I cittadini palestinesi di Israele ci hanno creduto: nonostante tutto, sono andati a votare come mai prima e i loro partiti di riferimento hanno portato a casa (secondo i dati più aggiornati) 19 deputati alla Knesset. Un risultato straordinario di per sé. Gli“arabi”– come li definiscono in tono dispregiativo Netanyahu e i suoi sodali – hanno buttato sul tavolo le loro carte e ora la partita non si potrà giocare ignorandoli. Certo, visti i tempi bui e la codardia di tanta parte della scena politica israeliana (ben oltre il Likud e le formazioni più estremiste), potremmo assistere alle alleanze più “pragmatiche” – leggi vergognose – pur di emarginarli. Ma in questo caso il gioco sporco sarà evidente e nessuno potrà nascondersi dietro un dito e dietro qualche bella frase ad effetto sulla democrazia mentre (ri)spiana la strada al nazionalismo violento e xenofobo.
L’alternativa oggi è tra una democrazia vera, che ha il coraggio di guardarsi allo specchio in tutte le sue sfaccettature, o una farlocca, dove tutti giocano ma alla fine alcuni sono sempre più uguali degli altri. E la bandiera con la stella di David sventola soltanto sui cittadini “giusti”, etnicamente e non solo.
Vedremo che cosa sceglierà Israele.
Chiara Zappa
giornalista di “Avvenire ” e “Mondo Missione” , esperta di Medio Oriente
