante il concetto: per ragioni di tutela della sicurezza la violenza pubblica o privata è sempre lecita…e adesso mettiamo le manette anche ai ragazzini turbolenti. In pratica ring continui di violenza contro violenza.

Non ho sentito pronunciare mezza frase dagli Amministratori dello Stato riguardo all’educazione dei nostri bambini e ragazzi.

Che miseria umana!

Ciò che resta di umano per i ragazzi difficili sono le persone preparate professionalmente per ‘disintossicarli’ dal disagio che li trascina nella disperazione (sarebbe opportuno istituire Centri di Specialisti dedicati ai minori in ogni Comune, e in ogni Comune dovrebbe esserci ‘l’uomo della Pace’, con la pazienza di ascoltare e di orientare i diverbi e le liti). Troppo costoso? Già, è meglio dedicare le scarse risorse a produrre armi da vendere a chiunque…

Per fortuna le parrocchie ascoltano il grido di dolore delle famiglie che spesso non parlano e si vergognano; e meno male che ci sono ancora persone buone che sorridono e sanno accarezzare le teste dei nostri bambini e ragazzi.

Non bisogna perdere la speranza: i nostri giovani sono il bene più prezioso che abbiamo, nonostante l’oscurità di questi tempi difficili.

MARIA FRANCESCA MAGNI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*