Due uomini, un alpinista e un imprenditore, che hanno assistito alla Marcia su Roma del 28 ottobre 1922, e poi, dissidenti, sono stati catturati dai nazifascisti: uno è morto in un lager, l’altro arrestato…
Renzo Roccadi Lecco , da non confondere con il colonnello Renzo Rocca dirigente dei servizi segreti del Sifar, che battagliò con ogni mezzo disponibile contro tutti i governi che si ispirarono alla politica di Aldo Moro attraverso il Piano Solo. Il colonnello fu trovato morto nel suo ufficio appena prima che potesse riferire in Parlamento…suicida per colpo da pistola. Peccato che il guanto di paraffina non contenesse traccia di polvere da sparo…e la vicenda fu chiusa in quattro e quattr’otto… Renzo Rocca invece fu socio fondatore e ispettore della SEL, Società Escursionisti Lecchesi.
Il lecchese Renzo Rocca, durante la Resistenza ospitò un gruppo di partigiani presso il rifugio storico della SEL fondato nel 1899, il primo rifugio sociale della società ai Piani Resinelli, nei pressi delle antiche miniere, inaugurato nel 1908 e titolato nel 1969 in memoria di Renzo Rocca e Umberto Locatelli. A seguito di questo fatto Rocca venne deportato nel campo di concentramento nazista di Mauthausen dove morì nel 1944.
Le montagne lecchesi costituiscono il nostro passato identitario, sono una mostra itinerante di testimonianze impresse su guglie e pareti da persone che le hanno esplorate, scalate, amate, e che rappresentato la storia della Resistenza italiana che mai potrà essere oscurata.
Umberto Locatelli,nacque a Ballabio il 16 dicembre 1878 da Giovanni Locatelli e Caterina Zapelli e morì a Lecco il 4 ottobre 1958. Fu un grande imprenditore discendente della nota famiglia di Ballabio di industriali caseari fondata nel 1860 da Mattia Locatelli.
Umberto Locatelli fu ufficiale degli Alpini e nel 1932 si iscrisse al Partito Fascista. Nel 1939, su proposta del Prefetto di Como che vide in lui lo spirito ardito del camerata, prestò giuramento come senatore. Durante il mandato parlamentare si dichiarò avverso all’entrata in guerra dell’Italia e, dopo l’armistizio, sostenne i Partigiani. Per questo cambio di vedute il 17 ottobre 1943 venne arrestato dalla Feldgendarmerie… Ma ritornò più forte che mai a tramandare il valore che contraddistingue questa terra tra il lago e i monti: il rispetto sacro per ogni uomo.
Tra i flauti di roccia soffiati dal vento, l’Ago e l’Angelina guardano severi chi sale la montagna: c’è chi scappa subito e chi invece vuole impegnarsi passetto dopo passetto per arrivare in cima a guardare in faccia l’infinitezza del cielo che è impossibile racchiudere nei lacci di uno sguardo.
Renzo e Umberto ebbero il coraggio di arrivare fin lassù, in solitaria sofferenza.
E s’infiamma il sentiero percorso dai Partigiani nelle faggete del Parco del Valentino nelle giornate d’autunno, per poi sbucare, come in un libro di magia, a picco sul lago blu.
MARIA FRANCESCA MAGNI



